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Venerdì
26 ottobre 2001 - ore 15.00
Giornata
di studio
"Dall'ascolto
alla partecipazione:
il laboratorio del cittadino competente"
Sintesi
dell'intervento del Dott. Giuseppe Fattori
Coordinatore Commissione Tecnica PPS
In
questa terza giornata di studio sui Piani per la Salute parteciperanno
alla tavola rotonda:
- Alberto
Caldana, che porterà il saluto delle autorità.
Egli ha anche un suo passato ed un ruolo nel volontariato a Modena
avendo lavorato 15 anni al centro Caritas diocesana;
- Monica
Daghio del Laboratorio del Cittadino Competente; lavora al
CeVEAS, è l'anima ed il cuore del Laboratorio, senza di
lei questa giornata e questo percorso non sarebbero stati possibili;
- Franco
Berrino dell'Istituto Tumori di Milano, epidemiologo conosciuto
e apprezzato dai tecnici;
- Fernanda
Rotteglia del Laboratorio del Cittadino Competente; oggi ci
porta la sua testimonianza. Il Laboratorio del Cittadino Competente
è nato a Sassuolo due anni fa circa ed è esteso
a tutta la provincia; ha l'intento di essere una sperimentazione;
- Francesco
Gesualdi della scuola di Don Milani a Barbiana;
- Ivonne
Poppi, un'altra testimonial del Laboratorio del Cittadino
Competente;
- Sergio
Tanzarella, docente di storia della Chiesa dell'Università
di Napoli.
In sala sono
presenti: docenti universitari, studenti delle scuole medie inferiori
e universitari, il terzo settore, associazioni di volontariato e
volontari veri che lavorano concretamente; sono presenti dirigenti
dell'Azienda USL e tecnici. Quindi il Patto per la Salute, che questa
regione, tra le prime in Italia, sta portando avanti, trova completa
rappresentanza in questa sala.
Ricordando il
percorso intrapreso dal Piano per la Salute, puntualizziamo alcuni
elementi di contesto attraverso un esempio: nel patto tra enti locali,
aziende e cittadini singoli o associati (per motivi di modellistica
mancano altre voci), con l'obiettivo di ridurre la mortalità
per malattie cardiovascolari, tumori, incidenti stradali, i determinanti
da esaminare sono socio-economici, ambientali, relativi agli stili
di vita ed ai servizi sanitari. Tra i primi due sono annidate le
diseguaglianze sociali, le diseguaglianze per scolarità o
per reddito oppure le diseguaglianze rispetto all'ambiente; negli
stili di vita si ripercuotono i temi precedenti.
Quale percorso ci siamo dati per impostare un cammino così
complesso? Partiamo dall'ascolto e dalla partecipazione che sono
le due parole d'ordine di questa giornata di studio.
L'ascolto: per capire i bisogni dei cittadini, per mettere queste
informazioni insieme ai dati forniti dagli epidemiologi, per fare
in modo che l'individuazione delle priorità non sia una cosa
scollegata dalla realtà di tutti i giorni; per definire poi
le priorità, gli impegni e le attività del 2002. Quest'ultimo
punto dà concretezza a quello stiamo facendo. L'interesse
sempre maggiore che si sta manifestando su questo progetto è
dovuto alla sperimentazione concreta. Si tratta infatti di percorsi
che vanno avanti in parallelo. In altre parti del mondo hanno fatto
un priority setting molto più accurato; noi porteremo avanti
questo processo in simultanea.
La partecipazione dei cittadini: nell'individuare le priorità
e negli impegni. E' assolutamente demagogico domandare ai cittadini
cosa chiedono della loro salute, cosa è più importante
per la loro salute se non gli diamo gli strumenti per capire i fenomeni
che riguardano la salute. Il Laboratorio del Cittadino Competente
si inserisce qui, come strumento di consapevolezza per i cittadini.
Cito una frase della dott.ssa Daghio "per poter stipulare
alleanze o patti è necessario che i diversi autori siano
collocati in una posizione simmetrica". In questo momento
non c'è simmetria tra i diversi partecipanti, cioè
i cittadini non hanno le informazioni e gli strumenti per partecipare
in maniera paritaria a questo percorso. In questa bilancia, abbiamo
messo in cima l'asimmetria dei rapporti tra cittadini e medici (il
dott. Berrino poi svilupperà questo argomento), tra cittadini
e istituzioni (come fanno i cittadini ad avere le informazioni comprensibili?
Questo sarà un altro tassello che il Laboratorio del Cittadino
Competente affronterà); il rapporto tra cittadini e mezzi
d'informazione. Quindi l'asimmetria è il punto più
debole del Patto per la Salute e vorremmo fare in modo che in questa
bilancia il Laboratorio riesca ad equilibrare il rapporto.
La prima volta che ho dovuto comunicare il concetto di diseguaglianze
sociali, ho visto che il modo più semplice era utilizzare
il titolo del film "Titanic". Nel 1912, quando è
affondato il Titanic, sono morti il 40% dei passeggeri di prima
classe e l'86% di quelli di seconda classe. E' un esempio immediato
anche perché consente l'indignazione; lì la diseguaglianza
era molto chiara, era immediata. Oggi non riusciamo più a
capire dov'è il problema, non riusciamo più a capire
se ci sono ancora diseguaglianze sociali. L'andamento dai primi
anni del '900 fino al 1999 di queste diseguaglianze in Inghilterra
mostra che la diseguaglianza è triplicata; se ai primi del
1930, la differenza era 1,2, adesso è tre. Le diseguaglianze
sociali stanno quindi aumentando, ma sono meno visibili. Prima ho
citato la parola "indignazione" che mi piace particolarmente
perché oggi è molto più complesso capire dove
sono le diseguaglianze.
Esistono diversi esempi di diseguaglianze. Ci sono diseguaglianze
nell'accesso ai servizi sanitari. Consideriamo, ad esempio, l'accesso
alla mammografia secondo il titolo di studio, oppure anche al Pap
test (i due esami più importanti per la prevenzione dei tumori
femminili): c'è una differenza del 30% tra chi è laureato
e chi non ha titoli di studio. La stessa cosa si rileva rispetto
al sovrappeso. E' stato fatto uno studio a Mirandola per vedere
se c'erano anche differenze generazionali, oltre che per classe
di scolarità. Un'altra differenza riscontrata riguarda i
fumatori; in questa provincia i fumatori sono il 30% (percentuale
tra le più alte d'Italia); c'è un rapporto tra titolo
di studio e fumatori e anche tra stato sociale e fumatori. Mettendo
insieme tutte queste cose, alla fine emerge che quel dato della
diseguaglianza complessiva si basa su tante piccole cose che non
sono apparenti.
Secondo me il primo ad usare un cittadino competente è stato
Domenighetti circa 20 anni fa. Egli ha pensato che il più
competente sulla salute fosse il medico. E' quindi andato a misurare
come i medici ed i loro familiari usavano i servizi pubblici ed
ha esaminato i consumi dei servizi pubblici, in rapporto ad interventi
per appendicectomia, tonsillectomia, colecistectomia per poi confrontarli
con il resto della popolazione. Ha scoperto che il resto della popolazione,
cioè i non medici ed i non familiari dei medici, "perdevano
il doppio di organi (prostata, colecisti, tonsille)"; a parità
di stato clinico, di esame obiettivo, se uno è familiare
di un medico ha una probabilità di tornare a casa con la
sua colecisti doppia rispetto al resto della popolazione.
Venendo alla realtà modenese, ogni anno muoiono 1200 persone
per fumo, 120 per incidenti stradali, 23 per gli infortuni sul lavoro,
sui campi elettromagnetici non si sa. Mi sono allora chiesto: "quale
percezione sociale c'è di questi fenomeni? Perché
c'è un'accettazione sociale così grande per i morti
per fumo, per incidenti stradali mentre c'è una sensibilità
molto diversa per gli altri?". Mi ha colpito il fatto che gli
incidenti stradali, che sono una delle cause di morte più
frequenti ed importanti sotto i 40 anni e toccano soprattutto i
giovani, sono accettati socialmente. Abbiamo il mito della velocità,
della potenza, ecc.
Per sviluppare l'argomento, sono quindi andato in edicola per cercare
di sapere quali informazioni abbiamo sull'area della salute e cosa
leggiamo a Modena. A titolo esemplificativo, riporto le copertine
di alcune riviste: una ragazza splendida che perde 5 Kg mangiando
castagne; un uomo che perde peso mentre dorme; poi ancora "in
ottobre se mangio non ingrasso" e "dimagrire con la psiche".
Tra le diseguaglianze sociali c'è dunque il linguaggio. Per
questo, abbiamo chiesto la presenza di Gesualdi che ha avuto l'esperienza
della scuola di Barbiana. Concludo l'intervento con queste due righe:
"è la parola che fa diversi gli uomini e che fa poveri
i poveri".
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