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Il PPS in provincia di Modena
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Il percorso

Schema di visualizzazione del percorso

1a fase: il coinvolgimento e l'informazione preliminare
La prima azione, come in tutti i progetti operativi, è dedicata al coinvolgimento, alla sensibilizzazione, alla stimolazione dell’interesse di diversi settori della società che si è ritenuto di coinvolgere in prima istanza.
Naturalmente ciò è stato possibile solo attraverso un’adeguata informazione sugli aspetti generali di principio, strategici, di risultato e procedurali.
Le modalità del coinvolgimento a livello provinciale a volte hanno utilizzato incontri formali della Conferenza Sanitaria Territoriale (CST), dell’Esecutivo, riunioni e iniziative programmate tra le diverse Istituzioni coinvolte, con le Associazioni e Organizzazioni con le quali le Aziende sanitarie da tempo collaborano. Sono stati utilizzati anche singoli incontri specifici, fino ai colloqui interpersonali. Ogni occasione di incontro è stata pertanto utilizzata e ricercata per fare conoscere gli orientamenti nazionali e regionali in materia di PPS e di Promozione della Salute.
A livello distrettuale ha avuto luogo una serie di incontri formali intercorsi, per mandato della CST, tra i Sindaci e i Direttori di Distretto con il supporto della Commissione Tecnica per il PPS. Agli incontri formali sono seguiti rapporti con altri soggetti locali individuabili come possibili coattori del processo.

2a fase: la condivisione
I principali risultati delle attività preliminari di coinvolgimento, sono stati l'elaborazione di una proposta di linee di indirizzo per l’avvio percorso del Piano per la Salute in provincia di Modena e l'organizzazione di una Conferenza Sanitaria Aperta il 29 gennaio 2001.
Dalla condivisione pubblica che è stata effettuata in quella sede sono state licenziate, a cura della CST, le linee di indirizzo per l’avvio del vero e proprio processo programmatorio (che sono riassunte in queste pagine). La Conferenza Sanitaria aperta ha inoltre permesso il rafforzamento delle alleanze già esistenti e una loro più precisa individuazione di tutti gli altri possibili soggetti coinvolgibili nel Piano per la Salute. Queste alleanze potranno diversificarsi in rapporto alle diverse realtà distrettuali, così come le azioni previste dal Piano.

3a fase: il profilo di salute e la ricognizione dei bisogni e delle criticita’ espressi dai cittadini
Una fase iniziale, fondamentale e nel contempo critica, del processo di pianificazione è rappresentata dalla raccolta ed analisi delle informazioni disponibili sullo stato di salute/benessere e sui bisogni di salute della popolazione. Tali informazioni sono deducibili dai dati correnti, da esperienze compiute, dai sistemi informativi di enti/associazioni, da indagini mirate, dalla letteratura e rappresentano "la parola del professionista" a qualsiasi settore esso appartenga.
Un ruolo particolare sarà svolto dalla Commissione Tecnica nella raccolta, nell'integrazione e nell'esame dei dati epidemiologici (con il supporto del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda USL Modena), demografici, socio-economici, ambientali, etc.
Rilevanti informazioni sono state raccolte direttamente dalla "parola della cittadinanza" attraverso i numerosi incontri già intercorsi. Questa attività di ascolto proseguirà per tutta la durata del percorso PPS. Sono stati individuati come testimoni privilegiati i Comitati Consultivi Misti, il mondo del Volontariato, i Sindacati anziani, il mondo della Scuola). Questo ascolto permanente consente di conoscere la percezione del cittadino in ordine alla salute e ai fattori che la minacciano o favoriscono. Queste attività, per le quali in futuro ci si potrà avvalere di un adeguato supporto metodologico attualmente in fase di definizione.

4a fase: la selezione delle priorità
Dal Profilo di salute e dalla rilevazione dei pareri soggettivi dei cittadini, compresi quelli espressi durante la Conferenza sanitaria aperta del 29 gennaio 2001, è emersa una serie di problemi correlati alla salute che hanno portato l'Esecutivo della Conferenza Sanitaria Territoriale, nella seduta del 20 marzo 2001, alla scelta della priorità di intervento.
In questa fase l'Esecutivo della Conferenza Sanitaria Territoriale si è avvalso del parere della Commissione Tecnica ed ha consultato altri soggetti, in qualità di esperti largamente rappresentativi e di grande rilievo nella Comunità sociale, culturale, scientifica.

5a fase: il patto e la definizione dei programmi
Individuate le priorità di intervento, tra tutti gli attori interessati a operare ed impegnarsi su questi temi, verrà sottoscritto un Patto di Solidarietà. A questo seguirà un momento deputato alle decisioni più operative: la costruzione dei programmi che contengono gli impegni dei diversi attori in termini di azioni e risorse da mettere in campo, nei tempi stabiliti e con modalità prefissate. I programmi definiti saranno oggetto di appositi protocolli di intesa formali tra gli attori interessati. Essendo articolati ed implementati a livello distrettuale, potranno essere oggetto di estensioni locali. Saranno presentati in incontri pubblici alla cittadinanza. La diffusione a tutta la cittadinanza avverrà mediante una serie di attività informative secondo quanto predisposta da un apposito piano di comunicazione. Ogni programma potrà essere sostenuto da una attività formativa.
Il rapporto della CST con il livello Regionale e con altre Province, in questa fase, potrà determinare sinergie con altri territori che abbiano optato per i medesimi problemi da affrontare, portando alla partecipazione della nostra provincia a Zone di Azione per la Salute (ZAS) omogenee. La programmazione di interventi mirati alle popolazioni che presentano determinati problemi di salute è giustificata dal fatto che la distribuzione dei problemi di salute per lo più non combacia con i confini amministrativi. Per il triennio 1999-2001 le Zone di azione per la salute prioritariamente proposte nel PSR sono attinenti alle seguenti tematiche: alimentazione, incidenti stradali, città anziane, città giovani, zone socialmente degradate.

6a fase: l’attuazione e valutazione del piano
Già nella fase di programmazione, i progetti operativi saranno oggetto di una valutazione a priori di fattibilità e, quando possibile, anche delle evidenze di efficacia. Un adeguato monitoraggio e l’analisi degli indicatori prefissati consentirà di esprimere giudizi in itinere in ordine al processo di attuazione compiuto, consentirà ridefinizioni annuali della programmazione. Consentirà di esprimere giudizi finali in ordine all’efficacia dei risultati raggiunti. Tale analisi rappresenterà la base sulla quale ridefinire le azioni del prossimo PPS.

 

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