 |
Dichiarazione
di Copenaghen (The Copenhagen Declaration)
Conferenza
Europea sulle Politiche sanitarie: opportunità per il futuro
Copenaghen, Danimarca, 5-9 dicembre 1994.
La Conferenza
ha concordato di inviare la presente Dichiarazione di Copenaghen
al Comitato Permanente del Comitato Regionale per lEuropa
dellOrganizzazione Mondiale della Sanità per valutare
e predisporre un progetto di risoluzione da sottoporre alla 45a
sessione del Comitato Regionale.
Noi, le delegazioni
degli Stati Membri della Regione Europea dellOrganizzazione
Mondiale della Sanità, riunitesi a Copenaghen il 5-9 dicembre
1994, nella precisa consapevolezza che le nostre società
si trovano ad uno storico crocevia, ci impegniamo a promuovere e
proteggere la salute delle nostre popolazioni come valore fondamentale
delle nostre società.
1.
Le sfide alla salute in Europa
Le azioni per
migliorare la salute devono essere riconosciute come misura della
coscienza sociale di un Paese e come mezzi per investire nel capitale
umano.
Siamo preoccupati circa il fatto che, nonostante si osservi un certo
progresso, lattività 1993/1994 per monitorare i progressi
verso la salute per tutti (Health for All - HFA) mostra che considerevoli
diversità nella salute permangono ancora fra i Paesi e fra
gruppi di popolazione in quasi tutti i Paesi.
Ci rendiamo conto dei problemi posti dalla ripresa delle malattie
infettive in alcuni Paesi e dagli stili di vita non sani in tutti
i Paesi della Regione e sosteniamo le azioni proposte per creare
un ambiente sano e per affrontare le conseguenze dellincidente
di Chernobyl, dello sviluppo dellagricoltura intensiva nel
bacino del Mare di Aral e delluso di Semipalatinsk per i test
sulle armi nucleari, come descritti dalla Dichiarazione di Helsinki
del giugno 1994.
Non ci si sta prendendo cura del numero crescente di problemi di
salute, con laumento dei migranti, dei rifugiati e dei profughi
che si dirigono ora anche nelle parti meno ricche della Regione
Europea, attraverso una visione che riesca a far emergere soluzioni
di lungo periodo. Dal momento che i migranti sono parte integrante
della nostra Regione, essi devono inevitabilmente anche far parte
dellimplementazione delle politiche della salute per tutti
elaborate per affrontare le ingiustizie, promuovere la salute ed
assicurare laccesso ad una assistenza sanitaria di elevata
qualità. Ed è necessario che essi siano inclusi nella
cooperazione inter-Europea per la salute. In alcuni Paesi la salute
sta affrontando una crisi dovuta al deterioramento dei prerequisiti
per la salute stessa ed ai vincoli economici che caratterizzano
i servizi sanitari.
2.
La visione
Abbiamo la responsabilità
non soltanto di reagire al cambiamento ma di creare il cambiamento
necessario e di modellare il nostro futuro. Per fare questo:
- abbiamo bisogno
dun approccio strategico che tenga conto del delicato equilibrio
fra gli obiettivi di lunga durata e la fattibilità di breve
periodo nellattuale società pluralistica;
- abbiamo la
necessità di rinforzare i valori della solidarietà,
- dell
equità e dei diritti umani, nel mentre riconosciamo i diritti
degli individui alla libertà di scelta, alla partecipazione
e alla dignità, così come i loro doveri a contribuire
al miglioramento della loro salute;
- dobbiamo
rafforzare il ruolo dei governi nella protezione e nella promozione
della salute mentre ci sforziamo di salvaguardare laccesso
alla più elevata qualità possibile di assistenza
sanitaria, anche nelle situazioni di invarianza o perfino di diminuzione
delle risorse nazionali.
Gli Stati Membri
della Regione dovrebbero aumentare il loro impegno, individualmente
e collettivamente, e fare ogni sforzo per:
- implementare
la politica europea della salute per tutti nei diversi Stati,
attraverso la garanzia che le politiche ed i programmi sanitari
nazionali siano realmente basati sui suoi principi e su metodi
di prevenzione delle malattie;
- promuovere
stili di vita sani, un ambiente sano e dove ci sia consapevolezza
della qualità, sistemi sanitari , efficaci in rapporto
ai costi ed accessibili;
- costruire
politiche intersettoriali e strategie rivolte al guadagno in salute
a livello nazionale, regionale e locale, definendo in modo chiaro
gli obiettivi che si concentrano sui risultati in termini di stato
di salute, fattori di rischio e fattori determinanti della salute;
- controllare
e valutare i progressi verso questi obiettivi, fornendo così
una base scientifica per la formazione ed il miglioramento continuo
delle politiche.
3.
Solidarietà con le persone in stato di bisogno
Siamo impegnati,
sulla base del valore fondamentale del movimento della salute per
tutti, a dirigere i nostri sforzi nei confronti dei popoli e dei
Paesi che versano in condizioni di bisogno.
3.1
Sostegno preferenziale nei confronti dei gruppi vulnerabili ed a
rischio elevato allinterno dei Paesi
Oggi, più che mai, cè la necessità di
mettere a fuoco con precisione, nello sviluppo sociale e sanitario,
le politiche ed i programmi che possono migliorare la salute e la
qualità di vita di tutti i cittadini, in particolare i bambini,
gli anziani, i poveri, i migranti, i rifugiati, i profughi e le
persone socialmente svantaggiate.
Pertanto ci impegniamo a:
- accrescere
la consapevolezza della popolazione nei confronti della necessità
di adottare politiche e programmi sanitari che affrontino le disuguaglianze
nella salute fra gruppi differenti allinterno della popolazione;
- perseguire
lequità nellaccesso allassistenza sanitaria
ed alle opportunità di promozione di salute, accertando
che i nuovi sistemi di finanziamento e di erogazione dellassistenza
non la mettano in pericolo;
- assicurare
che siano disponibili informazioni sulle disuguaglianze nella
salute;
- effettuare,
ove necessario, la valutazione di impatto sulla salute delle scelte
politiche.
3.2
Sostegno prioritario ai Paesi dellEuropa Centrale ed Orientale
e dei nuovi Stati indipendenti
Raccomandiamo che vengano adottati i seguenti principi e vengano
intraprese le seguenti azioni, al fine di migliorare gli sforzi
che attualmente vengono realizzati:
- Crediamo
che negli Stati che ricevono sostegno sia necessario sviluppare
politiche nazionali fondate sui principi della salute per tutti
e, in seguito, elaborare programmi di medio periodo per lo sviluppo
della salute. LOrganizzazione Mondiale della Sanità
e altre organizzazioni internazionali dovrebbero continuare ad
offrire sostegno ai Paesi nel fare ciò.
- Ricordiamo
ai Paesi europei ed alle agenzie internazionali di aiuto e finanziamento
che sono disposti ad aiutare i Paesi suddetti nel loro sviluppo,
che tale assistenza dovrebbe sostenere gli stessi principi. LOrganizzazione
Mondiale della Sanità ed altre organizzazioni internazionali,
come pure la Comunità Europea, possono offrire utili consigli
in questo processo.
- Agli Stati
che sono membri di organizzazioni intergovernative e della Comunità
Europea, raccomandiamo di sostenere quei principi allinterno
delle strutture di governo di tali organizzazioni.
3.3
Sostegno alle vittime dei conflitti armati e dei disastri naturali
e provocati dalluomo
Crediamo che tutti i Paesi europei dovrebbero aumentare gli sforzi
per aiutare i Paesi coinvolti in conflitti armati e colpiti da disastri
naturali e provocati dalluomo, e per sostenere le agenzie
- internazionali e non governative - che attualmente stanno cercando
di fornire soccorsi con lo scopo di proteggere la salute delle popolazioni
in stato di sofferenza, compresi i rifugiati e i profughi, e di
migliorare lassistenza sanitaria.
4.
Un migliore sviluppo dell'assistenza sanitaria finalizzata a guadagni
in salute
Lattenzione
dovrebbe essere maggiormente concentrata sui miglioramenti attesi
sulla base di differenti programmi di assistenza sanitaria, con
sforzi particolari per:
- rinforzare
le infrastrutture di sanità pubblica, la gestione, la formazione
e la ricerca per lo sviluppo delle politiche della salute per
tutti e per garantire che i cambiamenti dei sistemi sanitari si
concentrino sui guadagni in salute;
- sviluppare
meccanismi efficaci per svolgere azioni intersettoriali finalizzate
al perseguimento della salute a livello nazionale, regionale e
locale, a seconda dellappropriatezza;
- rafforzare
i sistemi informativi, con lobiettivo di individuare i problemi
di salute, sostenere limplementazione di strategie per perseguire
guadagni in salute, per monitorare e valutare le azioni;
- valutare
lefficacia delle azioni politiche, sia per la promozione
della salute che per lassistenza sanitaria, nonché
il loro impatto sullequità nella salute;
- garantire
che i nuovi metodi per il finanziamento e lerogazione dellassistenza
sanitaria conducano al guadagno in salute, allo sviluppo continuo
della qualità e alluso efficace delle risorse, attribuendo
la dovuta importanza alla promozione della salute, alla prevenzione
delle malattie e alla riduzione della disabilità.
5.
Facilitare il dialogo per la salute
Coloro che elaborano
le politiche sanitarie e coloro che ne sono interessati come utenti
dovrebbero partecipare fin dallinizio ad un dialogo per la
salute. I Paesi dovrebbero incoraggiare la loro partecipazione alla
elaborazione, allimplementazione, al controllo ed alla valutazione
delle politiche sanitarie. In questo modo, i Paesi dovrebbero prestare
particolare attenzione a:
- coinvolgere
i parlamentari, i cittadini ed altri partner nello sviluppo delle
strategie volte alla promozione e alla protezione della salute;
- costruire
nuove alleanze con i gruppi sociali interessati allo sviluppo
della salute.
6.
Una nuova alleanza internazionale di partner per la salute
Notando con
soddisfazione lintensificazione della collaborazione fra le
organizzazioni internazionali e la Comunità Europea, siamo
convinti che tutti i governi europei, al fine di sviluppare ulteriormente
questi sviluppi, potrebbero intraprendere le seguenti azioni:
- supportare
più da vicino e in modo più efficace la cooperazione
da parte delle organizzazioni internazionali e dalla Comunità
Europea per il conseguimento di guadagni in salute, in modo da
utilizzare le loro potenzialità e le complementarità;
- promuovere
e sostenere la strategia delle salute per tutti nellambito
della collaborazione con le organizzazioni intergovernative, non
governative e integrative, nonché negli accordi bilaterali;
- utilizzare
gli schemi della politica nazionale della salute per tutti nei
Paesi dellEuropa centrale ed orientale e nei nuovi Stati
indipendenti dellex Unione sovietica per indirizzare gli
investitori e i benefattori internazionali ad affrontare le aree
a maggiore priorità e gli aspetti che destano maggiore
preoccupazione;
- sviluppare
ulteriormente la cooperazione fra gli Stati per il miglioramento
dei metodi di elaborazione, monitoraggio, valutazione, gestione,
formazione, ricerca e sviluppo delle politiche per la salute;
- esplorare
la possibilità di creare una rete di basi dati relative
alla salute, comprese quelle dellUfficio Regionale per lEuropa
dellOrganizzazione Mondiale della Sanità, della Commissione
Europea e dellOrganizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo
Economico, così come le basi di dati disponibili a livello
nazionale;
- promuovere
e facilitare la condivisione di conoscenze specifiche e di esperienze,
per migliorare le capacità di risoluzione dei problemi
nei vari Stati e per sostenere lo sviluppo di conoscenze a livello
internazionale;
- esplorare
le modalità per migliorare le conoscenze da parte dei parlamentari
della strategia europea della salute per tutti e dei relativi
metodi e, nel far ciò, valutare come le strutture esistenti
nelle organizzazioni intergovernative e integrative possano contribuire
a tale sforzo.
7.
Verso il Ventunesimo Secolo
Nel mentre ci
sforziamo per sviluppare le nostre economie, per i Paesi di tutta
la Regione si presenta unoccasione storica per muoversi verso
la salute per tutti assegnando elevata priorità alla salute
negli ordini del giorno della politica.
Nelladottare questa Dichiarazione di Copenaghen, ci impegniamo
a rinnovare i nostri sforzi per osservare con molta attenzione le
sfide di politica sanitaria, per imparare reciprocamente e per condurre
insieme la popolazione europea verso un migliore stato di salute
nel ventunesimo secolo.
Tratto da: Punto
Omega Anno II/2000, numero 2-3
Rivista quadrimestrale
del Servizio Sanitario del Trentino
Riprodotto
con l'autorizzazione
della Provincia
Autonoma di Trento
|
|