Attività di ricerca


La ricerca come funzione istituzionale fondamentale del Servizio Sanitario Regionale (SSR), al pari di quella assistenziale e di formazione si inscrive nell'articolato messaggio della Legge Regionale n. 29/2004.
Registrare e documentare, secondo criteri condivisi e confrontabili, le attività di ricerca intraprese o da intraprendere nella propria realtà e/o in realtà limitrofe consentirà alle Aziende, ai Dipartimenti e ai Collegi di Direzione di disporre di informazioni che consentiranno una crescita nella capacità di analisi ed elaborazione per verificare e governare la conduzione di ricerche in termini di valutazione della sintonia, con le strategie dello sviluppo aziendale e l'effettivo contributo offerto con i loro risultati.

Per l'anno 2012 l'Azienda USL di Modena, è stata impegnata in diversi aspetti concernenti le attività di ricerca, legati alla partecipazione ai Bandi Pubblici Competitivi indetti dal Ministero e  dalla Regione.

Nel corso degli anni i Bandi Pubblici Competitivi si sono caratterizzati per l'introduzione, tra le loro aree tematiche, dei processi o degli strumenti di cambiamento indicati nelle linee di programmazione nazionale e regionale. Le aziende sono pertanto state invitate a presentare proposte progettuali che esplicitano il processo di introduzione del cambiamento e ne valutano l'impatto. Da questi progetti ci si attende di accrescere la conoscenza relativa alle caratteristiche principali di questi interventi complessi, che li rendono poco standardizzabili e molto suscettibili alle caratteristiche del contesto e la cui modalità di realizzazione e implementazione può condizionarne la stessa efficacia.

Il ruolo svolto dal Servizio si è concretizzato nel:

- fornire ai ricercatori le informazioni preliminari riguardanti i bandi competitivi pubblicati, mediante la realizzazione di workshop tematici, realizzati in collaborazione con il Board Aziendale per la Ricerca e l'Innovazione;
- garantire il supporto ai ricercatori nella predisposizione della documentazione necessaria alla partecipazione, curando l'aderenza ai criteri stabiliti dai singoli Bandi e agli aspetti economici; 

- predisporre o negoziare i protocolli d'intesa con altri Enti del SSN, ai fini della definizione degli aspetti economici legati alla gestione dei finanziamenti dei progetti vincitori;
- supportare lo sperimentatore nella collaborazione con gli altri Servizi Aziendali per gli aspetti attinenti le ricerche, quali acquisizione di strumentazione, di personale ecc.;
- monitorare le scadenze e predisporre le rendicontazioni economiche periodiche dei progetti finanziati.

Nel 2012 sono stati avviati i progetti che hanno ricevuto un finanziamento da parte del Ministero e della Regione e dettagliati di seguito.

Bandi Regionali


Nel 2012 la Regione ha deliberato l'ammissione al finanziamento, nell'ambito del Fondo per la Modernizzazione, di quattro progetti di ricerca che vedono come capofila l'Azienda USL di Modena. 

"Presupposti e prospettive per lo sviluppo della chirurgia robot-assistita in Regione Emilia Romagna", Responsabile Scientifico dr. Giorgio Lenzotti.
Aziende coinvolte: Azienda USL Modena (capofila), AOU Policlinico di Modena, Sassuolo SPA. Inoltre partecipano al progetto regionale l'Azienda USL di Forlì e l'AOU S.Orsola - Malpighi di Bologna, entrambe capofila di una parte specifica del progetto stesso.

La chirurgia robotica è proposta come chirurgia minimamente invasiva per interventi che richiedono elevata precisione o riconoscono una rilevante fase ricostruttiva.
Un recentissimo report di HTA dell'Agenzia Canadese CADTH riporta le sintesi delle evidenze disponibili sulla chirurgia robotica, sia in termini di efficacia che di analisi economica. Sulla base delle ricerche che sono state incluse in questo report, la chirurgia robot assistita può avere un impatto su diversi esiti clinici nei pazienti sottoposti a diversi tipi di interventi e i benefici variano sulla base delle indicazioni all'intervento stesso.
Considerati i limiti delle prove disponibili e l'incertezza sulla rilevanza clinica delle dimensioni dei benefici della chirurgia robot-assistita rispetto agli approcci alternativi, le decisioni sull'impiego del robot sono complesse e, allo stesso tempo, richiedono l'analisi di variabili non solo di tipo clinico. L'intervento chirurgico eseguito roboticamente è costoso rispetto agli approcci chirurgici in aperto o in laparoscopia. L'investimento fatto per acquisire questa tecnologia è cospicuo e le istituzioni che scelgono di adottarla hanno la necessità di monitorare i costi e i risultati in modo che si possa massimizzare l'uso efficiente.
Gli obiettivi condivisi tra le Aziende Sanitarie della Regione che partecipano al progetto, riguardano gli utilizzi appropriati, attuali e potenziali, della chirurgia robot-assistita, nonché gli scenari di sviluppo per le singole indicazioni (con particolare riferimento, laddove applicabile, al livello ottimale di accessibilità alle tecniche mini-invasive ed al ruolo potenziale della mini-invasiva robot-assistita). Inoltre, sarà definito il fabbisogno formativo del personale di sala operatoria di livello regionale/di Area Vasta conseguente alla condivisione degli scenari di sviluppo, le potenzialità formative dei centri regionali, la pianificazione ed avvio delle attività formative. Saranno individuate, inoltre, le variabili da acquisire e le modalità organizzative per la creazione di un registro regionale di chirurgia robot-assistita e per l'avvio di una modalità standardizzata di valutazione delle attività.
Per approfondimenti sull'attività chirurgica robotica eseguita nell'Azienda USL di Modena, si rimanda alla sezione Innovazione Tecnologica.

- "ELETTRA: "ELEggibilità alla TRAnsizione dai servizi di salute mentale per l'infanzia e l'adolescenza alla rete dei servizi dedicati agli adulti", Responsabile Scientifico dr. Paolo Stagi.
Aziende coinvolte: Azienda USL di Modena (capofila), Aziende USL di Cesena, Forlì, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini.  

I disturbi mentali e comportamentali che esordiscono nell'infanzia e nell'adolescenza aumentano notevolmente il rischio psicopatologico in età adulta e costituiscono pertanto uno dei temi di salute pubblica di maggiore rilevanza (WHO, 2005). Si calcola che tre quarti dei giovani adulti affetti da disturbi psichiatrici soddisfi già in adolescenza i criteri diagnostici per un disturbo psicopatologico, codificato secondo i sistemi nosografici internazionali (Copeland et al, 2009). Tuttavia la continuità nell'età adulta dei disturbi psicopatologici che esordiscono nell'infanzia e nell'adolescenza, che si stima colpiscano sino al 20% della popolazione minorile (Belfer, 2008), è poco studiata.
Scopo del progetto è approfondire la conoscenza degli aspetti clinico-epidemiologici della fase di transizione dall'adolescenza all'età adulta nell'intento di fornire informazioni utili alla pianificazione dei servizi di salute mentale, in particolare per la predisposizione di interventi precoci nei gruppi a più elevato rischio di evoluzione psicopatologica.
Un ulteriore obiettivo è quello di indagare quali siano i fattori favorenti o, al contrario, che ostacolano il passaggio degli utenti dai servizi per minori a quelli dedicati agli adulti al compimento della maggiore età, non solo nel caso di utenti affetti da disturbi psicopatologici, ma anche per coloro che presentano disturbi del neurosviluppo (disabilità intellettiva, disturbi pervasivi) e disabilità neuromotorie.  Infine lo studio si propone di fornire alcune indicazioni operative allo scopo di favorire, negli utenti dei servizi di
salute mentale, il processo di transizione alla maggiore età secondo le migliori pratiche a oggi disponibili, sia in termini generali, sia con indicazioni specifiche per i principali raggruppamenti nosologici.

"Implementazione di un modello di erogazione diffusa delle cure palliative/fine vita con supporto di esperti nelle Aziende USL di Modena e Reggio Emilia: impatto complessivo del progetto e analisi di due casi specifici", Responsabile Scientifico dr. Paolo Vacondio.
Aziende coinvolte: Azienda USL di Modena (capofila), Azienda USL di Reggio Emilia.

Le Aziende USL di Modena e Reggio hanno sviluppato nel corso del tempo, una rete delle Cure Palliative con molti punti in comune. Il modello indicato prevede che le Cure Palliative vengano erogate da una molteplicità di soggetti secondo i progetti assistenziali e
setting nei quali il paziente è curato. In particolare sul territorio si affida ad ogni equipe assistenziale curante la responsabilità di attuare le cure palliative, fornendo supporti esperti di diversa professionalità.
Nell'ambito delle tipologie specifiche di pazienti per i quali è fondamentale definire un percorso strutturato ed integrato di cure palliative, quelli affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) rappresentano una casistica di particolare complessità soprattutto in riferimento alle necessità di integrazione tra ospedale e territorio e di gestione muldisciplinare e multiprofessionale.
E' ormai riconosciuto che l'approccio multidisciplinare alla malattia non solo migliora la qualità della vita ma aumenta la sopravvivenza dei malati (Traynor et al., 2003), ma è altrettanto noto che i trattamenti e l'assistenza messa a disposizione dei pazienti è
altamente eterogenea, sia a livello nazionale che internazionale (Bede et al., 2011).
Obiettivo del progetto è dunque quello di poter verificare su vasto ambito territoriale l'efficienza e l'efficacia del modello ad erogazione diffusa con supporto di esperti delle Cure Palliative. 

"Progetto TELESTROKE - valutazione dell'impatto clinico, economico ed organizzativo dell'uso di un sistema integrato di teleconsulto e teleradiologia per la diagnosi e il trattamento dell'ictus acuto negli ospedali della provincia di Modena: studio pilota prima-dopo", Responsabile Scientifico Prof. Paolo Nichelli.
Studio monocentrico.

La rete regionale per l'assistenza all'ictus cerebrale in fase acuta è oggetto del documento di indirizzo "Programma Stroke Care" della Regione Emilia-Romagna (Assessorato Politiche per la Salute - DGR n. 2007/1720). In base alle attuali evidenze, l'assistenza ottimale allo stroke in fase acuta (ricovero in Stroke Unit e accesso al trattamento trombolitico per l'ictus ischemico) raggiunge solo una parte della popolazione nonostante un'organizzazione preospedaliera dei servizi di emergenza di tipo Hub and Spoke mirata a individuare e centralizzare i pazienti candidati a trattamento trombolitico.
Negli ultimi dieci anni, è divenuto crescente l'interesse del ruolo della telemedicina nel migliorare la qualità della gestione dell'ictus. Il vantaggio principale di un sistema di telemedicina è che le aree con insufficienti servizi neurologici possono essere supportate con sistemi di video-consulto web based per la fase acuta dell'ictus, migliorare la qualità dei processi di cura e aumentare l'uso di terapia trombolitica. In particolare sistemi di telestroke sono da anni utilizzati e validati in Germania, nella regione della Baviera con una rete di telemedicina tra la Stroke Unit del centro Hub e gli ospedali periferici. Il presente progetto propone di avviare un sistema di telemedicina che colleghi gli stabilimenti ospedalieri della rete Stroke Care Hub-Spoke della provincia Modena.
Obiettivo primario della ricerca è la valutazione dell'impatto di tale sistema sull'esito clinico di tutti i pazienti colpiti da ictus e sui costi sanitari mediante valutazioni di costo/efficacia. Il progetto prevede una prima fase di standardizzazione e rilevazione degli
indicatori di processo e di esito pre e post installazione e avvio del sistema telestroke.

L'Azienda partecipa inoltre come Centro collaboratore ad altri quattro progetti, finanziati nell'ambito del Fondo per la Modernizzazione:
"Adozione di strumenti per l'identificazione del paziente" (capofila Azienda USL di Ravenna) il cui Referente per l'Azienda è la dr.ssa Vania Maselli.

"Miglioramento della gestione della gravidanza fisiologica nelle Aziende dell'Area Vasta" (capofila Azienda USL di Reggio Emilia), il cui Referente per l'Azienda è la dr.ssa Silvana  Borsari.

"Un progetto per la realizzazione, nelle case della salute, di ambulatori a gestione infermieristica per pazienti affetti da scompenso cardiaco" (capofila Azienda USL di Reggio Emilia), il cui Referente per l'Azienda è la dr.ssa Giuliana Bulgarelli.

"Trasferimento di buone pratiche di contrasto alle iniquità in riferimento agli utenti nei servizi sanitari, socio-sanitari e di comunità" (capofila Azienda USL di Reggio Emilia), il cui Referente per l'Azienda è la dr.ssa Viola Damen.

Proseguono le attività dei progetti ammessi a finanziamento Regionale nel 2009:
- "Sviluppo, attivazione e verifica di un modello di gestione del follow-up condotto dal MMG in donne con tumore della mammella diagnosticato in fase precoce e curato radicalmente" (descritto più nel dettaglio nella sezione "Ricerca e Formazione per il Governo Clinico");

"Requisiti clinici e gestionali validati a supporto dei sistemi di gestione informatizzata della terapia: definizione, condivisione e adozione negli specifici CPOE/EMAR delle aziende AVEN"

Sono terminate, invece, le attività connesse ai progetti finanziati con fondi del Bando Regionale di Modernizzazione 2009:
- "Valutazione e innovazione dell'ossigenoterapia domiciliare a lungo termine" coordinato dalla Direzione Sanitaria e con la collaborazione dell'AUSL di Parma, di Reggio E. e l'AOU Policlinico di Modena, riguardante il trattamento con ossigeno, in ambito extra-ospedaliero, di pazienti affetti da malattie respiratorie croniche. Il progetto aveva come obiettivi l'identificazione dei determinanti di inappropriatezza per ottimizzare sia il percorso clinico che le risorse a disposizione delle cure domiciliari.

- "Patologie oculari croniche: implementazione di linee-guida e valutazione dell'impatto di una rete integrata per la diagnostica, il trattamento ed il follow-up". La linea di attività dell'Ausl di Modena si è occupata dell'implementazione di raccomandazioni di appropriatezza per la diagnostica dei pazienti con glaucoma.

"La presa in carico sociosanitaria - Analisi e valutazione dei modelli organizzativi delle Aziende dell'Area Vasta Emilia Nord". Il progetto aveva come obiettivi la definizione di uno o più modelli operativi di riferimento per l'assistenza ai pazienti con patologie croniche, attraverso un approccio di rete integrato, declinandone nel dettaglio le soluzioni organizzative e procedurali.

Nell'ambito del Programma ricerca Regione Università (PrRU), nel 2012 la Regione ha deliberato l'ammissione al finanziamento di due progetti di ricerca che vedono come capofila l'Azienda USL di Modena.

-"Implementing diagnosis and treatment of depression in subjects with recent diagnosis of HIV-positivity by means of inflammatory biomarkers and standardized psychiatric monitoring" Responsabile Scientifico prof.ssa Silvia Ferrari.
Aziende coinvolte: Azienda USL di Modena (capofila) e Azienda Policlinico, Azienda USL di Parma, Azienda USL di Ferrara.

Si tratta di uno studio controllato, prospettico, longitudinale e multicentrico. Il principale obiettivo dello studio è di identificare specifici profili di biomarker infiammatori che sottendono la patologia depressiva e che possano predire l'outcome clinico in soggetti con recente diagnosi di sieropositività HIV. L'impatto atteso sul Sistema Sanitario Regionale consiste nel raccogliere evidenza scientifica rispetto ai meccanismi eziopatogenetici e implicati nella terapia della comorbilità tra depressione ed sieropositività HIV e nel realizzare e testare un modello collaborativo integrato di cure, successivamente esportabile su ampia scala.

-"Effetti della terapia riabilitativa motoria sulla disabilità e qualità della vita nei pazienti con sclerosi laterale amiotrofica in ambito ospedaliero e domiciliare" Responsabile Scientifico dr.ssa Jessica Mandrioli.
Aziende coinvolte: Azienda USL di Modena (capofila),  Azienda USL di Reggio Emilia,  Azienda USL Ferrara, Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, IRCCS Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, Università degli Studi di Modena e
Reggio Emilia. 

Lo studio nasce dalla necessità di produrre ulteriori conoscenze sull'efficacia e sull'efficienza degli interventi riabilitativi nei diversi setting assistenziali per patologie come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), dove le evidenze sono scarse. Si tratta di un trial randomizzato controllato in singolo cieco. L'obiettivo principale del progetto è confrontare due tipi di intervento riabilitativo: trattamento con elevato volume di attività (setting x ripetizioni x numero attività) verso trattamento standard con basso volume di attività, in setting diversi (ospedale verso domicilio), valutando gli effetti: sul decorso della SLA, sullo stato funzionale ed eventuale prolungamento dell'autonomia, sulle complicanze, sulla qualità della vita. I risultati consentiranno di confermare o rivedere il percorso regionale di assistenza ai malati con SLA.

Sono inoltre state avviate le attività di altri due progetti ai quali l'Azienda partecipa come Centro collaboratore:

"Metodologia di valutazione dell'appropriatezza dell'impiego dei farmaci oncologici ad alto costo nel trattamento del tumore del colon, del polmone e del rene" (capofila Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena) il cui Referente per l'Azienda è il dr. Fabrizio Artioli.

"Governance del paziente diabetico ricoverato in diversi setting assistenziali" (capofila Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma) il cui Referente per l'Azienda è la dr.ssa Anna Vittoria Ciardullo.

 

Bandi Ministeriali


Nell'ambito del Bando Ministeriale di "Ricerca Finalizzata 2010", nel 2012 è stata comunicata l'ammissione al finanziamento del progetto dal titolo "Is des-acyl ghrelin the key mediator of ketogenic diet?" il cui Responsabile Scientifico è il Prof. Giuseppe Biagini.
In seguito al parere positivo del Comitato Etico, sono state avviate tutte le attività. La ricerca mira a determinare se il trattamento di pazienti affetti da epilessia farmaco-resistente mediante dieta chetogenica sia associato ad un incremento dei livelli plasmatici
dell'ormone deacil-grelina, e se tale presunta variazione occorra nei pazienti che rispondono positivamente alla dieta.

Sono proseguite nel 2012 le attività previste dal progetto "TIA pathway implementation to improve clinical management in a second level hospital", il cui Responsabile Scientifico è la dr.ssa Federica Casoni, finanziato all'interno del Bando per la Ricerca Finalizzata 2009 (Giovani Ricercatori) del Ministero.

Inoltre, il Servizio ha curato le attività amministrative dei seguenti progetti, finanziati nell'ambito del Programma Ministeriale CCM, a cui l'Azienda partecipa in qualità di Unità di Ricerca.

"Prevenzione delle interruzioni volontarie di gravidanza tra le donne straniere" progetto regionale il cui Referente per l'Azienda è il dr.ssa Silvana Borsari.

"Sorveglianza della Mortalità Materna: progetto pilota in Regioni del Nord, Centro e Sud Italia" progetto regionale il cui Referente per l'Azienda è il dr.ssa Silvana Borsari.

Ultimo aggiornamento: 03 Luglio 2018