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Sintesi dell'intervento del Dott. Giuliano Carrozzi
Azienda Usl di Modena - Commissione Tecnica PPS della Conferenza Sanitaria Territoriale


Il Piano per la Salute della Provincia di Modena

Il Piano per la Salute
Il Piano per la Salute (PPS) rappresenta il nuovo modo di promuovere la salute, realizzato in Emilia-Romagna, caratterizzato dall'ascolto e dalla partecipazione dei cittadini, singoli o associati e dall'intersettorialità degli interventi. La definizione di Piano per la Salute sottolinea che esso è un vero e proprio patto locale di solidarietà per la salute. Per agire efficacemente sulla salute delle persone, infatti, non è sufficiente la semplice assistenza sanitaria, perché la salute dipende da molteplici fattori (determinanti di salute) influenzati, a loro volta, dalle azioni di molti e diversi attori. Ogni intervento, quindi, deve essere gestito attraverso un sistema di alleanze, cioè attraverso accordi tra tutti coloro che possono incidere sullo stato di salute della comunità: Enti Locali (Comuni e Provincia), Università e Provveditorato agli studi, Forze dell'Ordine, Aziende Sanitarie pubbliche e private, organizzazioni di volontariato (Terzo Settore), organizzazioni del mondo produttivo e singoli cittadini.
L'avvio del Piano per la Salute della Provincia di Modena è recente (la data ufficiale risale al 29 gennaio 2001 con l'organizzazione della Conferenza Sanitaria Aperta) ed è avvenuto secondo quanto previsto dal Piano Sanitario Nazionale 1998-2000, dal Piano Sanitario Regionale 1999-2001 e dalle linee guida di indirizzo regionali (DGR 321/00).
Coerentemente con la normativa regionale, il coordinamento del PPS è effettuato dagli Enti Locali tramite la Conferenza Sanitaria Territoriale (CST) (1), che si avvale, a proprio supporto, della Commissione Tecnica PPS (2). La CST identifica le aree prioritarie su cui intervenire, definisce gli obiettivi di salute e le azioni da intraprendere, verifica i risultati ottenuti.

Le finalità generali del PPS in provincia di Modena sono:
- favorire lo sviluppo da parte del cittadino di una maggiore consapevolezza e partecipazione alle scelte ed agli interventi che riguardano la sua salute, così che egli si senta finalmente interlocutore attivo in un ambito tanto vasto e importante della vita, quale è appunto la salute;
- attribuire di un ruolo centrale nella tutela e nella promozione della salute agli Enti Locali ed alle altre istituzioni "competenti" che diventano sempre più responsabili e protagonisti nella programmazione delle politiche di salute e di sanità;
- migliorare la salute della popolazione attraverso programmi e strategie efficaci.

Il contesto: la realtà provinciale
- La provincia di Modena è costituita da oltre 630 mila abitanti, è suddivisa in 47 Comuni e vi operano due Aziende sanitarie (AUSL e Policlinico).
- Da tempo vigono diversi accordi intersettoriali tra cui ricordiamo con le rispettive date di avvio: Tavolo di lavoro per la Sicurezza sulla strada (1993); Campagna per lo Screening dei tumori femminili (1996); Tavolo di lavoro per la Sicurezza del lavoro (1996); Agenda XXI (1997); Rete Provinciale per la lotta all'AIDS (1998); Progetto Città Sane di Modena (1999); Protocollo di intesa Scuola-Sanità (1999); Patto per il benessere delle persone anziane (2000).
- La rete dei servizi sanitari comprende 7 Distretti, 9 Ospedali pubblici e 6 privati e diversi centri specialistici privati per un totale di circa 10 mila professionisti. La rete sanitaria è integrata per le competenze ambientali dalla sezione provinciale dell'ARPA.
- La rete del Volontariato comprende 230 associazioni di cui 200 nel settore sanitario ed opera fino al livello comunale (69). Lo stesso dicasi per la rete di aggregazione sociale (Centri sociali per anziani), sportiva, culturale ecc.
- I programmi educativi e formativi condotti dall'Azienda USL (spesso connessi ad una programmazione integrata ed a processi partecipativi con diversi soggetti comunitari) hanno coinvolto nel 2000 circa 30 mila persone, in piccoli gruppi, di cui 20 mila nel solo ambito scolastico; le attività extrascuola coinvolgono precipuamente la popolazione adulta in attività lavorativa e sono riferibili alla formazione/informazione nell'ambito della sanità pubblica e del lavoro.

Il percorso svolto nel Piano per la Salute
La complessità territoriale, le caratteristiche socioeconomiche e culturali modenesi, la volontà di perseguire una strategia di Promozione della Salute, definita come "Processo che mette in grado le persone e le comunità di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla", hanno indotto la CST ad adottare una metodologia di costruzione del PPS, perfezionabile in itinere:
- fondata su alleanze con Attori coi quali si ritiene possibile condividere Valori (equità, universalità, sostenibilità dei sistemi in una logica di sussidiarietà, federalismo, solidarietà istituzionale e comunitaria per la salute) e negoziare Programmi Partecipati di promozione della salute (non solo sanitari) e Investimenti multisettoriali sui determinanti strutturali delle condizioni di salute dei singoli e della popolazione. In particolare l'alleanza vede partecipi i seguenti Attori:
- o Provincia, Comuni, Aziende sanitarie e Comitati Consultivi Misti (CCM), ARPA, Università, Scuola (capitale pubblico);
- o il ricco tessuto locale delle organizzazioni no profit del Volontariato e delle organizzazioni sindacali (capitale sociale);
- o forze economiche del mondo del lavoro (capitale di mercato);
- o i singoli cittadini come unici portatori della loro individualità prevalentemente organizzati nei contesti di vita - centri sociali, strutture assistenziali, scuola, gruppi informali, sul lavoro - in gruppi di interesse, movimenti di opinione, comitati ecc..
- basata su una precisa struttura organizzativa, caratterizzata da:
- o un livello provinciale (integrato tra leaders degli Attori coinvolti anche al livello distrettuale) che formula prevalentemente linee guida condivise: CST e suo Esecutivo (3), Commissione Tecnica PPS, Gruppi di Programma;
- o un livello distrettuale, privilegiato per la partecipazione dei cittadini (intesi non solo come rappresentanti di Enti o Gruppi) e l'assunzione di decisioni condivise in ordine alle azioni ed alle attività prioritarie da condursi a livello locale, organizzato tramite i Comitati di Distretto, i Coordinamenti Distrettuali PPS (4) e Gruppi di Lavoro specifici;
- attuata attraverso le consuete fasi teoriche della progettazione: Ricognizione dei bisogni di salute (prevalente l'apporto dei professionisti) e delle criticità espresse dai cittadini; Selezione dei problemi prioritari; Definizione dei programmi (obiettivi di salute da perseguire, azioni e attività da condursi), Attuazione; Valutazione. Le fasi sono descritte teoricamente nella loro successione essendo nella realtà sempre ridefinibili (ridefinizione del processo di programmazione) fino alla fase di attuazione (nel corso della quale peraltro possono condursi aggiustamenti in progress).

La prima fase di coinvolgimento e avvio dell'informazione è iniziata con la sensibilizzazione e la stimolazione dell'interesse di diversi settori della comunità. Non è avulsa da una prima ricognizione dei bisogni e si è sviluppata in un arco temporale che va dal giugno 2000 - momento della decisione politica da parte della CST di costruire un PPS - al 29 gennaio 2001- presentazione ufficiale del percorso di costruzione. Il principale gestore di questa fase è stata la Commissione Tecnica PPS, incaricata dalla CST, ma essa ha agito, a livello provinciale, insieme all'Esecutivo e, a livello distrettuale, insieme ai Sindaci dei Comuni interessati (o ai loro referenti membri della Commissione Tecnica). In realtà il coinvolgimento è un processo permanente e prosegue per tutta la durata del Piano. Ad ora si sono realizzati oltre 80 incontri in piccoli gruppi tra i membri degli organismi formali (CST, Esecutivo, Coordinamento dei Presidenti dei CCM, Comitati di Distretto) e con altri leaders - formali ed informali - dei possibili Attori (Volontariato, Sindacati, Centri sociali per gli anziani, Forze economiche, Scuola). Inoltre ogni altra occasione di incontro, anche non specificatamente dedicata, è utilizzata insieme a diversi colloqui interpersonali.

Il principale risultato è la condivisione sia della decisione di avviare un PPS sia delle Linee guida per la sua costruzione ed attuazione, pubblicamente assunte il 29 Gennaio 2001 in occasione della Conferenza Sanitaria aperta che ha rafforzato le Alleanze tessute.

La fase di ricognizione dei problemi di salute e delle criticità secondo: la "voce del cittadino", cioè l'ascolto delle sue percezioni e preferenze sui bisogni di salute, raccolte in itinere, lungo tutto il percorso di programmazione ed attuazione del PPS, a livello provinciale e distrettuale, secondo modalità riferibili all'osservazione/ ascolto/ registrazione di tutti gli incontri, nonché ad indagini strutturate; la "voce dei professionisti", cioè l'approfondimento epidemiologico delle tematiche e dei determinanti di salute, non solo sanitari. Questa seconda fase si è pubblicamente manifestata mediante il Profilo di Salute e proseguirà per tutto il periodo di validità del Piano.
Tra le attività di ascolto strutturate si possono citare quella della Circoscrizione Centro storico di Modena verso gli anziani ultra sessantenni e l'indagine sulle relazioni sociali e sui bisogni socio-sanitari della popolazione ultra settantacinquenne nella Provincia di Modena del Sindacato Pensionati FNP-CISL dalla quale sono emerse problematiche sociosanitarie e culturali, ma anche risorse su cui fare leva. Infine, una qualificata esperienza formativa, di ascolto e partecipazione è rappresentata dal "Laboratorio del Cittadino Competente" condotta dal CeVEAS (5) con i CCM, coinvolgendo quindi direttamente cittadini-utenti e professionisti sanitari. I risultati attesi tra i partecipanti sono relativi all'acquisizione di competenze, collocate a diversi livelli di complessità: dalla costruzione di un linguaggio comune all'alfabetizzazione funzionale dell'uso dei servizi e dell'assistenza sanitaria, all'alfabetizzazione critica - intesa come abilità di discriminare la qualità dell'informazione prodotta sulla salute - fino all'acquisizione di capacità di costruire una rete che favorisca la sinergia tra professionisti, CCM, Enti Locali, Terzo Settore.

La fase di selezione delle priorità tiene conto delle informazioni apportate dal Profilo di salute e dall'Ascolto delle criticità espresse dai cittadini. Si è conclusa al giugno 2001 con l'individuazione, da parte della CST, delle dieci aree prioritarie:
- Anziani
- Incidenti stradali (sicurezza stradale e riduzione del danno)
- Neoplasie
- Malattie cardio e cerebrovascolari
- Infortuni e sicurezza sul lavoro
- Salute donna
- Salute infanzia ed età evolutiva
- AIDS
- Malattie respiratorie
- Malattie rare

Trasversali a queste priorità si pongono le azioni a favore di Stili di vita sani (alimentazione, attività fisica, fumo) e cultura della donazione, Salute Mentale (temi che vedono fortemente impegnata l'Azienda USL Modena, anche in sintonia con quanto previsto dal nuovo Piano Sanitario Nazionale 2002-2004, dove la promozione degli stili di vita salutari rappresenta uno dei dieci progetti-obiettivo) e Ambiente.

Fase di definizione delle linee di indirizzo provinciali
Per le dieci aree prioritarie del PPS sono stati costituiti altrettanti Gruppi di Programma a cui partecipano, oltre a professionisti dell'Azienda USL Modena, i rappresentati designati dalle diverse Organizzazioni che partecipano al PPS: Comuni, Provincia, Volontariato, Azienda Ospedaliera, Case di cura private, ARPA, Università, Ordine dei Medici, Organizzazioni sindacali e del mondo produttivo, Scuola, Forze dell'Ordine, ecc… Tutti i gruppi hanno definito gli obiettivi di salute generali da raggiungere e le azioni che dovranno essere sviluppate e realizzate dal PPS che sono già stati approvati dalla Conferenza Sanitaria Territoriale nel giugno 2002.

Fase di definizione delle attività locali
I Comuni dei singoli distretti ordinano secondo una scala di priorità i Programmi e all'interno di questi selezionano le Azioni e le Attività fattibili nello specifico contesto locale.
Attualmente, i distretti hanno iniziato a definire le attività da realizzare nell'ambito delle aree tematiche relative agli anziani ed alla sicurezza stradale ed alcuni hanno già presentato ufficialmente i loro programmi delle azioni (es: il Programma d'azioni sulla sicurezza stradale per il Distretto di Modena).

Al momento, in provincia di Modena, siamo arrivati alla fase di attuazione che viene svolta a livello sia provinciale che distrettuale e, come citato, si avvale del Coordinamento Distrettuale e di Gruppi di lavoro specifici da esso attivati. I distretti stanno infatti iniziando a realizzare le prime attività nell'ambito delle aree tematiche relative agli anziani ed alla sicurezza stradale.

La fase successiva prevede la valutazione sia del processo che dei risultati. Anche in questo caso, si stanno organizzando alcune indagini mirate per la valutazione d'impatto sulla salute di diversi interventi, quali ad esempio, la defibrillazione precoce ed interventi sulla viabilità.

Le peculiarità e i punti di forza del Piano per la Salute
Nel modenese la vera novità non è rappresentata dal perseguimento della Strategia di Promozione della salute, che di fatto è attuata attraverso il lavoro interservizi, interistituzionale e in parte intersettoriale. La novità è rappresentata dalla ferma volontà, dichiarata apertamente dai massimi rappresentanti politico-amministrativi, colta dai gestori della sanità, dal terzo settore e dalle forze sociali ed economiche di ricercare Alleati in tutti i settori e su tutto il territorio di competenza, mettendo sopra tutti i problemi la promozione della salute (con le sue attività di educazione, mobilitazione della comunità e difesa del diritto alla salute).
Il rischio maggiore è pertanto quello di rispondere alle grandi aspettative degli Attori e dei Cittadini medesimi non concretizzando le Azioni proposte.
In ragione del lavoro condotto in passato abbiamo l'opportunità "di fare ed agire" mentre si programma e ciò ci consente di dare risultati operativi in corso d'opera.
La forte attenzione di tutti gli Attori alla Comunicazione sulla salute - informazione, educazione e formazione - ci consente di realizzare un costante scambio di informazioni e l'acquisizione di abilità in singoli contesti (alfabetizzazione funzionale ed interattiva) che verrà migliorata anche sul piano dell'appropriatezza ampliando l'esperienza del Laboratorio del Cittadino Competente. Sono utilizzati, accanto a strumenti tradizionali (opuscoli, giornali, radio e TV), altri più innovativi come un sito Internet. Inoltre la capillare diffusione della rivista trimestrale della Azienda USL "La nostra salute" (250.000 copie distribuite) consente di raggiungere tutta la cittadinanza fornendo periodici aggiornamenti sulle iniziative del Piano per la Salute.
Il vero problema rimane la crescita di una comunità consapevole - informata, che abbia capacità critica, sia autonoma e attiva spontaneamente, che prenda decisioni, dopo aver consultato gli esperti, che reperisca risorse e controlli la loro allocazione (empowerment comunitario) - sulla quale si misureranno i risultati effettivi che si desidera conseguire in termini di un migliorato ambiente (fisico, sociale ed economico) e di uno stile di vita favorevole alla salute.

Immagine: poster sul percorso del Piano per la Salute in provincia di Modena


Note:

  1. La CST è presieduta dal Presidente della Provincia di Modena ed è costituita dai Sindaci dei quarantasette Comuni presenti nella provincia di Modena.
  2. La Commissione Tecnica PPS, coordinata dall'Azienda USL, è composta dai rappresentanti dell'Amministrazione Provinciale, dei Comuni, dell'Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente (ARPA), del Policlinico e dell'Università.
  3. L'Esecutivo della CST è presieduto dal Sindaco di Modena ed è costituito dai Sindaci dei Comuni Capo-distretto e dal presidente dell'Amministrazione Provinciale.
  4. I Coordinamenti Distrettuali PPS sono composti da: rappresentanti di tutti i Comuni del Distretto, Direttore di Distretto, Direttore di Stabilimento Ospedaliero, rappresentante del Dipartimento di Sanità Pubblica, CCM, Scuola, Sindacati, Terzo Settore, associazioni pensionati, Parrocchie, altri soggetti locali "competenti". Il coordinamento è affidato al Sindaco del Comune Capo-distretto.
  5. Centro per la Valutazione dell'Efficacia dell'Assistenza Sanitaria.

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