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La Conferenza Sanitaria Aperta del 29 gennaio 2001 - Interventi
Dagli
obiettivi di salute alle azioni concrete di settore
Dott. Marco Bondi, Primario di
Medicina Interna, Consigliere Nazionale ANAAO-ASSOMED
Ringrazio gli
organizzatori che ci hanno invitato e approfitto subito degli ultimi
due interventi che mi consentono di entrare in medias res.
Noi professionisti siamo abituati a parlare coi fatti e siamo un
po intimoriti di fronte ad un'assemblea così importante.
Però, riflettendo sullargomento di oggi, mi è
venuta in mente una frase che è contenuta nei documenti regionali
e che è sullargomento. E uno degli aspetti peculiari,
a nostro avviso, su cui rimarcare lattenzione di tutti gli
attori interni alle AUSL, agli enti locali territoriali, alle associazioni
di volontariato.
Leggo testualmente:"il raggiungimento degli obiettivi di promozione
della salute, di prevenzione delle malattie deriva dalle conoscenze
e dalle competenze tecniche disponibili, ma è soprattutto
condizionato dalla percezione, dai giudizi e dai valori di tutti
i soggetti, che a vario titolo, partecipano.
Occorre, quindi, che il servizio sanitario, nel promuovere la difesa
della salute faciliti laccesso allinformazione e crei
le condizioni per un efficace processo di comunicazione".
Ecco,
io credo che il piano per la salute offra a tutti, ai professionisti,
come agli altri protagonisti, in primis, una grande occasione di
recuperare la verità intorno al lavoro che facciamo tutti
insieme.
E mi ha fatto
molto piacere che oltre ai programmatori regionali anche i rappresentanti
del CEVEAS, cioè lorgano culturale, ed il rappresentante
degli utenti, i Comitati Consultivi Misti, abbiano convenuto, con
noi professionisti, che linformazione è uno dei passaggi
cruciali nella fase iniziale della creazione dei piani per la salute.
Mi sono venuti i brividi qualche settimana fa quando leggendo su
un quotidiano a diffusione nazionale quelle che erano le paure dei
cittadini italiani, vedevo che la sanità pubblica e gli albanesi
erano in cima ai timori degli italiani. Ecco, non è vero,
non è così, nè per gli albanesi grazie a Dio,
né per la sanità pubblica. Solo la sanità privata
si è salvava da questo giudizio cattivo, però, gravata
di responsabilità che rischierebbero di schiacciarla e non
è giusto che la sanità privata venga schiacciata da
queste responsabilità.
E allora, linformazione dei cittadini non serve solo, come
dicevo, per ristabilire la verità sui fatti, ma serve per
facilitare laccesso alle prestazioni serve per intervenire
sulle aree di esclusione e per ridurre le disuguaglianze, serve
appunto per recuperare la verità sulla qualità offerta,
da parte dei servizi pubblici e privati ed è una qualità
alta, noi consapevolmente diciamo che è una qualità
alta; linformazione serve per recuperare il gap appunto nella
maggior parte dei casi, credetemi, fra la qualità offerta,
la qualità percepita e la qualità attesa come cè
stato ricordato.
E' grave ed è anche triste che una parte del Welfare State,
la sanità pubblica cioè, che è forse quella
più vicina ai cittadini perché è quella più
regionalizzata, è quella dove la regione, con lultima
riforma, gli enti locali territoriali più pesantemente intervengono
nello stringere i rapporti coi cittadini, sia percepita così
lontana. Io credo che uno dei primi sforzi che tutti noi dobbiamo
fare per dare corpo a quel patto di solidarietà per la salute
sia quello di recuperare la credibilità delle nostre azioni,
del nostro impegno, del nostro sforzo quotidiano.
I professionisti
sono compatti nello spendersi su questa strada e quindi laggiornamento
continuo, laudit medico, levidence base medicine sono
tutti dati acquisiti; solo dieci anni fa non era per nulla pacifico
che ci fosse questa rivoluzione copernicana nel modo di lavorare
dei professionisti. Ma gli enti locali, che la programmazione regionale
e la programmazione nazionale coinvolgono pesantemente nella fase
iniziale della pubblicizzazione dei patti per la salute, sono percepiti
vicino dai cittadini e quindi è grande il loro ruolo in questa
fase.
Il piano
per la salute enfatizza, quindi, per noi professionisti, la consapevolezza
che occorre lavorare insieme; noi siamo usciti già da un
po dallospedale per entrare nel territorio, insieme
ai nostri colleghi del territorio abbiamo dato vita in questi anni
a progetti comuni aderendo alle proposte della programmazione.
La distrettualizzazione
infatti è andata avanti anche per nostri contributi e tutta
una serie di passaggi operativi, il già citato Dipartimento
di cure primarie, il percorso di gestione integrata delle prestazioni
specialistiche, fino ai progetti-obiettivo che il piano sanitario
nazionale e regionale assegnano alle strutture di servizio, cioè
i progetti sulle malattie cardiovascolari, il progetto sui 27 DRG
medici, il progetto sulla gestione delle broncopneumopatie croniche
ostruttive e il progetto sulla gestione delle patologie cerebrovascolari,
sono, alcuni, in fase avanzata di attuazione, altri già operanti.
Ma
i professionisti parlano coi fatti ed allora mi consentirete di
elencare uno dei momenti, in cui si è realizzata concretamente
questa cooperazione tra unità operative, fra strutture dellospedale
e strutture del territorio. Il Professor Zennaro ha citato il percorso
della gestione dello scompenso cardiaco, io potrei citare il percorso
per le urgenze pneumologiche, le urgenze differite, i canali diretti
per i medici di medicina generale; mi limiterò a farvi vedere
un paio di lucidi su un percorso che stiamo mettendo insieme per
quanto riguarda appunto la gestione della patologia cerebrovascolare
acuta.
A Modena,
oltre ai trapianti multi-organo si va implementando un percorso
di gestione integrata ospedale-territorio di una patologia importante
come quella dello stroke, dellictus ischemico, che è
un disturbo che conduce a morte il paziente o, se persiste per più
di 24 ore, porta a invalidità gravi e pesanti per i cittadini
con costi che ricadono su tutta la collettività. Lentità
del fenomeno è esemplificata in questo lucido: terza causa
di morte, principale causa di invalidità, grave invalidità
15%, lieve invalidità 40%;
tasso di prevalenza nella popolazione italiana 6,5%, più
nei maschi che nelle femmine.
La
situazione, quindi, porta a dei numeri impressionanti.
Nella struttura
della popolazione italiana del 1990 lincidenza di ictus porta
ad un numero complessivo di 131.000 ictus allanno con cifre
che sono destinate a incrementarsi per il progressivo aumentare
delletà della popolazione. Nel 2008, infatti, questa
cifra va a 173.000 ictus allanno variamente distribuiti nelle
classi di popolazione.
Nella provincia di Modena questo tipo di patologia, a censimento
1990, porta a poco meno di 2000 casi allanno.
Quindi, un problema di grande rilevanza clinica e sociale rispetto
al quale ci siamo strutturati a Modena città con un team
di diverse unità operative che intendono lavorare insieme
dentro allospedale con la collaborazione di medici di medicina
generale.
Un
team che viene realizzato a risorse invariate attraverso un processo
di sfruttamento delle competenze.
Lultimo
lucido è una linea di comportamento che illustra il percorso
di trattamento di questi pazienti attraverso lesemplificazione
di alcuni passaggi cruciali: lesecuzione in urgenza della
TAC cerebrale, lesecuzione in urgenza dellindagine diagnostica
Doppler e il trasferimento secondo un percorso stabilito e condiviso
nelle varie unità operative, fino al percorso riabilitativo
per questi pazienti ed al follow-up sia internistico che riabilitativo
che coinvolgerà sia le realtà ospedaliere che le realtà
territoriali. Ecco, concludo dicendo che i professionisti del servizio
sanitario pubblico che si sono spesi, che spendono la loro vita
professionale allinterno del servizio sanitario, oltre il
95% di noi ha scelto in Emilia-Romagna lesclusività
di rapporto ... :questo è il contributo che intendono dare;
questi sono aspetti rilevanti oggi che parliamo di piani per la
salute. Grazie.
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