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Giovedì
18 settembre 2003 - ore 14.00
"Il
marketing per la salute
(i valori, le tecniche, il piano)"
Sintesi
dell'intervento
del Dott. Giuseppe Fattori
Direttore
Sistema Comunicazione e Marketing
Azienda USL di Modena
1.
Perchè parliamo di marketing sociale?
1.1 Stili di vita e promozione della salute
1.2 Diseguaglianze socioeconomiche di salute
2.
Alcune opinioni sul marketing sociale
3.
Considerazioni sul marketing sociale
3.1 Il posizionamento
3.2 Le fasi del marketing
3.3 Il ciclo di vita del prodotto e le fasi di modifica di un comportamento
3.4 Come scegliamo?
4.
Il marketing sociale nel PPS della provincia di Modena
5.
Presentazione della tavola rotonda "Il marketing per la salute
(i valori, le tecniche, il piano)"
5.1 I
relatori
5.2 I materiali
5.3 Il concorso "Marketing per la salute" - prima edizione

1. Perchè
parliamo di marketing sociale?
Nonostante
le numerose attività di educazione alla salute e le campagne
di comunicazione sociale realizzate in questi anni, le abitudini
di vita non salutari e le diseguaglianze socioeconomiche di
salute rimangono tuttora una delle principali cause di malattia.
L'analisi della letteratura scientifica ha evidenziato che il
marketing sociale è stato utilizzato con successo per
favorire l'adozione di sani stili di vita.
Per tale motivo abbiamo deciso di approfondire le opportunità
offerte dall'applicazione del marketing sociale alla promozione
della salute, cercando di valutare la reale utilità di
tale strumento. |
1.1
Stili di vita e promozione della salute
Secondo
le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità riportate
nel rapporto
del Ministero della Salute (1),
quasi il 50% delle malattie negli uomini ed il 25% nelle donne sono
dovuti a stili di vita non corretti nei paesi europei sviluppati;
fumo di tabacco, consumo di alcol, sovrappreso e obesità
rappresentano quindi la principale causa di perdita di anni di vita
liberi da disabilità (DALY).
Gli stili di vita sono un determinante di salute molto importante
anche nella nostra realtà locale. I dati sullo stato di salute
della popolazione modenese, sintetizzati nel Profilo
di Salute, mostrano ad esempio che il 29% dei modenesi fuma
(anno 1998) e il 60% non svolge attività fisica (stima, anno
1996).
Per questo motivo, molti documenti per la promozione della salute
sostengono l'importanza di favorire l'adozione di stili di vita
appropriati e di potenziare le attività di comunicazione
sui temi di salute: dalla Carta di Ottawa (OMS) del 1986 fino al
recente Piano Sanitario Nazionale (PSN) 2003-2005 ed al Piano Sanitario
Regionale (PSR) dell'Emilia-Romagna 1999-2001. In particolare, il
PSR individua il Piano per la Salute (PPS) come strategia privilegiata
per il raggiungimento di obiettivi di salute e di promozione di
sani comportamenti.
Anche sulla scia delle indicazioni fornite da questi documenti,
negli ultimi anni sono state realizzate molteplici attività
nel campo dell'educazione e della comunicazione per la salute; tuttavia,
nella nostra regione, come nel resto del Paese, le abitudini di
vita non favorevoli alla salute sono ancora molto diffuse, soprattutto
tra i giovani e costituiscono un'importante causa di malattia, insieme
alle diseguaglianze socioeconomiche di salute.
1.2 Diseguaglianze socioeconomiche di salute
Per chiarire che cosa sono le diseguaglianze socioeconomiche di
salute, si può utilizzare l'immagine del Titanic, il cui
naufragio ha causato la morte del 40% dei viaggiatori in prima classe
contro l'86% di quelli in terza classe: si tratta di una diseguaglianza
sociale molto evidente.
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Oggi
le diseguaglianze sociali esistono e sono ancora più forti
rispetto al 1912, l'anno in cui il Titanic è naufragato.
In Italia, esse hanno un forte peso sul rischio di mortalità;
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infatti,
alcuni studi, tra cui lo Studio Longitudinale Torinese e lo Studio
Longitudinale Toscano(2)
hanno evidenziato che tale rischio aumenta in chi ha la licenza
elementare rispetto a chi è laureato e in chi è disoccupato
rispetto a chi è occupato.
Le diseguaglianze sociali influenzano anche l'esposizione ai fattori
di rischio.
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Il
tabagismo ad esempio, è molto più diffuso in chi ha
la licenza media rispetto ai laureati e tra gli operai rispetto
ai dirigenti. Analogamente, il sovrappeso/obesità e la prevenzione
secondaria tramite l'adesione agli screening risentono delle diseguaglianze
sociali, di scolarità e di reddito.
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Le
diseguaglianze sociali intervengono anche nei consumi di servizi
sanitari. Ad esempio, Domenighetti ha condotto uno studio nel
Canton Ticino(3) ed ha rilevato
che, a parità di condizione clinica, il "consumo"
di interventi per prostatectomia, colecistectomia, ernia inguinale
e tonsillectomia tra i medici e gli avvocati era la metà
rispetto alle persone che di professione non erano né medici,
né avvocati. Anche a Roma(4)
e Torino(5) sono stati realizzati
degli studi che hanno documentato l'esistenza di diseguaglianze
socioeconomiche nei consumi sanitari ospedalieri.
Infine, il rapporto tra diseguaglianze e ricorso ai servizi sanitari
è stato affrontato anche da giornali a larga diffusione,
come Corriere Salute, che ha pubblicato un articolo dal titolo "L'utero
maltrattato. Tra le donne meno abbienti, più interventi di
asportazione che tra quelle agiate. Una ricerca crea polemica tra
i ginecologi".
Favorire
l'adozione di sani stili di vita e ridurre le diseguaglianze socioeconomiche
di salute sono quindi obiettivi prioritari per le politiche di promozione
della salute; a tale scopo, fondamentale diventa la ricerca di strumenti
più efficaci che potenzino i risultati conseguiti con le
campagne di comunicazione e le tradizionali attività educative.
Dall'analisi della letteratura scientifica emerge che il marketing
sociale può essere un valido strumento per la promozione
della salute. In Canada è stato, ad esempio, utilizzato per
intervenire sulle diseguaglianze sociali, sulle vaccinazioni e sull'abitudine
al fumo; in altri Paesi del Terzo Mondo per promuovere le vaccinazioni
e ridurre la mortalità infantile.
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2.
Alcune opinioni sul marketing sociale
Alcune
esperienze di eccellenza realizzate in Italia possono fornire spunti
di riflessione in merito a come vengono affrontate le tematiche
del marketing sociale. Questa presentazione non intende esprimere
un giudizio di merito, ma soltanto illustrare alcune esperienze
in tema di marketing, raccolte in modo non sistematico in questi
ultimi mesi:
- un autore anonimo ha scritto un libro sul marketing farmaceutico:
"La Mala-Ricetta. 10 geniali mosse del marketing farmaceutico"
(Fratelli Frilli Editori, giugno 2000). Sfogliando l'indice, si
osserva che alcuni capitoli si intitolano: "In principio fu
il gadget. ..."I primi vagiti del comparaggio partirono proprio
dal gadget"
" (capitolo III); "In giro per il
mondo. ..."Arrivati a questo punto dell'evoluzione, il "regalo"
al medico ha raggiunto la sua massima espressione: piatti d'argento,
quadri d'autore, automobili"
(capitolo IV). In questo
caso, dunque, il marketing viene assimilato a corruzione e pubblicità;
- secondo altri autori, il marketing per le Aziende Sanitarie dovrebbe
essere finalizzato ad attrarre la domanda di servizi e prestazioni
sanitarie per renderle remunerative. Ritornando però al tema
delle diseguaglianze sociali di salute ed allo studio sopracitato
di Domenighetti, questo potrebbe comportare, ad esempio, un aumento
di interventi chirurgici inappropriati per migliorare la mobilità
attiva di un'Azienda Sanitaria. Quindi in campo sanitario, l'attrazione
della domanda è un tema che dovrebbe essere oggetto di approfondite
riflessioni. Infatti, il prodotto è formato da una parte
centrale - il "core"- e dalle "peripherals"
(la qualità percepita) costituite dalle condizioni di cessione,
di immagine, di accesso e di accoglienza; poiché il prodotto
del marketing per le Aziende Sanitarie è rappresentato dagli
interventi sanitari, a nostro avviso, il marketing è etico
se riguarda le peripherals. Spetta invece ad altre discipline decidere
se quell'intervento vada effettuato o meno: la medicina dell'evidenza,
la clinical governance, l'appropriatezza, le linee guida. Una volta
deciso che quell'intervento sanitario deve essere realizzato, probabilmente
è lecito che strutture private, pubbliche o miste si mettano
in competizione ("facciano" marketing) e il cittadino
ha diritto di scegliere dove andare.
A nostro avviso, è inoltre opportuno che le Aziende Sanitarie
che decidono di fare marketing, valutino le competenze professionali
presenti al loro interno, soprattutto per quanto riguarda la fase
analitica, perché in campo sanitario il consulente esterno
potrebbe non avere tutti gli strumenti per entrare nel merito delle
attività;
- il "Sole 24 Ore Sanità" (7 febbraio 2003) ha
pubblicato un articolo dal titolo "Bologna, spot in ospedale",
le cui prime righe riportano "cartelloni pubblicitari dentro
e fuori gli ospedali, ma a fine di bene
E' l'obiettivo del
progetto di marketing sociale
". Per il primo anno il
progetto dovrebbe portare ad incassare 600.000 Euro". Vendere
spazi pubblicitari è marketing sociale?
Un'ulteriore riflessione può essere sviluppata in merito
al tema della "soddisfazione del cliente": se nel marketing
l'obiettivo è la soddisfazione del cliente ("customer
satisfaction"), Sandro Spinsanti nell'articolo "Il
medico: servo di tre padroni?", afferma che per un'Azienda
Pubblica non sempre deve essere prioritaria la soddisfazione del
cliente.
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Esiste,
infatti, un quadrilatero della soddisfazione, per cui il paziente
può essere: giustamente soddisfatto, giustamente insoddisfatto,
ingiustamente soddisfatto, ingiustamente insoddisfatto. Per esemplificare
questo concetto, si può fare ricorso ad un fatto di cronaca
accaduto alcuni mesi fa: i dipendenti di una linea aerea si sono
fatti rilasciare falsi certificati medici, per assentarsi dal lavoro
come manifestazione di sciopero. In questo caso, se il dottore non
avesse rilasciato il certificato, quel paziente sarebbe stato insoddisfatto,
ma ingiustamente secondo Spinsanti; se invece il medico gli avesse
rilasciato il certificato, il paziente sarebbe stato soddisfatto
ma altrettanto ingiustamente. Ci sono altri esempi, molto più
raffinati: il paziente anziano con diabete di tipo 2 che viene sovratrattato
(es. viene chiamato ogni 2 mesi per effettuare esami, senza che
ce ne sia alcun bisogno) è ingiustamente soddisfatto e consuma
una risorsa scarsa che è il tempo del diabetologo; viceversa,
il ragazzo giovane con diabete di tipo 1, che fa controlli 2 volte
l'anno, è soddisfatto, perché non viene disturbato
molto, ma rischia che il diabete si scompensi, perché non
è trattato in modo adeguato.


3. Considerazioni
sul marketing sociale
Il concetto di marketing sociale è stato introdotto per
la prima volta nel 1971 da Kotler P. e da Zaltma G.(6)
e può essere definito come "l'utilizzo di tecniche e
principi del marketing per influenzare un gruppo target ad accettare,
rifiutare, modificare o abbandonare in maniera volontaria un certo
comportamento allo scopo di conseguire un beneficio per i singoli,
i gruppi o l'intera società"(7).
3.1 Il posizionamento
Uno dei primi aspetti da chiarire quando si desidera realizzare
una campagna di marketing riguarda il posizionamento del committente,
all'interno di una scala che va dal regolatore puro al produttore
puro.
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Il
regolatore puro è rappresentato dall'Assessorato Regionale
alla Sanità e dall'Agenzia Sanitaria regionale; il produttore
puro può essere ad esempio un ambulatorio privato non convenzionato.
Rispetto ad una qualsiasi attività sanitaria:
- il produttore puro deve ottimizzare la sua struttura; ad
esempio, se un poliambulatorio privato dispone di un buon mammografo
e di un tecnico valido, deve effettuare la segmentazione del mercato,
per individuare il segmento target che è più remunerativo
in rapporto a quel prodotto;
- il regolatore puro deve capire il bisogno di salute di
quella collettività, per cui, ad esempio, se l'adesione ad
uno screening è del 30% e l'obiettivo è raggiungere
il 70%, la domanda che si pone il regolatore puro è relativa
a quali tecniche utilizzare per raggiungere quell'obiettivo. Poi,
tramite i contratti di fornitura della Aziende Sanitarie, vengono
individuati i diversi fornitori di quella prestazione/servizio sanitario.
Tra il regolatore puro ed il produttore puro, c'è una scala
di sfumature intermedie, come:
- l'Azienda Sanitaria territoriale che realizza sia la funzione
di produzione di servizi e prestazioni tramite i propri presidi
ospedalieri e poliambulatori, sia la funzione di committenza;
- i Policlinici Universitari;
- il privato convenzionato.
Il posizionamento è fondamentale per la successiva definizione
delle strategie di marketing e di comunicazione più efficaci.
3.2 Le fasi del marketing
Il marketing viene tradizionalmente suddiviso in tre fasi: analitico,
strategico e operativo.
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Non
sempre è necessario utilizzare tutte e tre queste fasi; talvolta,
infatti, può essere opportuno utilizzare anche solo alcuni
strumenti di marketing, come ad esempio, la segmentazione.
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Il
marketing analitico è finalizzato alla raccolta di
tutte quelle informazioni sul contesto e sui potenziali destinatari,
necessarie per la definizione delle attività di marketing.
Nella fase strategica: si individuano gli obiettivi e le
priorità d'intervento; si realizza la segmentazione, cioè
la suddivisione dell'intero mercato in gruppi omogenei per alcune
variabili di tipo sociologico, demografico, psicologico comportamentale;
si attua il posizionamento del prodotto che si desidera promuovere
rispetto ai concorrenti; si definiscono le strategie in rapporto
alle caratteristiche dei destinatari.
Infine, nella fase operativa vengono realizzate le attività,
tramite la combinazione di quattro elementi che definiscono il marketing
mix e che sono anche chiamate "le 4 P del marketing":
il prodotto (product), che nel caso del marketing sociale è
rappresentato dall'idea o dal comportamento che intende promuovere;
il prezzo (price), che tiene conto dei costi economici, ma anche
dei costi psicologici che la persona deve affrontare per cambiare
un comportamento; i canali di distribuzione (place); le attività
di comunicazione (promotion). Il concetto del marketing mix sottolinea
la forte interrelazione esistente tra i quattro elementi che lo
determinano; in particolare, va evidenziato che le attività
di comunicazione diventano parte integrante dello stesso prodotto.
Va infine ricordato che nel marketing sono molto importanti le verifiche
di processo e soprattutto di esito; esse possono essere difficili
da realizzare, ma sono necessarie per andare a valutare i risultati
conseguiti e pianificare correttamente le successive attività.
3.3 Il ciclo di vita del prodotto e le fasi di modifica di
un comportamento
Esiste un forte rapporto tra il ciclo di vita del prodotto
e le attività di comunicazione. In una fase iniziale, di
introduzione sul mercato di un prodotto (es. una nuova tecnologia,
uno screening, la campagna dell'AIDS), le persone hanno un comportamento
ed una reazione diversa rispetto alla fase avanzata. Quando il prodotto
viene introdotto sul mercato, sono gli "innovatori" ad
aderire, seguiti dai "pionieri" nella fase di crescita
del prodotto; successivamente nella fase di maturità, quando
il prodotto è consolidato, aderisce la "maggioranza;
infine, in fase tardiva, di declino, aderiscono i "conservatori/ritardatari".
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Il
ciclo di vita del prodotto può inoltre essere messo in rapporto
con gli stadi che un individuo deve attraversare per modificare
un proprio comportamento. In particolare, il modello Transtheoretical
sviluppato da diversi autori, tra cui Prochaska J.O., descrive 5
fasi:
1. pre-contemplation, in cui la persona non sta pensando
a cambiare il comportamento;
2. contemplation, in cui la persona sta prendendo in considerazione
la possibilità di modificare il comportamento nell'arco di
6 mesi;
3. preparation, in cui la persona si sta preparando ad attuare
il cambiamento, in genere entro 1 mese;
4. action, in cui la modifica del comportamento è
già in atto;
5. mantenance di questo nuovo comportamento.
Ogni prodotto ha quindi un ciclo di vita, che deve essere messo
in stretto rapporto con la comunicazione. Ad esempio, non si può
realizzare una campagna di comunicazione per promuovere un certo
prodotto (es. un servizio di screening), se poi non c'è il
prodotto (es. il medico, l'ambulatorio, l'infermiere).
Per fare marketing è necessario "contaminare" culture
diverse, raccogliendo spunti ad esempio dall'economia, dalla sociologia,
dall'educazione alla salute, dalla medicina.
3.4 Come scegliamo?
Analizzare i fattori che influenzano le nostre scelte è importante
per capire come possiamo cambiare i comportamenti; ci consente infatti
di individuare le leve da inserire nel marketing mix e da integrare
con quelle classiche dell'educazione alla salute per promuovere
in modo più efficace l'adozione di un comportamento.
I comportamenti sono influenzati principalmente da due tipologie
di fattori:
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1.
individuali: il grado di conoscenza del rischio e di consapevolezza
del proprio comportamento, l'evidenza del fenomeno, l'attitudine
al rischio, per proprie preferenze;
2. ambientali: gruppi di pressione, leggi, pubblicità, passaparola,
fattori economici (es. aumentare le tariffe può contribuire
a cambiare i comportamenti).


4. Il marketing sociale nel PPS della provincia di Modena
Il Piano per la Salute (PPS) è il nuovo modo di promuovere
la salute, realizzato in Emilia-Romagna e caratterizzato dall'ascolto
dei bisogni di salute espressi dai cittadini, nonché dalla
realizzazione di attività intersettoriali, attuate con il
contributo dei diversi settori della società e la partecipazione
dei cittadini. Il PPS è il patto locale di solidarietà
per la salute, che ha come principali attori: gli Enti Locali, le
Aziende Sanitarie, il Terzo Settore, le Scuole, l'Università,
il mondo produttivo, le organizzazioni sindacali, gli organismi
di rappresentanza, altri Enti/Istituzioni ed i cittadini, singoli
o associati, riuniti in un sistema di alleanze per incidere in maniera
più efficace sulla salute della popolazione. Il coordinamento
del percorso è affidato agli Enti Locali, mentre l'Azienda
USL fornisce il supporto tecnico.
Il PPS della provincia di Modena ha individuato 10 aree prioritarie
d'intervento: Salute Anziani, Incidenti stradali, Neoplasie, Malattie
cardio e cerebrovascolari, Infortuni e sicurezza sul lavoro, Salute
donna, Salute infanzia ed età evolutiva, AIDS, Malattie respiratorie,
Malattie rare.
Trasversali a tutte le 10 aree prioritarie, si colloca il progetto
per la promozione di stili di vita sani, per la cui realizzazione
sono state utilizzate le tecniche del marketing sociale, allo scopo
di sperimentare modalità innovative e più efficaci.
Gli Enti Locali hanno la responsabilità decisionale del PPS
e quindi sono responsabili della fase del marketing strategico;
compito dell'Azienda USL è invece presidiare i contenuti
che vengono presentati nel corso delle iniziative volte a favorire
l'adozione di sani stili di vita, perché questo è
un compito istituzionale per un'Azienda Sanitaria. Inoltre, l'Azienda
USL promuove la costruzione di un sistema di alleanze e favorisce
le relazioni tra i diversi attori coinvolti nella realizzazione
del progetto, sia per creare flussi informativi idonei a reperire
informazioni sulla salute, sia per sinergizzare le attività
di promozione della salute. Si tratta di un compito difficile, perché
non esistono rapporti gerarchici tra i soggetti coinvolti, ma è
l'unica strada per promuovere efficacemente la salute, come sottolineano
anche alcuni autori(8), che
individuano la costruzione di alleanze come la "quinta P"
del marketing.
Inoltre, per promuovere efficacemente la salute è fondamentale
interagire con la comunità, favorendone un forte coinvolgimento
ed un'attiva partecipazione.
La fase analitica delle attività di marketing sociale ha
previsto la raccolta sistematica di informazioni sullo stato di
salute dei cittadini e dei fattori che possono influenzarlo (ambientali,
demografici, socioeconomici, relativi agli stili di vita ed all'accesso
ai servizi). Essa è stata realizzata tramite l'elaborazione
del profilo di salute della popolazione, un documento che descrive
in modo sintetico ma completo, lo stato di salute tramite la raccolta
di informazioni desunte da sistemi informativi di enti/associazioni,
dati correnti, indagini ad hoc ("la parola del professionista"),
nonché dalle attività di ascolto della popolazione
("la parola dei cittadini").
Il profilo di salute, oltre a fornire la base conoscitiva per l'individuazione
delle aree prioritarie d'intervento, ha evidenziato la necessità
di intensificare le attività volte a favorire l'adozione
di sani stili di vita, tramite la realizzazione di un piano che
garantisca continuità e sinergia agli interventi.
Successivamente l'individuazione delle attività da realizzare
per promuovere sani stili di vita nella popolazione modenese è
stata supportata da una documentazione di approfondimento (documentazione
mirata), che ha permesso di segmentare la popolazione e di definire
le strategie più idonee in rapporto alle caratteristiche
ed ai bisogni specifici dei destinatari. La realizzazione del profilo
di salute e della documentazione mirata è stata coordinata
dall'Azienda USL di Modena, che svolge un ruolo trainante anche
nella realizzazione delle attività.
Sulla base dei risultati delle attività di segmentazione,
si è deciso di attuare interventi:
- nella scuola: le iniziative di educazione alla salute realizzate
nelle scuole, e raccolte in Sapere
& Salute (la carta dei servizi educativi dall'Azienda USL
di Modena per le scuole) hanno permesso di raggiungere quasi 20.000
ragazzi nel 2002. Un'altra manifestazione attuata nel mondo della
scuola è stata Urban Tribe, realizzata da un giornalista
e da un ragazzo rimasto invalido dopo un grave incidente stradale;
le schede di valutazione del gradimento dell'iniziativa hanno evidenziato
che i ragazzi erano stati molto colpiti e commossi dall'iniziativa;
- nella grande distribuzione: tra le varie iniziative realizzate,
si ricorda Benessere
è vita, realizzata dall'Azienda USL presso il centro
commerciale GrandEmilia di Modena, in collaborazione con il Terzo
Settore e alcune palestre di Modena per promuovere corretti stili
di vita (alimentazione, attività fisica, fumo, sicurezza
stradale, cultura della donazione). I centri commerciali rappresentano
luoghi di incontro nuovi, ancora da scoprire, per il mondo della
comunicazione per la salute. Durante le iniziative di Benessere
è vita, le società sportive hanno realizzato delle
esibizioni per promuovere l'attività motoria, mentre il personale
sanitario dava indicazioni su corretti stili di vita. Le manifestazioni
sportive sono state molto apprezzate dal pubblico che le ha osservate
con entusiasmo; inoltre, grazie anche ad un animatore che invitava
le persone a parlare con i medici, abbiamo ottenuto un grosso successo,
riuscendo ad integrare la promozione delle attività favorevoli
alla salute con le indicazioni di salute fornite dal personale sanitario.
Sono stati invitati dei testimonials come Ballotta, il portiere
del Modena Calcio e sono stati realizzati anche dei giochi per informare
su corretti stili di vita;
- nel mondo della cultura: sono state realizzate iniziative
di promozione di sani stili di vita presso Festivalfilosofia
sullavita (2003) e Festivalfilosofia
sullabellezza (2002), nonché presso associazioni
culturali, come l'Università
per la Libera Età Natalia Ginzburg e l'Associazione culturale
"L'incontro";
- nel mondo dello sport, tramite la partecipazione alla Maratona
d'Italia "Memorial Enzo Ferrari" nel 2002 e 2003, al campionato
italiano di categoria per società di bocce ed al Villaggio
dello Sport.
Sono state inoltre realizzate iniziative rivolte alla popolazione
nelle piazze e nei luoghi di aggregazione delle città, nonché
in occasione di fiere, come la Fiera
dell'Economia Montana a Pavullo e le Fiere
di Ottobre di Sassuolo sia nel 2002 che nel 2003.


5.
Presentazione della tavola rotonda "Il marketing per la salute
(i valori, le tecniche, il piano)"
5.1
I Relatori
La tavola rotonda "Il marketing per la salute (i valori, le
tecniche, il piano)" è un'iniziativa realizzata nell'ambito
del PPS della provincia di Modena, in collaborazione con l'Associazione
Comunicazione Pubblica, l'Azienda USL di Modena e Cittadinanzattiva.
Essa è dedicata all'approfondimento delle tematiche inerenti
il marketing sociale per la promozione di sani stili di vita; in
particolare i relatori svilupperanno i seguenti aspetti:
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la dott.ssa Mallarini parlerà degli aspetti tecnico - metodologici
del processo di marketing;
- la dott.ssa Buiatti illustrerà quali strumenti e competenze
esistono nelle Aziende Sanitarie per fare marketing;
- la prof.ssa Lalli approfondirà il tema dei valori, con
particolare attenzione alle implicazioni etiche del marketing.
5.2 I materiali
Il materiale, distribuito in occasione di questa tavola rotonda,
comprende 4 articoli: "L'improvvisazione, il gregge e il
ruolo dell'osservazione scientifica (anche epidemiologica)"
di Giuseppe Costa che è un punto di riferimento di grande
valore in Italia; "Etica e comunicazione per la salute nell'era
della comunicazione pubblica e di massa: influenze reciproche e
implicazioni per il cittadino" a cura di Pina Lalli; "Azienda
sanitaria e paziente, un rapporto in evoluzione. Il Trust Oriented
Marketing applicato alla sanità" di Erika Mallarini,
che tratta del marketing nelle aziende sanitarie e fa un'analisi
molto bella sul marketing per la fiducia; "Il medico: servo
di tre padroni?" di Sandro Spinsanti. Se il marketing ha
come "dogma" l'orientamento al cliente; Spinsanti ha qualche
dubbio sul fatto che un'Azienda Pubblica debba rivolgersi soprattutto
a questo aspetto. Tra il materiale trovate, anche un testo contenete
alcuni elementi di discussione sul marketing nelle Aziende Sanitarie.
5.3 Il concorso "Marketing per la salute" - prima
edizione
Questa giornata di studio rappresenta l'occasione per presentare
il concorso Marketing
per la Salute 2004 organizzato dall'Azienda USL in collaborazione
con l'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale
e il Tribunale per i diritti del malato - Cittadinanzattiva. Esso
ci consentirà di raccogliere le esperienze realizzate nel
campo del marketing sociale applicato alla promozione della salute.
Il concorso è aperto a studenti nel cui piano di studi sono
previsti insegnamenti di comunicazione e marketing, nonché
a tutte le Aziende, gli Enti, le Associazioni pubbliche e private
profit e non profit che progettano o esplicano attività di
marketing per la salute. I temi da sviluppare riguardano: ambiente,
attività motoria, dipendenza da sostanze come tabacco, alcol,
droghe, farmaci o altro, donazione (intesa sia come donazione di
organi sia come disponibilità di tempo per di assistere/aiutare
gli altri), guida sicura, prevenzione, qualità della vita,
volontariato. La scadenza per la presentazione dei progetti è
il 30 giugno 2004.
Sul sito Internet del Piano per la Salute della provincia di Modena,
nell'area riservata al marketing
per la salute trovate tutte le informazioni e gli aggiornamenti
sul concorso, nonché materiale inerente il marketing per
la salute: un testo scritto dalla dott.ssa Mallarini, che fornisce
alcuni suggerimenti su come si fa un piano marketing; una sintesi
della letteratura; links a siti di marketing per la promozione della
salute; alcune definizioni dei termini tecnici.


Riferimenti Bibliografici
(1) Stili
di vita salutari. Educazione, Informazione e Comunicazione.
Sintesi del Rapporto predisposto dalla Task Force del Ministero
della Salute in preparazione del Semestre di Presidenza italiana.
3 - 4 settembre 2003, Palazzo Marino, Milano.
(2) Cardano M., Costa G., Demaria, M.Merler E., Biggeri A. "Le
diseguaglianze di mortalità negli studi longitudinali italiani".
Epidemiologia & Prevenzione 1999; 23: 141-152.
(3)
Domenighetti G. e altri. Dipartimento delle Opere Sociali, Sezione
Sanitaria. Da "Il mercato della salute" - CIC 1984, e
dati non pubblicati.
(4) Materia E., Spadea T., Rossi L. et al. "Diseguaglianze
nell'assistenza sanitaria: ospedalizzazione e posizione economica
a Roma". Epidemiologia & Prevenzione 1999; 23: 197-206.
(5) Ciccone G., Lorenzoni L., Ivaldi C. et al. "Classe sociale,
modalità di ricovero, gravità clinica e mortalità
ospedaliera: un'analisi con "All patient Refined - DRG"
dei dimessi dall'Ospedale Molinette di Torino". Epidemiologia
& Prevenzione 1999; 23: 188-196.
(6) Kotler P., Zaltman G. "Social Marketing: An Approach To
Planned Social Change", Journal of Marketing, 1971; 35: 3-12.
(7) Kotler P., Roberto N., Lee N. Social Marketing - Improving the
Quality of Life. Thousand Oaks (California), Sage Pubblications,
2002; pag. 5.
(8) Siegel M, Doner L. Marketing Public Health - Strategies To promote
Social Change. Gaithersburg (Maryland), An Aspen Publication, 1998.

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