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Venerdì
26 ottobre 2001 - ore 15.00
Giornata
di studio
"Dall'ascolto
alla partecipazione:
il laboratorio del cittadino competente"
Sintesi
dell'intervento della
Dott.ssa Maria Monica Daghio
Ce.V.E.A.S
I
PPS e il coinvolgimento dei cittadini: "Il Laboratorio per
il Cittadino Competente"
Introduzione
Il Piano sanitario nazionale 1998-2000 e il Piano Sanitario Regionale
(Emilia-Romagna) 1999-2001 riconoscono che una politica per la salute
per essere efficace deve andare oltre l'assistenza sanitaria. Poiché
molteplici sono i fattori che influenzano la salute e la malattia
è necessario che una politica pubblica, che voglia ridurre
le diseguaglianze e migliorare la salute, allarghi le aree di intervento.
"L'approccio di una politica per la salute riconosce che le
attività di molte istituzioni, agenzie e gruppi organizzati,
oltre al SSN, possono avere un effetto importante sulla salute della
comunità e assume che ogni azione, per essere efficace, deve
vedere agire queste organizzazioni e gruppi in un sistema di alleanze."
(del. 321 del 1.3. 2000: Piani per la Salute. Approvazione linee
guida di attuazione del PSR 99/01)
Per poter stipulare alleanze, o patti, è necessario che i
diversi attori siano collocati in una posizione simmetrica.
Questo processo impone un profondo cambiamento culturale che vede
tutti coinvolti: operatori sanitari, amministratori locali, volontariato,
cittadini.
Comprendere quali sono gli obiettivi prioritari di intervento per
la salute, essere in grado di capire un profilo di salute, distinguere
il "bisogno soggettivo" (sia individuale che in rappresentanza
di un gruppo) dal "bisogno oggettivo", assumersi la responsabilità
verso la comunità delle scelte operate
significa muoversi
dall'assunto che il cittadino è competente, che non ha alcuna
soggezione verso i professionisti della salute che con lui siedono
al tavolo dei programmi.
Eppure è difficile scrollarsi di dosso le immagini di persone
smarrite nei meandri del pianeta salute, disorientate dalla pletora
di consigli, dai: "ma forse sarebbe meglio fare/andare".
Permane una profonda diffidenza verso le istituzioni e, anche se
chiamati alla stesura di patti, i cittadini rimangono sospettosi,
temono di sottoscrivere interventi di cui nel tempo si potrebbero
pentire.
Del resto la parola "salute" è portatrice di significati
che investono integralmente l'identità stessa delle persone.
Nella società contemporanea l'esercizio effettivo dei diritti
di cittadinanza e la possibilità reale per gli individui
di difendersi da eventuali abusi necessitano di un'efficace diffusione
della conoscenza scientifica affinché ciascun cittadino sia
messo in grado di comprendere, e quindi di valutare autonomamente,
benefici e rischi.
Aiutare a crescere le persone in consapevolezza significa attivare
un processo di "empowering" che intervenga su quelle variabili
che impediscono alle competenze di emergere.
Profilo di Salute ed empowerment
Dal Profilo di Salute della Provincia di Modena emerge un quadro
rassicurante. Ci
sono dati, però, che fanno pensare e, al tempo stesso, forniscono
alcune indicazioni importanti:
1. il progressivo invecchiamento della popolazione che proseguirà
anche nei prossimi anni (fig. 1 - Distribuzione Indice di vecchiaia
- n. di persone con >65 anni per 100 giovani di età <15
anni.Media del periodo 1995-97. Fonte Prometeo su dati ISTAT. )
2.
il numero di famiglie con un solo componente è in rapido
e continuo aumento (fig. 2 - Percentuali delle famiglie costituite
da una sola persona nei comuni della Provincia di Modena. Valori
stimati Anno 1999. Modificato da: Provincia di Modena: Osservatorio
demografico 1999.)
3. la popolazione straniera rappresenta il 3,4% della popolazione
ed è in progressivo aumento (fig. 3 - Tasso di natalità
e mortalità x 1000 abitanti dei cittadini stranieri ed italiani
in provincia
di Modena. Anno 1998. Fonte Provincia: Modena in Cifre.)
4. il reddito pro capite medio è tra i più elevati
del paese e della regione
5. il tasso di occupazione è particolarmente elevato
6. il tasso di analfabetismo è basso, ma aumenta
con l'età creando una forbice tra i giovani e gli anziani
(fig. 4 - Popolazione residente di 15 anni e oltre per titolo di
studio e classe di età. Anno 1999. Composizione percentuale.
Fonte ISTAT 2000.)
7. il tasso di istruzione universitaria è lievemente inferiore
rispetto alle medie nazionale e regionale
8. il 97,5% dei cittadini guarda la televisione e, di questi, oltre
il 25% la guarda per più di tre ore
9. l'attività del volontariato è cospicua: vi operano
230 associazioni di volontariato; in ogni comune ne è presente
una.
Alfabetizzazione ed empowerment
Libertà di scelta e consapevolezza procedono parallelamente,
ma per essere consapevoli bisogna conoscere e per conoscere è
necessario possedere gli strumenti adeguati.
È lapalissiano che un alto livello di scolarità è
vantaggioso perché aumenta il livello di autonomia della
persona.
Il livello di alfabetizzazione della popolazione è una delle
cause che favoriscono le diseguaglianze sociali sia per l'accesso
alle cure sia per il rilievo dei bisogni da parte dei cittadini.
Ne deriva che l'informazione per/sulla salute non può non
misurarsi con la capacità della maggior parte delle persone
di comprendere il significato delle parole.
Da queste considerazioni emerge che non basta informare le persone
sulla salute, ma è necessario che l'informazione per i cittadini
sia leggibile, intelligibile, scientificamente corretta. È
indispensabile "parlare in modo comprensibile a soggetti caratterizzati
da una estrema variabilità di retroterra culturale, mantenendo
tutto il rigore necessario ai dati scientifici."
Come sosteneva Don Milani "l'ignoranza è mancanza della
parola e la parola è la chiave che permette all'intelligenza
di capire e di esprimersi. È la parola che fa diversi gli
uomini e che fa poveri i poveri."
Numerosi studi in campo internazionale ci dicono che il livello
di alfabetizzazione della popolazione è molto basso: secondo
una ricerca del National Adult Literacy 90 milioni di americani
hanno un livello basso o marginale di alfabetizzazione
hanno
difficoltà a comprendere istruzioni di assistenza sanitaria,
a comprendere le indicazione sulle etichette dei medicinali. Il
Canadian Report of the International Adult Literacy Survey (1995)
non è certamente più ottimista e dichiara che l'85%di
coloro che hanno superato i 65 anni hanno serie difficoltà
di comprensione alfabetica con conseguenze dirette sull'uso di trattamenti
e informazioni più aggiornate per la cura delle malattie.
In Italia, un terzo della popolazione adulta ha difficoltà
di lettura, scrittura e conteggio ed è sostanzialmente analfabeta,
mentre un altro terzo supera queste difficoltà ma non procede
oltre ed è "a rischio"; solo il 33% degli italiani
è "acculturato".
La situazione è più grave per la popolazione anziana,
in cui l'alta prevalenza di malattie croniche necessita di informazioni
comprensibili per la gestione della salute.
Nella realtà della Provincia di Modena descritta dal Profilo
di Salute emergono alcune indicazioni interessanti riguardo al grande
tema dell'alfabetizzazione sanitaria:
- il progressivo aumento della popolazione anziana pone il problema
della facilitazione dell'accesso ai trattamenti che passa anche
attraverso una semplificazione dell'informazione che tiene conto
di una bassa alfabetizzazione che fra l'altro toccherebbe di più
le donne (perché hanno maggiore aspettativa di vita, perché
hanno studiato di meno)
- l'aumento delle famiglie composte da una sola persona, specialmente
nell'area sud, pone con forza il problema della diffusione di una
informazione per la salute estremamente semplificata
- l'aumento della popolazione immigrata pone il problema della traduzione
semantica delle parole per facilitare l'accesso alla informazione
per la salute
- il livello di istruzione elementare della popolazione è
più elevato rispetto sia al dato regionale che nazionale
- i giovani modenesi frequentano di meno l'università rispetto
alla regione e al paese, ma, secondo l'interessante interpretazione
data dal rapporto IARD sul rapporto fra i giovani modenesi e scuola,
tende a frequentare l'università generalmente chi in famiglia
ha questa tradizione; la facilità ad entrare nel mondo del
lavoro fa sì che si prediligano scuole professionali o tecniche
che immediatamente indirizzino all'occupazione.
Altro problema emerso è quello dell'assoluta indifferenza
dei giovani verso una qualsiasi forma di progettualità perché,
interpellando questa il futuro, entra in conflitto con la cultura
giovanile che è esclusivamente concentrata sul presente.
Inoltre, i nuovi linguaggi sempre più tecnici escludono fasce
sempre più ampie della popolazione dall'accesso all'informazione
per la salute.
La persona quanto più è collocata in una fascia debole
della popolazione, possiede una bassa istruzione, ha una precaria
condizione lavorativa oppure è anziana o ha problemi di lingua,
tanto più ha difficoltà nel trovare risposte ai suoi
problemi di salute. I poveri, le persone meno istruite e di bassa
classe sociale si ammalano di più e hanno una mortalità
più elevata.
L'alfabetizzazione sanitaria può favorire un uso migliore
dei servizi da parte del cittadino reso competente. Inoltre, essa
può sia contribuire ad aumentare la sopravvivenza (attraverso
comportamenti più sani) che favorire un uso appropriato ed
efficiente delle risorse sanitarie.
Il Laboratorio per il Cittadino Competente - Obiettivi e Azioni
"Nessuno mi aveva mai detto che il dolore assomiglia tanto
alla paura".
E' la sconvolgente riflessione che folgora la persona che vaga alla
ricerca di risposte
risposte per la sua salute, risposte per
la salute di persone care .
La quantità di informazioni sulla salute che vengono diffuse
dai mezzi di comunicazione, spesso, invece di rasserenare aumentano
il disagio .
Perché il cittadino?
"Nella storia della cultura non esiste probabilmente nessun
altro concetto, al pari di quello di cittadinanza, in cui meglio
si compendi l'esigenza di eguaglianza con quella di libertà"
(Dahrendorf,1977)
I termini: cittadino, cliente, utente, paziente sono frequentemente
usati come sinonimi, eppure ognuno di loro è portatore di
un significato che chiarisce il ruolo che il soggetto occupa nella
relazione.
Parlare della persona come paziente rischia di ridurla in un'unica
dimensione che è quella del "subente"; ugualmente
definirla utente significherebbe contenerla nel semplice ruolo di
chi usa un servizio in termini esclusivamente strumentali.
Lo stesso termine cliente o consumatore insinua che la persona usufruisca
dei servizi della salute trovandosi nella condizione di poter scegliere,
sulla base del proprio gusto, sul bancone del supermercato.
Assumere come termine di riferimento "il cittadino" significa
comprenderne la portata. Il cittadino è la persona presa
nella sua sfera pubblica, nel momento in cui il suo vissuto da particolare
diventa generale perché la sua preoccupazione è il
bene della comunità.
L'essere cittadino preserva la persona da una connotazione relazionale
che colloca il soggetto in ordine al potere che gestisce.
Nella dichiarazione di Alma-Ata a chiare lettere è scritto
che: " le persone hanno il diritto e il dovere di partecipare
individualmente e collettivamente alla pianificazione e alla implementazione
dei servizi sanitari."
Il cittadino sembra essere il referente più idoneo ad esprimere
concretamente questa possibilità.
È il rappresentante della comunità civile, di cui
si fa carico e a cui da ragione del proprio agire. Sperando di non
abitare:
"
nel paese di Cacania, dove tutti i cittadini erano uguali,
ma non tutti erano cittadini" (Musil, L'uomo senza qualità).
Perché "competente"?
Il Dizionario della Lingua Italiana Devoto - Oli definisce competente
"colui che possiede la piena capacità di orientarsi
in un determinato campo, conoscitore, specialista."
Competenza è quindi la capacità di orientarsi in un
determinato campo. Per gli inglesi competence è ciò
che l'individuo conosce o è capace di fare in termini di
conoscenze, capacità, attitudini.
Fornire al cittadino gli strumenti adeguati per potersi muovere
all'interno del complesso "sistema salute" significa renderlo
competente e quindi capace di gestire la negoziazione.
Perché il Laboratorio per il Cittadino Competente?
Per un coinvolgimento consapevole del cittadino alle scelte di salute.
"Il coinvolgimento del cittadino" comprende una vasta
gamma di relazioni tra coloro che forniscono 'servizi di salute'
e coloro che li ricevono. Relazioni che vanno dalla semplice informazione
fornita attraverso consultazioni, questionari di soddisfazione dell'utenza,
fino ad un livello più alto che mira a coinvolgere i cittadini
nei processi decisionali.Infatti: "un solido Patto per la Salute
presuppone un processo partecipato che si realizza attraverso una
continua e buona comunicazione: interna alle organizzazioni coinvolte,
con gli attori coinvolgibili e tra questi i cittadini. È
necessario informare e formare anche al fine di sostenere il processo
di costruzione di opinioni sulla salute"(da: "Linee di
indirizzo del PPS in Provincia di Modena", 2001).
Perché la persona si senta meno smarrita nel labirinto salute
è necessaria l'acquisizione di competenze che prevedono interventi
a diversi livelli .
Rendere il cittadino competente non comporta il semplice trasferimento
di potere da un attore (medico/sanità) all'altro (paziente/utenza),
ma piuttosto è una simbiosi che produce un più grande
e più efficace processo di cura sia nella 'persona che cura'
che nella "persona che è curata".
La persona 'sente' di non essere stata ascoltata con interesse dal
medico, 'sperimenta' la disorganizzazione dei servizi, 'subisce'
l'impotenza della propria condizione di malato, ma, frequentemente,
non sa cosa fare, cosa chiedere e a chi? Molto spesso la sua domanda
è di semplice informazione sul suo stato di salute o di maggiore
consapevolezza rispetto alle decisioni mediche che verranno prese
Ascoltare il paziente come titolare della propria malattia significa
riconoscergli una competenza, quella di sapere riferire al meglio
il travaglio che sta vivendo (non è detto che coincida con
una puntuale descrizione dei sintomi); questo è il livello
che interpella la relazione medico-paziente. Numerose prove scientifiche
suggeriscono che una attiva partecipazione dei pazienti nella gestione
della salute è associata a risultati migliori nei pazienti.
Formare ed informare chiamano in causa due percorsi fra di loro
complementari. Formare un cittadino competente comporta definire
le competenze che devono essere fornite affinché accanto
ai comportamenti corretti che si acquisiscono per la tutela della
salute si sviluppi una capacità critica segno del empowerment
personale del cittadino.
Un cittadino che abbia appreso ed elaborato queste potenzialità
è un cittadino che si fa carico della promozione della salute
e che chiede una corretta informazione, non solo per sé,
ma per tutti. Il coinvolgimento sociale del cittadino competente
si esplica nell'impegno a che tutti i cittadini, con particolare
attenzione ai più deboli, ricevano benefici dalla loro presenza.
Per ad una partecipazione consapevole del cittadino alle scelte
per la salute è necessario fornire
"
informazioni necessarie ai cittadini per assumere decisioni
informate riguardo alla scelta della forma di trattamento e di cura
"
(da: PSR Emilia-Romagna).
Oggi nell'informazione è predominante il ruolo dell'immagine
in movimento sulla riflessione, che per millenni aveva affidato
al libro stampato la trasmissione della cultura .
Può avvenire inoltre uno strano attaccamento affettivo immaginario
del pubblico ai personaggi televisivi mediatori di finzione. È
rilevante il pericolo di appiattire la verità sulle proprie
sensazioni, sul proprio vissuto emotivo, così da ritenere
vero solo ciò che si "sente" vero. Da tutto ciò
consegue la trasformazione dell'universo dei significati: aumentano
a dismisura gli stimoli e diminuiscono gli atteggiamenti critici.
Il proprio vissuto emotivo, le sensazioni del momento, vengono ad
essere gli unici criteri di valutazione della fondatezza dell'informazione
riducendo, così, al minimo la capacità di sviluppare
un sano spirito critico.
Perché riflettere sull'alfabetizzazione
Nel nostro mondo progredito sembra strano sentir parlare del problema
alfabetizzazione e soprattutto metterlo in relazione col problema
salute.
Eppure dalla seconda metà degli anni '80 si assiste all'affiorare
di una tendenza recessiva nel possesso delle competenze alfabetiche:
si incominciava a constatare che un numero consistente di adulti,
che pure negli anni dell'infanzia e dell'adolescenza aveva fruito
di un periodo, anche lungo, di istruzione scolastica, si mostrava
incapace di comprendere o formulare un messaggio scritto. Ad un
basso livello di competenza alfabetica può corrispondere
anche un livello di reddito relativamente alto, tale in ogni caso
da non costituire ostacolo alla frequenza della scuola. La persistenza
di un numero elevato di analfabeti nelle fasce più anziane
della popolazione costituisce dunque un fenomeno italiano, che si
sovrappone ad una nuova e per molti versi inattesa mancanza di capacità
alfabetica, quella che si presenta nel corso della vita in persone
che hanno fruito di un numero, anche consistente, di anni di istruzione
nella scuola.
Per competenze alfabetiche si intende il possesso delle nozioni,
specialmente grammaticali, che consentono ad un individuo di parlare
e di intendere una lingua, non possederle o averle ad un livello
minimo significa essere preclusi dalla possibilità di comprendere
il contenuto delle informazioni e di acquisire capacità critica
nei loro confronti.
Quale effetto pratico ha per una persona non comprendere un cartello
informativo, non distinguere la raccomandazione terapeutica del
medico dall'effetto salutare che semplicemente la sua attenzione
gli offre? Rimanere disorientato dall'effetto collaterale "fauci
secche" che il bugiardino di certe medicine riporta?
Indubbiamente come sostiene Vertecchi nella introduzione al rapporto
CEDE: lasciar decadere le competenze alfabetiche equivale ad accettare
che strati sempre più ampi della popolazione siano privati
della possibilità di comprendere il mondo contemporaneo,
siano inermi nei confronti di una comunicazione aggressiva tesa
a destare emozioni senza intelligenza, siano limitati nell'esercizio
dei loro diritti di cittadinanza."
Indubbiamente giocare sulle immagini forti ed imploranti quando
si tratta di persone con gravi problemi di salute è molto
facile perché il linguaggio non è affidato alle parole
ed il processo di identificazione con chi soffre è immediato
(ognuno di noi si potrebbe trovare in quella situazione). Ugualmente
semplice è agitare gli spauracchi della cattiva pratica medica.
Riflettere su questi dati richiede di interrogarsi su quali azioni
si mettono in atto non solo per promuovere salutari stili di vita,
ma anche su che cosa si fa per potenziare le persone affinché
siano messe in grado di comprendere le informazioni per/sulla salute.
Chiedersi quali strumenti (competenze) vengono approntati per far
crescere il livello di consapevolezza delle persone.
Perché chiamare in causa diritti umani e giustizia
sociale
Si assume che tutti i popoli siano nati liberi e abbiano pari dignità
e uguali diritti. La dichiarazione dei Diritti Umani del 1948 riconosce
l'interdipendenza dei diritti civili, politici, sociali e culturali.
Si violano i diritti umani quando non si tutela la salute. Nella
accezione comune la salute è il bene più importante
"quando c'è la salute c'è tutto" da cui
ne deriva che "quando non c'è la salute c'è niente"
per cui la persona sul piano delle possibilità è limitata
nell'esprimere appieno la sua personalità, nel fare
Inoltre a questa situazione oggettiva di difficoltà possono
aggiungersi altri fattori che rendono "il malato più
malato" quali quelli economici, alfabetici, anagrafici, etnici.
Il termine equità sfuma all'orizzonte.
Da dove nasce il "Laboratorio"?
La scelta di definirsi 'laboratorio' è stata determinata
dalla volontà di sottolineare l'aspetto sperimentale dell'iniziativa.
Acquisire le competenze necessarie per discriminare la qualità
dell'informazione per/sulla salute è stata la finalità
che il laboratorio si è dato.
Il richiamo costante al termine persona richiede una sua definizione:
ciò che caratterizza il concetto di persona differenziandolo
da nozioni affini, è la capacità di autoespressione
nel compimento dei propri atti essenziali, cioè l'uomo si
riconosce persona nel momento in cui esprime sé a se stesso
in un'autocomprensione che è anche espressività, manifestazione
di sé. Lo sguardo rivolto alle possibilità della persona
di recuperare la propria integrità di 'essere' anche in una
situazione svantaggiosa come quella della malattia, ha permesso
una stretta ed efficace collaborazione fra il CeVEAS e il Comitato
Consultivo Misto (CCM) di Sassuolo che ha dato vita, nel 2000, al
"Laboratorio Formativo per il Cittadino Competente".
Con spirito critico si è costruito un percorso teso ad individuare
quali siano gli ambiti di possibile competenza del cittadino.
Il CCM del Distretto Sanitario di Sassuolo, recependo il disorientamento
che viene espresso dai cittadini rispetto alla babele di informazioni
che vengono diffuse per la salute e volendo assolvere al meglio
al proprio compito, ha sentito l'urgenza e la responsabilità
di approfondire le competenze per acquisire la capacità critica
necessaria per valutare la qualità dell'informazione per/sulla
salute che viene prodotta.
La presenza nei Comitati Consultivi Misti, costituiti nelle Aziende
Sanitarie alla luce della Legge Regionale 19/1994, di rappresentanti
delle Associazioni di volontariato impegnate in campo socio-sanitario,
di operatori sanitari, di amministratori locali, offre una importante
opportunità per il coinvolgimento dei cittadini nei PPS.
Come si sviluppa nella provincia di Modena?
L'esperienza pilota del laboratorio formativo di Sassuolo, alla
luce dei risultati ottenuti, si è estesa a tutti i Distretti
della Provincia di Modena utilizzando la rete organizzativa dei
CCM aperti ad altre forze sociali.
I requisiti fondamentali necessari per condividere questo percorso
sono:
- accettare da parte degli operatori sanitari il confronto con i
cittadini
- capire che l'entità "laboratorio" comporta una
sperimentazione continua che comprende e assorbe sempre nuovi attori
- che il cittadino competente è un valore irrinunciabile
per la riuscita dei PPS.
Questo richiede un coinvolgimento graduale degli attori con lo scopo
di giungere alla condivisione di un linguaggio comune che faccia
da premessa per il salto culturale necessario alla realizzazione
del Piano per la Salute.
Che cosa fa il "Laboratorio" ?
- Formazione
- Semplificazione e disseminazione dei materiali PPS
- La Pagina del Paziente
Formazione
Lavorare con un pubblico adulto, motivato, radicato sul territorio
e particolarmente attento a problemi che direttamente investono
la salute dei cittadini, richiede concretezza, disponibilità
all'ascolto e costante autocritica.
L'apprendimento degli adulti (andragogia) tiene conto del fatto
che l'adulto ha accumulato molta esperienza e, spesso, parte di
essa è significativa rispetto allo specifico oggetto proposto
di apprendimento. Il nuovo apprendimento deve integrarsi in qualche
modo con la precedente esperienza dell'adulto: è questo il
presupposto per il processo di empowerment.
Queste valutazioni fanno da sfondo alla metodologia scelta per il
laboratorio. Lavorare con un pubblico di adulti, con ruoli e competenze
diverse e con una collocazione relazionale percepita distintamente
come asimmetrica, richiede da parte dei formatori peculiari competenze
che tengano conto delle specifiche caratteristiche di apprendimento
che connotano il mondo degli adulti. Mettere in grado l'adulto di
discriminare la qualità dell'informazione significa fornirgli
le competenze per renderli sempre più soggetti 'agenti' e
non più 'patenti'.
La costruzione di un linguaggio comune fra operatori sanitari, amministratori
e cittadini richiede una comune formazione che apra e stimoli il
confronto.
Sono stati fatti incontri/moduli di formazione (marzo2000/luglio
2001) per:
- CCM del Distretto di Sassuolo
- CCM del Distretto di Modena
- Presidenti dei CCM della provincia di Modena
- CCM del Distretto di Vignola
- CCM del Distretto di Castelfranco Emilia
- Educatori alla Salute di tutti i Distretti della Provincia
- Operatori URP di tutti i Distretti della Provincia
Sono stati programmati incontri/moduli di formazione entro dicembre
2001 per:
- CCM del Distretto di Carpi
- CCM del Distretto di Mirandola
- CCM del Distretto di Pavullo
- Associazioni di volontariato AVO di Modena
Nel corso
del 2002 si prevede di raggiungere:
- Rappresentanti
di associazioni di volontariato
- Rappresentanti di amministratori locali
- Cittadini individuali
Semplificazione
e disseminazione dei materiali PPS
Semplificare il linguaggio per/sulla salute per rimuovere una delle
più diffuse diseguaglianze, dovuta all'impossibilità
di accedere ai contenuti perché troppo tecnici, è
l'obiettivo del "Laboratorio per il Cittadino Competente".
Utilizzando la metodologia che già si sta applicando per
la realizzazione della "Pagine del Paziente", i materiali
che verranno prodotti dai vari Gruppi di Programma PPS verranno
semplificati e ne verrà validata la leggibilità dai
cittadini facenti parte del laboratorio.
La "Pagina del Paziente"
La migliore informazione disponibile in un linguaggio chiaro ed
accessibile
Dall'esperienza pilota di Sassuolo è nato un foglio informativo
per le 'persone comuni' sugli argomenti rilevanti per la salute
che coniuga la correttezza e l'attendibilità dei contenuti
scientifici con la chiarezza e la semplicità del linguaggio
, .
Una corretta informazione può evitare l'uso di massa di diagnostiche
strumentali o terapie farmacologiche non per tutti adeguate o non
ancora sicure.
Come si costruisce la Pagina del Paziente:
1. Si individua l'argomento da trattare in base a:
- rilevanza: interessa un elevato numero di persone o è una
patologia con gravi conseguenze
- disponibilità di interventi efficaci per prevenire e curare
2. Si vaglia quanto già prodotto sia in letteratura scientifica
che nel materiale divulgativo.
3. Si traducono i contenuti scientifici in un linguaggio semplice,
immediato e interessante.
Il CeVEAS fornisce la struttura logistica per la disponibilità
del materiale bibliografico, il supporto scientifico e metodologico.
Laboratorio Cittadino Competente - PRODOTTI
- Pagina del Paziente
- Modulo didattico per la formazione del 'cittadino competente'
- Strumento per la validazione dell'informazione prodotta
| I
quattro pilastri della Salute per Tutti (Fonte: Profilo
di Salute - Città Sane) |
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