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La Conferenza Sanitaria Aperta del 29 gennaio 2001 - Interventi
Dottoressa
Maria Grazia Catellani, Federazione Italiana Medici Pediatri
Grazie di aver
pensato, forse guardando il manifesto di questa Conferenza
territoriale che rappresentava il bambino, di coinvolgere anche
i pediatri di base, anche se allultimo momento, in questa
manifestazione.
Grazie,
quindi, soprattutto a Beppe Vaccari,che ha pensato anche ai pediatri,
forse perché ormai, con le sue figlie e i nipoti acquisiti,
conosce bene il lavoro del pediatra di libera scelta e sa che i
pediatri di libera scelta, o di famiglia, che dir si voglia sono
cambiati molto in questi anni.
Credo che noi
spesso non siamo coinvolti perché esiste ancora un pregiudizio
nei nostri confronti: il pregiudizio del pediatra di base che è
un libero professionista, isolato nel suo studio che non vuole assolutamente
inserirsi nel SSN.
Questo non è assolutamente vero perché in questi anni
il pediatra di base è cambiato, si sente parte di un Sistema
Sanitario, è cambiato il suo modo di lavorare. Cominciano
a nascere le associazioni fra pediatri, abbiamo collaborato alla
stesura del piano sanitario regionale, dove abbiamo richiesto ed
ottenuto che fosse inserita unarea propria di programmazione,
di individuazione dei bisogni della popolazione pediatrica.
Ci siamo
dati disponibili proprio per entrare nei nuclei di cure primarie
pur richiedendo una nostra specificità.
Farsi ascoltare,
quindi, in questo periodo non è stato facile, però,
prendiamo atto della disponibilità che ci viene data in questo
momento. Capiamo benissimo i motivi per cui siamo un po dimenticati.
In effetti le amministrazioni, e soprattutto quella della nostra
regione, sono prese dal grosso problema degli anziani e noi, che
seguiamo una fascia così piccola, così minima di popolazione,
capiamo bene come, in certi momenti, possiamo essere, se non dimenticati,
posti in secondo piano.
Però
il bambino, così come il pediatra, non è unisola:
il bambino è un microcosmo attorno al quale ruotano tutta
una serie di problemi, ruotano le problematiche della famiglia.
Spesso la famiglia parla ed esprime i propri bisogni attraverso
il bambino; quindi, il pediatra di famiglia non cura soltanto il
bambino, ma viene a contatto con tutta una serie di problematiche
familiari e sociali.
Sentiamo,
proprio per questo tipo di esperienza, di dichiarare la nostra disponibilità
al confronto, non soltanto con le istituzioni, non soltanto con
gli enti locali, ma con le rappresentanze dei cittadini, dei genitori,
del volontariato, proprio per individuare i bisogni.
E allora
quando si parla di piano della salute i progetti della salute possono
essere comuni sia per la MG che per la Pdls : leducazione
allalimentazione, ai consumi, al fumo, ma anche le problematiche
che riguardano il mondo della scuola con le quali noi da sempre
siamo a contatto e forse abbiamo rilevato per primi, proprio per
la peculiarità del nostro lavoro che sono in questi giorni
sulle pagine dei giornali, le problematiche di educazione alla salute
che sono anche, per esempio, il rapporto con lo sport, con il mondo
dello sport e non so, viene ancora da chiedersi se lo sport sia
ancora salute, così come è concepito, con una connotazione
molto marcata di agonismo, piuttosto che educazione e formazione
dellindividuo.
Poi i bisogni
di tutte quelle fasce di popolazione che sono spesso dimenticate
perché non hanno voce, quindi non hanno la forza né
la capacità di esprimere i propri bisogni, che però
noi vediamo intorno a noi, sono le nuove povertà, gli extracomunitari
e che spesso non rientrano nei progetti di salute.
Molte volte continuiamo a far prevenzione su chi non ne ha bisogno,
mentre cè una fascia di popolazione che continua a
sfuggirci e che diventa sempre più grande; quindi la nostra
è una disponibilità alla collaborazione, una disponibilità
al lavoro non soltanto con gli enti sanitari ma con gli enti locali
e più che una disponibilità direi che è proprio
una necessità che noi sentiamo per migliorare sia la qualità
del nostro lavoro che la qualità di salute del bambino e
della famiglia. Grazie.
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