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Genotipo Apo E

 

L'Apolipoproteina E rappresenta uno dei 5 tipi principali di apolipoproteine (componenti proteiche delle lipoproteine plasmatiche) e ha un ruolo critico nella formazione di VLDL e chilomicroni, nella interazione con specifici recettori delle lipoproteine e nel mantenimento del trofismo del tessuto nervoso.
Il gene codificante la APOE - localizzato sul cromosoma 19 - è polimorfo con tre alleli; ε2, ε3 (il più comune, considerato il "normale") ed ε4, ai quali corrispondono 3 isoforme delle proteina, E2, E3 ed E4, la cui struttura e funzione risultano significativamente diverse.

Determinare il genotipo APOE significa determinare la combinazione allelica di un individuo: le combinazioni possibili in ordine di frequenza sono: 3/3, 4/3, 3/2, 4/4, 4/2 e 2/2.

Quando determinare il genotipo della Apolipoproteina E

La definizione del genotipo APOE non ha in alcun caso valore diagnostico, tuttavia il gene della APOE è il maggior determinate genetico per le forme comuni di morbo di Alzheimer (AD) ad esordio tardivo.
L'allele APOE-4 aumenta il rischio e riduce l'età di insorgenza della demenza in modo dose dipendente cosicché il rischio di AD è minore per il genotipo 3/3, intermedio per il 3/4 e massimo per il genotipo 4/4. L'allele APOE-2 viceversa riduce il rischio di AD.
APOE-4 però spiega solo una parte della predisposizione genetica ad AD; infatti la familiarità, ed in particolare l'avere un parente di primo grado affetto, aumenta il rischio di malattia del 10-30% indipendentemente dal fatto di essere portatori dell'allele APOE-4.
Il meccanismo con cui APOE influenza il rischio di AD non è chiaro: la sua conoscenza potrebbe aprire la strada a terapie mirate. Poiché l'allele APOE-4 non è né necessario, né sufficiente per sviluppare AD, non si consiglia il genotipo APOE come strumento di screening per AD. Tuttavia, visto che la presenza di APOE-4 aumenta la probabilità della diagnosi di AD se il paziente ha già sintomi di demenza, il genotipo APOE può essere un elemento diagnostico aggiuntivo nei pazienti con demenza.

Dislipidemie e malattie cardiovascolari: sono state descritte inoltre numerose associazioni fra il polimorfismo della Apo E e fattori di rischio cardiovascolare:
 - in generale APOE4 si associa a più elevati livelli di colesterolo e APOE2 a livelli più bassi.; tuttavia è controverso che il genotipo comporti diverso rischio cardiovascolare
 - i portatori di APOE2 e quelli di APOE4 hanno rispettivamente la massima e la minima risposta alla terapia con statine, in termini di riduzione di trigliceridi e aumento di C-HDL
 - l'omozigosi per APOE2 può comportare una ridotta clearance dei lipidi alimentari e un maggior rischio di malattia cardiovascolare precoce.

Il test per la definizione del genotipo APOE è richidibile al Laboratorio di Tossicologia e Diagnostica Avanzata.

Significato clinico del test

Malattia di Alzheimer (Alzheimer disease AD): anche se il coinvolgimento dell'Apo E 4 nei processi neuropatologici, compresa la AD, è ben documentato ed APOE4 è il principale fattore genetico di rischio per AD in molte popolazioni, tuttavia il genotipo APOE è interpretabile solo nell'ambito della diagnostica predittiva.
Il riscontro di allele ε4 in un paziente con demenza aumenta la probabilità che la demenza sia dovuta ad AD.
E' importante notare che non tutte le persone con AD hanno l'allele 4, né tutti coloro che hanno l'allele 4 svilupperanno AD.

Dislipidemie e malattie cardiovascolari - iperlipoproteinemia di tipo III:
la determinazione del genotipo APOE è utile elemento per la caratterizzazione genetica della iperlipoproteinemia di tipo III (disordine metabolico caratterizzato da alti livelli di colesterolo e trigliceridi, presenza di β-VLDL, xantomi e malattia vascolare precoce): oltre il 90% degli individui con questa dislipidemia sono omozigoti 2/2 (forme rare - che costituiscono il restante 10% - sono associate ad altre mutazioni genetiche di APOE o a sua completa assenza).
Tuttavia mentre la frequenza dell'omozigosi 2/2 nella popolazione caucasici è di circa 0.5 - 1%, la iperlipoproteinemia di tipo III è assai più rara (0.02 - 0.1%): quindi meno del 10% degli omozigoti 2/2 sviluppa la patologia; altre cause secondarie di iperlipidemia, come obesità, diabete mellito o ipotiroidismo, devono essere presenti affinché la malattia si sviluppi.

Il genotipo APOE non ha in alcun caso valore diagnostico, ma è solo un elemento di valutazione clinica.

I test genetici non vanno ripetuti (l'esito è definitivo e immutabile!)

Bibliografia e link utili

Apolipoprotein E Polymorphism and Cardiovascular Disease: A HuGE Review. Eichner, JE et al; Am J Epidemiol 2002;155:487-95.
Statins as effectors of key activities involved in apoE-dependent VLDL metabolism: Review and hypothesis. Dergunov ED et al; Vascular Pharmacology 2008; 48:70-75.
APOE Genotype, Lipids, and Coronary Heart Disease Risk. Prospective Population Study. Ward H et al; Arch Intern Med. 2009;169(15):1424-1429.

Ultimo aggiornamento: 03 Luglio 2018