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Giovedì
4 aprile 2002 - ore 14.00
Quarta
giornata di studio
per il Piano per la Salute
"Internet
e promozione della salute"
Sintesi
dell'intervento del Dott. Stefano Calciolari
SDA
Bocconi
-
Milano
L'efficacia
dei servizi sanitari: Internet e sussidiarietà
Questa presentazione
ha lo scopo di indagare in quale misura Internet e più in
generale le ICT, applicato
in ambito sanitario, può rappresentare uno strumento per
promuovere la sussidiarietà nell'erogazione di servizi di
assistenza.
Innanzi tutto, il concetto di sussidiarietà nasce come principio
per orientare ad una corretta configurazione dei rapporti tra la
persona e la società e rappresenta la logica conseguenza
dell'affermazione della centralità dell'individuo nell'ordinamento
sociale. La convinzione su cui poggia il principio è che
le decisioni da assumere per il soddisfacimento dei bisogni collettivi
spettino in prima istanza alle istituzioni più vicine ai
cittadini, per motivi legati all'efficienza ed efficacia che caratterizza
generalmente l'azione a tale livello.
Sul piano giuridico, occorre però distinguere due diverse
direzioni in cui opera il principio di sussidiarietà: nei
rapporti di scambio con i cittadini ed i gruppi sociali in genere
(sussidiarietà orizzontale o sociale) e nei rapporti con
le altre amministrazioni (sussidiarietà verticale o istituzionale).
Sussidiarietà in senso orizzontale indica la necessità
che le istituzioni pubbliche lascino tutti gli spazi possibili alla
società civile ed alle sue manifestazioni, in merito a tutto
ciò che sono in grado di fare in autonomia. Si sostiene così
l'idea di una cittadinanza attiva, in cui si valorizzi la creatività
dei singoli e delle formazioni sociali, scardinando l'equivalenza
esistente tra pubblico e statale, e rendersi conto che anche i privati,
specie se caratterizzati da finalità sociali, possono perseguire
scopi pubblici, cioè utili a tutta la società. Questo
volto del principio di sussidiarietà offre anche una chiara
direttrice per l'individuazione le funzioni pubbliche da attribuire
alle istituzioni pubbliche. Tuttavia, si rende necessario ripartire
tali funzioni tra i diversi livelli di governo, ed a tale proposito
la sussidiarietà in senso verticale asserisce la preferibilità
affidare i compiti amministrativi al livello più basso possibile,
cioè il più prossimo ai cittadini.
I due aspetti della sussidiarietà sono però interdipendenti:
l'attuazione della sussidiarietà richiede che alla sussidiarietà
di tipo verticale sia sostenuta da quella orizzontale; infatti,
il riconoscimento del primato dei cittadini e delle loro iniziative
(sussidiarietà sociale) costituisce la premessa della sussidiarietà
tra enti dello Stato (sussidiarietà istituzionale), in quanto
si sostiene il primato della persona e i corpi sociali sulle istituzioni
pubbliche.
Le ICT hanno offerto alla Pubblica Amministrazione potenzialità
comunicative e di azione senza precedenti; per avere una sintesi
delle aree di impatto delle moderne tecnologie della comunicazione
e dell'informazione si può fare utilmente riferimento allo
schema1,
che contestualizza la riflessione nell'ambito sanitario. La convinzione
di fondo è che ogni considerazione in merito all'informatizzazione
dei servizi sanitari non può prescindere dal sistema informativo
aziendale, quale punto di raccordo e coordinamento di ogni estensione
dei confini tradizionali dell'azione istituzionale. Caratteristiche
irrinunciabili del sistema informativo sono l'integrazione, riguardo
al trattamento ed all'organizzazione dei flussi informativi per
processi, e l'estensione, con riferimento alla sua attitudine a
supportare l'interazione con l'ambiente esterno.
Le aree che più interessano questa riflessione sono quelle
denominate "e-services" ed "e-primary care",
che rappresentano al contempo i momenti di approssimazione dell'offerta
sanitaria ai pazienti e di coinvolgimento attivo di questi nei processi
di erogazione, e quella definita "e-decision". Quest'ultima
identifica del sistema informativo ad altre aziende, oppure al Ministero
della Salute, alla regione di riferimento, ad altri istituti che
possono portare dei contributi alla erogazione di un servizio sanitario.
L'area dell'e-primary care o e-medicine prevede l'erogazione di
servizi attraverso l'intermediazione di una figura professionale
istituzionale, quale potrebbe essere il medico di medicina generale,
il medico specialista convenzionato; infine l'area dell'e-services,
che sono i servizi direttamente erogati al paziente.
Lo stato dell'arte dell'evoluzione di tali aree ha come referenti
empirici la telemedicina ed i portali sanitari.
La telemedicina rappresenta la potenziale via d'uscita al trade
off tra le aspettative del paziente ed il servizio che in concreto
può essere garantito in virtù delle risorse disponibili.
Un riferimento quantitativo è il confronto tra i costi relativi
ai diversi modelli di erogazione di assistenza a pazienti oncologici
terminali:
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Teleassistenza
domiciliare
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Degenza
ospedaliera
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Assistenza
domiciliare integrata "tradizionale"
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Profilo
di costo pieno stimato per paziente (Lire)
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11.079.000
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37.815.000
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21.305.000
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| Fonte:
"Verso l'Ospedale Virtuale", FrancoAngeli, 2001 |
Si
nota che l'assistenza domiciliare integrata rappresenta un modello
organizzativo innovativo di erogazione del servizio che già
da solo consente di abbattere notevolmente i costi per il SSN, ma
con il ricorso alla teleassistenza domiciliare il contenimento dei
costi è addirittura quasi esponenziale.
L'integrazione tra competenze mediche, tecniche ed informatiche
assume un ruolo rilevante per l'avvento di un nuovo modello di programmazione
ed erogazione dell'assistenza sanitaria, che sta gradualmente emergendo
nelle nazioni più avanzate dei vari continenti e determina
l'instaurazione di un nuovo rapporto fra gli operatori sanitari
e sociali ed il paziente. L'applicazione in campo medico dei moderni
risultati dell'evoluzione integrata delle nuove tecnologie dell'informatica
e delle telecomunicazioni, consente infatti di proporre una serie
di servizi che possono cambiare radicalmente il concetto di assistenza,
fino ad arrivare ad un sistema di diagnostica ed intervento a distanza.
Caso emblematico è il progetto "Ospedale virtuale per
l'assistenza sanitaria italiana all'estero" la cui analisi
di fattibilità è stata avviata circa un anno fa dall'allora
MURST ed ha ottenuto recentemente l'approvazione del Ministro per
l'Innovazione: in sintesi si offriranno servizi di telemedicina,
teleassistenza e teledidattica a strutture sanitarie all'estero
gestite da comunità italiane o creati da organismi italiani
(di missionari, volontari) dedicate all'assistenza medica specialistica
delle comunità locali. Il sapere e le competenze del mondo
avanzato al servizio dei Paesi meno sviluppati ed il "paziente
virtuale" saranno due importanti conseguenze dell'attuazione
di tale progetto.
I portali sanitari e, più in generale, le interfacce Internet
dedicate ai soggetti a diverso titolo coinvolti nel mondo sanitario,
rappresentano i moderni strumenti da un lato di educazione e partecipazione
attiva dei pazienti ai processi di erogazione dei servizi, dall'altro
di aggiornamento e coordinamento delle professionalità operanti
nel settore (es.: www.telemedical.com).
I portali sanitari rappresentano un servizio direttamente erogato
al paziente, ma mentre in Italia si spingono solo ad offrire informazioni
al paziente, prevedere una prenotazione online e la possibilità
di prendere visione on line dei referti di esami effettuati nella
struttura sanitaria che gestisce il portale, in America la situazione
è un po' più avanzata, ed i portali sono divenuti
veri e propri depositari delle memorie sanitarie dei pazienti, e
quindi lo strumento che il paziente utilizza per potersi rivolgere
a qualunque struttura sanitaria o a un medico, presentando la sua
storia sanitaria.
In sintesi, gli obiettivi perseguibili tramite la telematica sanitaria
sono:
- permettere un migliore utilizzo delle diverse competenze delle
strutture sanitarie e delle conoscenze dei diversi specialisti,
nonché un razionale utilizzo dei posti letto;
- consentire un adeguato processo di formazione degli operatori
sanitari e di educazione della popolazione;
- garantire una maggiore accessibilità ai servizi sanitari
ed alle consulenze specialistiche anche da parte dei piccoli ospedali
sparsi sul territorio;
- offrire una maggiore assistenza alle comunità sparse sul
territorio e consentire la gestione di situazioni di aumento temporaneo
della popolazione e dei relativi bisogni sanitari;
- assistere a domicilio gli anziani ed alcuni malati per i quali
è possibile evitare e/o ridurre la degenza ospedaliera;
- rendere possibile un efficace e tempestivo intervento nell'ambito
della diagnostica e della terapeutica d'urgenza;
- conseguire miglioramenti nella gestione amministrativa attraverso
sempre maggiori opportunità di coordinamento.
Tuttavia,
in questo quadro prospettico appena delineato, un ruolo cruciale
sarà assunto dalla collocazione del paziente al centro della
progettazione del sistema informativo aziendale e dalla gestione
elettronica dei suoi dati. Il primo aspetto rappresenta la premessa
necessaria per l'effettivo coinvolgimento del paziente (o dei suoi
famigliari) nei processi di erogazione (a sua volta presupposto
del modello di erogazione previsto dalla telemedicina); il secondo
punto rappresenta, per l'azienda sanitaria, lo strumento fondamentale
di gestione razionale dei flussi informativi generati dai nuovi
modelli di erogazione e di interazione: flussi diversi, rispetto
al modello tradizionale, per volumi, natura dei dati (sempre più
di tipo digitale) e per flessibilità di utilizzo.
A questo
punto è ragionevole ritenere che Internet e le ICT, qualora
inquadrate nelle prospettive strategiche delineate, offrano le potenzialità
e le opportunità necessarie per:
- aumentare il grado di partecipazione del paziente nel processo
di cura, in termini di accesso ai dati e di fornitura degli stessi
(sussidiarietà personale);
- migliorare il coinvolgimento dei diversi attori sociosanitari
sul territorio, quali MMG, medici specialisti convenzionati, anche
non appartenenti a gruppi organizzati istituzionalmente, quali volontari,
enti no profit (sussidiarietà professionale);
- consentire ad una molteplicità di aziende di intervenire
sullo stesso processo di cura, massimizzando le sinergie di competenze
e strumentazione presenti a livello di network (sussidiarietà
aziendale).
Criticità
notevoli per l'attuazione di queste potenzialità sono rappresentate
da:
- l'eterogeneità dei linguaggi;
- le asimmetrie informative;
- il ruolo cruciale del sussidiante nella regolamentazione dei nuovi
modelli di interazione.
Il primo
punto pone l'accento su un problema rilevante che pone l'aumento
del numero e della varietà di attori partecipanti ad un singolo
processo, cioè l'esigenza di adottare un linguaggio condiviso
per rendere possibile la comunicazione: questo sia a livello di
sistemi informativi, sia di procedure organizzative, sia a livello
di professionalità coinvolte; in quanto in questo caso le
dimensioni tecnologica, organizzativa, professionale ed umana sono
strettamente interrelate.
Il secondo ed il terzo punto sono fortemente collegati, in quanto
il mercato sanitario è caratterizzato da significative asimmetrie
informative (in merito a competenze mediche, terapeutiche, ecc.)
che rendono difficile il raggiungimento di un equilibrio anche solo
efficiente tra domanda ed offerta. Risulta dunque irrinunciabile
l'intervento di un regolatore che fissi regole ed incentivi per
la promozione di un agire economico-sociale efficiente, efficace
ed eticamente responsabile. Il regolatore dovrebbe avere come aree
di competenza fondamentali:
- la definizione di norme (qualora si tratti di un livello di governo);
- la definizione di standard tecnologici condivisi;
- la gestione di un valido sistema di accreditamento di qualità
per i soggetti;
- la formazione dei soggetti erogatori;
- il coinvolgimento, in ottica di partnership, di tutti i soggetti
coinvolti a diverso titolo nei nuovi modelli di erogazione nella
definizione dei punti precedenti (commitment).
Riguardo all'identificazione regolatore si ritiene opportuno indicare
una preferenza per il soggetto sussidiante , poiché il ruolo
istituzionale di questo offre ragionevoli garanzie della sua attitudine
ad intervenire risolutivamente nei fallimenti del mercato e della
sua padronanza di validi strumenti tecnico-istituzionali a supporto
di tale intervento.
In definitiva,
le ICT, qualora sapientemente impiegate ed integrate nei processi
sanitari, offrono l'opportunità di passare da un modello
di erogazione centralizzato, e fondato sul principio gerarchico,
in cui il paziente si trova soggetto passivo con scarse possibilità
di accesso ai suoi dati, ad un modello strutturato su un rapporto
di dialogo ed interazione tra tutti i soggetti coinvolti a diverso
titolo nei processi sanitari e fondato sui principi di decentramento
e sussidiarietà.

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