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Il 29
gennaio 2001 il Piano per la Salute (PPS) del territorio della provincia
di Modena è stato avviato ufficialmente con un seminario
al Centro Link, organizzato dalla Conferenza sanitaria territoriale.

Lincontro,
aperto dal Presidente della Provincia Graziano Pattuzzi e
dal Direttore Generale dell'Azienda USL Roberto Rubbiani,
ha raccolto numerose idee e contributi (vedi il
programma)
Le conclusioni sono state tratte dal Sindaco di Modena Giuliano
Barbolini e dallAssessore regionale alla Sanità
Giovanni Bissoni.

Tutti gli intervenuti
hanno dato la loro disponibilità e quella delle organizzazioni
rappresentate, a partecipare allelaborazione del PPS. Per
la prima volta su un progetto di grande respiro, sono quindi impegnati
fianco a fianco amministratori pubblici, operatori sanitari, esponenti
di associazioni di volontariato e di organizzazioni sociali e del
mondo del lavoro.
Cosa
hanno affermato, in sintesi, i numerosi partecipanti al seminario,
e cosa quali sono state le conclusioni?
I Piani per la Salute sono una cosa nuova, difficile ma entusiasmante
allo stesso tempo: si tratta di realizzare un momento di vera democrazia
nelle scelte che, forse per tutti, sono le più importanti,
quelle della salute. E una scommessa, per vincerla occorre
la partecipazione di tutti. Il PPS è lo strumento con cui
realizzare quel "Patto di solidarietà per la salute"
che lo stesso Piano Sanitario Nazionale propone ai tanti soggetti
(Enti locali, professionisti della salute, imprese, volontariato,
media, cittadini) che hanno interesse e possono incidere nella promozione
e tutela della salute, nella consapevolezza che per difendere questo
bene non basta rendere disponibili buoni servizi sanitari e socio-sanitari.
I
PPS rappresentano anche un nuovo modo di lavorare della Sanità:
essa si pone infatti a disposizione delle comunità locali
con il proprio bagaglio di conoscenze, competenze, strutture e servizi
per contribuire a realizzare specifici obiettivi di salute. Si è
evidenziato che altri soggetti organizzati dovranno essere coinvolti
a partire dalla scuola, dal mondo dei media, dalluniversità,
dalle associazioni di categoria (e, perché no, le forze dellordine,
le parrocchie, .. ) per definire tutto ciò che è possibile
fare per la promozione della salute. Le alleanze
dovranno essere allargate e una più precisa individuazione
dei soggetti da coinvolgere sarà realizzata nelle singole
realtà distrettuali che dovranno essere interessate da diverse
iniziative.
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Da
"vorrei che si facesse" a "io potrei fare"
Il confronto
realizzato nella Conferenza sanitaria aperta ha
consentito di approvare le linee guida
per il percorso di elaborazione del Piano per la Salute modenese,
ma soprattutto appaiono superate le posizioni di delega del
tipo io vorrei che si facesse e prevalgono le
affermazioni io potrei fare, io farò per
il miglioramento della salute della nostra comunità.
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