Indietro Scrivi a PPS    
      Per andare all'homepage
Logo PPS
Su

Giovedì 4 aprile 2002 - ore 14.00
Quarta giornata di studio
per il Piano per la Salute
"Internet e promozione della salute"

 

Sintesi dell'intervento del Dott. Marco Magheri
Ministero della Salute - Ufficio stampa - Roma

Internet e salute in Europa
Il mio intervento, "Internet e salute in Europa", nasce come piccolo contributo, quasi un reportage in sedicesimo, Foto di Marco Magheri - Ministero della Salute - Ufficio stampa - Romadi quanto si sta tentando di realizzare a livello europeo sul fronte della disciplina e dell'incremento della qualità dell'informazione riguardante la salute che circola dentro e fuori la rete delle reti.
All'inizio dello scorso anno fui chiamato a far parte di un gruppo di otto esperti istituito dal Consiglio d'Europa con il compito di redigere nel giro di due anni delle linee guida sui buoni rapporti tra mezzi di informazione e istituzioni in ambito sanitario. Un compito improbo nell'ambito del quale il ruolo e la questione di Internet è solo un segmento del tema molto più ampio relativo alla consapevolezza e all'attenzione rivolta dai cittadini nei confronti della salute.
Un recente studio dell'Università Cattolica, così come quello realizzato dal British Medical Journal, segnalano un sintomo preoccupante: circa il cinquanta per cento dei siti realizzati in Italia, nel settore della salute, sono realizzati da soggetti autonomi. Quelli istituzionali, o che hanno una credibilità istituzionale maggiore, sono nell'ordine del dieci per cento.
Rimanendo in ambito italiano, una ricerca pubblicata da un importante settimanale che si occupa di salute e condotta inviando tre quesiti ai principali siti che si occupano di salute online, ha portato alla luce una situazione abbastanza paradossale: molti non rispondono o rispondono con enorme ritardo ai quesiti inviati, venendo meno a quelle che sono le aspettative dei cittadini che si rivolgono a questi servizi online. Talvolta addirittura si azzardano diagnosi che poco riscontro troverebbero di fronte all'analisi di indagini diagnostiche o di un consulto fatto di persona.
Spesso invece questi siti sono un modo come un altro per raggiungere immediatamente nuovi pazienti ai quali proporsi come risolutori dei problemi di salute. Su questo fronte, fortunatamente, l'Ordine dei Medici ha da tempo sollevato più di una critica. Anche se forse non si è ancora agito con il rigore necessario nei confronti di chi contrabbanda operazioni di propaganda per azioni volte a migliorare la salute dei cittadini.
La situazione italiana è più o meno paragonabile a quella degli altri partner europei, considerando questi tutti i ventisette paesi del Consiglio d'Europa.
I problemi, e le linee guida che si intendono indicare, emersi nell'ambito di questi incontri a Strasburgo riguardano in sintesi la diagnosi online, nei confronti della quale l'atteggiamento è di rifiuto categorico, diversamente dagli aspetti di prenotazione online, second opinion e teleconsulto, informazioni su stili di vita salutari, dichiarazione manifesta dei promotori del sito e dei loro obiettivi. Per quanto riguarda il consiglio terapeutico online, anche in questo caso si ha un atteggiamento di rifiuto.
Il confine tra informazione, consiglio terapeutico e promozione di una terapia, piuttosto che di un prodotto o di una struttura è così sottile da rendere particolarmente delicato il lavoro di definizione delle buone pratiche nella comunicazione e informazione sulla salute.
Certo, paesi come la Russia o la Romania hanno urgenze sanitarie un po' differenti dalle nostre, e lo stesso vale per l'Islanda o la Norvegia, ma l'esigenza di dare ordine e una coerenza nei rapporti tra mezzi di informazione e istituzioni in materia di salute è diventata una priorità comune.
Del resto, la circolazione delle informazioni, alla stregua di quella di beni, servizi e persone nell'ambito della Casa Comune Europea, per dirla alla Gorbaciov, dove per esempio il mutuo riconoscimento della validità e della sicurezza dei medicinali è pratica quotidiana, non può non camminare di pari passo con una politica di riconsiderazione dei buoni rapporti tra stampa, tv, internet, istituzioni e cittadini. Un problema comune, dicevamo, al quale è necessario oltre che urgente trovare una soluzione unica ed univoca.
Le linee guida del Consiglio d'Europa dovrebbero essere presentate entro la fine di quest'anno. Starà poi ai singoli Paesi e alla sensibilità dei singoli operatori del settore farne buon uso.

Indietro

 
 

• Home  • Il Piano per la Salute  • La Salute  • Il PPS in provincia di Modena 
• Il PPS nei Distretti sanitari
  • Le 10 priorità  • Le giornate di studio  • Laboratorio per il cittadino competente  • Documenti  • Per approfondire  • Health Impact Assessment  • Il Marketing per la Salute  • Info  • Link