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Ausl Modena - Testata per la stampa
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L'ambiente

 
  1. Inquinamento atmosferico
  2. Qualità dei suoli
  3. Qualità delle acque
  4. Approfondimenti
 

Inquinamento atmosferico

 
Grafico della percentuale di giornate con valori di concentrazione di PM10 superiori al limite di 50 µg/m3. Anni 2002-2012

Gli alti livelli di urbanizzazione ed industrializzazione del territorio, connessi con le caratteristiche meteo-climatiche, favoriscono il ristagno degli inquinanti e generano una situazione ambientale che presenta diverse criticità.

Una delle principali è rappresentata dal particolato (monitorato come PM10), sia per i numerosi superamenti dei limiti di legge, sia per le evidenze epidemiologiche che sempre più lo legano ad effetti avversi sulla salute umana.
Il PM10  è un inquinante critico su tutto il territorio provinciale, soprattutto per quanto riguarda il rispetto del numero massimo di superamenti del Valore Limite giornaliero. In tutti i siti di misura, infatti, il numero superamenti è superiore a 35  e in alcuni casi risulta più del doppio del valore consentito.

Nel 2012 a Modena la stazione peggiore (Giardini) ha registrato  85 superamenti del limite giornaliero di 50 µg/m3, pari al 24% delle giornate con valori validi. Le medie annuali di PM10 nel 2012 sono invece risultate inferiori al limite di 40µg/m3. Se si analizza il trend delle polveri PM10, confrontati con i limiti indicati dalla normativa, si può notare un calo progressivo dall'anno 2006 fino al 2010 in aria ambiente. Negli ultimi due anni 2011 e 2012, si osserva una certa stabilità nei dati osservati, con il rispetto del valore limite annuale, mentre il numero di superamenti del valore limite giornaliero rimane ancora lontano da quello indicato dalla normativa.

 
 

 Per quanto riguarda le polveri PM2,5 emerge una situazione meno critica rispetto a quella del PM10; infatti, nel 2012 tutte le stazioni di monitoraggio rispettano il valore limite annuale di 25µg/m3, unico limite previsto dalla normativa da valutare per la prima volta nel 2015. Se si analizza il trend delle medie annue del PM2,5 , si notano concentrazioni superiori al valore limite nei primi anni di monitoraggio (2001) con valori in diminuzione nel tempo; dal 2009, invece, le concentrazioni sono stabili su valori di poco inferiori o uguali al limite.

Anche l'Ozono (O3)come il PM10 è un inquinante critico in tutta la Pianura Padana: deriva dalle reazioni fotochimiche che avvengono tra un numero elevatissimo di inquinanti presenti in atmosfera in presenza di forte irraggiamento solare (è per questo che le concentrazioni più elevate si riscontrano in estate). Nella stazione di Parco Ferrari a Modena nell'estate 2012 si sono registrate 60 giornate in cui è stato superato il Valore Bersaglio (massimo giornaliero della media mobile su 8 ore di 120 µg/m3, da non superare più di 25 volte in un anno). La variabilità negli anni di questo inquinante non evidenzia una tendenza chiara: le diversità sono legate alla meteorologia della stagione estiva che ha caratterizzato gli anni analizzati. In generale i livelli di Ozono sono ancora troppo elevati rispetto ai limiti imposti dalla normativa; considerando l'origine fotochimica di questo inquinante, nonché la sua natura secondaria legata a complesse reazioni chimiche in atmosfera, la soluzione del problema legato all'inquinamento da ozono risulta molto più complessa rispetto ad altri inquinanti.
 
Nel 2012 per quanto riguarda il Biossido di azoto (NO2) si registrano medie annuali inferiori al limite di 40 µg/m3 in tutte le stazioni di monitoraggio di fondo urbano, mentre  la situazione rimane critica nelle stazioni più influenzate dal transito veicolare, Giardini a Modena. Il trend evidenzia un calo negli anni delle concentrazioni, più evidente nelle stazioni di fondo, quindi si riducono i livelli a cui la popolazione è esposta.
 
Nella stazione di Giardini, analogamente a quanto avviene nelle stazioni da traffico della Rete Regionale di Qualità dell'Aria, è misurato il Monossido di Carbonio (CO), gas che si produce principalmente dalle reazioni di combustione; i livelli di questo inquinanti sono da anni molto contenuti e prossimi al limite di rilevabilità strumentale. La massima della media mobile delle 8 ore misurata nel 2011 è stata di 2,0 mg/ (valore limite 10 mg/m3). 
Una forte diminuzione negli ultimi decenni si è riscontrata anche per le concentrazioni di benzene, che attualmente raggiunge nella stazione di Giardini valori medi annui di 1,4 µg/m3, molto inferiori rispetto al limite previsto per il 2010 pari a 5 µg/m3.

Per quanto riguarda il Biossido di zolfo (SO2), dopo l'avvento della metanizzazione negli anni '70-'80, esso ha subito una drastica diminuzione nelle concentrazioni tanto che i livelli attuali risultano molto bassi e ben lontano dai limiti di legge

 

Qualità dei suoli

La qualità dei suoli nella provincia di Modena risulta influenzata negli ultimi decenni dalla agricoltura intensiva e dagli elevati carichi di sostanze azotate prodotte dai numerosi allevamenti zootecnici diffusi sul territorio provinciale. Relativamente alla problematica delle aree di spandimento, si evidenzia che in attuazione del Decreto del Ministro delle Politiche agricole e forestali 7 aprile 2006 - Programma d'azione per le zone vulnerabili ai nitrati da fonte agricola, la Regione Emilia Romagna a seguito di quanto indicato dalla L.R. n°4 del 2007, ha emanato, a fine 2011, il nuovo Programma d'Azione Nitrati (PAN) 2012-2015 in cui sono specificate le norme tecniche obbligatorie per l'utilizzazione agronomica degli effluenti e delle acque reflue di origine agricola, pubblicando il Regolamento Regionale n° 1 del 28/10/2011 con indicate le "disposizioni un materia di utilizzazione agronomica degli affluenti di allevamento e delle acque reflue derivanti da aziende agricole e piccole aziende agro alimentari", entrato in vigore a partire dal 1° gennaio 2012.
Come provvedimento amministrativo correlato, la Provincia di Modena (con atto deliberativo consigliare n° 40 del 12.03.2008) aveva approvato la cartografia delle aree idonee all'utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici e dei fanghi di depurazione.

Contaminazioni puntuali, correlate a pregresse contaminazioni industriali sono in corso di bonifica e quindi in progressiva diminuzione.

 
 

Qualità delle acque

La classificazione ambientale delle acque superficiali determinata attraverso l'utilizzo di indicatori biologici e chimici, classifica in classe "buona" il tratto montano del bacino del fiume Panaro dalla stazione di Ponte Chiozzo a valle della confluenza dei torrenti Leo e Scoltenna fino alla stazione in chiusura di bacino montano posta a Marano sul Panaro e dei suoi principali affluenti. Per il fiume Secchia risultano in classe "buona" solamente le stazioni del tratto montano-collinare fino alla stazione di Castellarano. I tratti terminali di entrambi i corsi d'acqua, confermano la classe "sufficiente", rimanendo ancora lontani dall'obiettivo normativo fissato per dicembre 2015. Scadente-Pessima risulta la qualità dei corpi idrici affluenti Naviglio, Grizzaga e Tiepido per il Panaro e Fossa di Spezzano e Tresinaro per il fiume Secchia.

La qualità delle acque di falda, risulta scadente per buona parte del territorio di alta pianura modenese; peggiore risulta lo stato qualitativo delle acque sotterranee nella conoide del fiume Secchia rispetto alle acque sotterranee nella conoide del fiume Panaro (entrambe in lieve miglioramento). Lo stato scadente delle falde è correlabile agli elevati carichi inquinanti riversati sul suolo provenienti soprattutto dal settore agricolo-zootecnico, che provocano un incremento dei livelli di concentrazione dei composti azotati (Nitrati). Per il territorio modenese la presenza di Nitrati nelle falde risulta determinante nella classificazione delle acque profonde, ma non esclusivo; in zona pedecollinare permane una presenza puntuale di composti clorurati (organo-alogenati) superiori al limite normativo.
 
Assenti risultano gli altri inquinanti quali fitofarmaci, idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.), fenoli e metalli pesanti.

 
 

Approfondimenti

 
 
 
 
 

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