 |
La Conferenza Sanitaria Aperta del 29 gennaio 2001 - Interventi
Il
ruolo del volontariato nella promozione della salute
Giorgio
Chesi, Presidente CCM del distretto di Pavullo
A nome mio e
per conto dei CCM e degli altri distretti sanitari, voglio
ringraziare lAzienda Sanitaria di Modena e gli organizzatori
di questo convegno per averci dato lopportunità di
esprimere anche il nostro parere relativamente a questa importante
questione dei piani per la salute, cosa
che per noi non è di poco conto stante anche la platea qualificata
e numerosa che troviamo qui oggi.
Tutti, o quasi,
sappiamo cosa sono i CCM; quando dico quasi tutti, lho sottolineato,
anche se a qualcuno potrà sembrare strano, è così,
in quanto, girando per il territorio e dentro alle strutture, purtroppo
capita spesso che, non solo tra i cittadini semplici ma in qualche
caso - mi perdoneranno ma lo devo dire - anche tra gli stessi operatori,
questi, non sempre hanno la cognizione vera di cosa sono i CCM,
i loro compiti e ruoli.
Quindi, tanto per non dare niente di scontato, alcune brevi considerazioni
sui CCM me le dovete consentire.
Questi sono stati attivati già 6 anni fa con provvedimento
del Direttore Generale qui presente; avevano principalmente lo scopo
di attivare un tramite tra cittadini utenti, strutture ed operatori
sanitari per cercare di trasmettere quelle che erano le necessità,
i bisogni dei cittadini nei confronti della sanità, soprattutto
per migliorare la qualità dei servizi sanitari dal punto
vista, appunto, dei cittadini; ... anche altre cose e bisogni diversi,
ma principalmente, detto in sintesi, il ruolo è questo.
La composizione
dei Comitati Consultivi è mista, come dice il termine, è
fatta di due anime; quindi, se di per sé questo è
un fatto positivo, in quanto da una parte vi sono i rappresentanti
degli utenti e dallaltra gli operatori dellazienda,
e questo dovrebbe dare un quadro più completo e rappresentativo
delle azioni da svolgere assieme per determinare dei miglioramenti
nella qualità dei servizi, questa composizione però,
in qualche situazione, come potete ben capire, a seconda delle cose
da trattare e/o verificare, può anche determinare qualche
difficoltà sul piano dell integrazione, cose che non
sto ora a descrivere.
Per quanto riguarda il lavoro svolto, se escludiamo qualche difficoltà
di assestamento nella fase di avvio per quel che sono stati una
serie di frequenti ricambi riguardanti i componenti allinterno
dei comitati stessi, si è partiti e portata avanti una buona
attività, anche con dei risultati che reputo positivi sul
piano del miglioramento della qualità dei servizi, soprattutto
per quanto riguarda laccesso ai servizi, lumanizzazione,
la cortesia e tutto ciò che riguarda il rapporto col cittadino.
Non dimentichiamoci che, non tanto lontano nel tempo, ci si trovava
di fronte anche ad atteggiamenti di scortesia tra operatori ed utenti.
La qualità dei servizi a mio avviso è migliorata anche
per merito dei CCM.
Altra
attività svolta, che ha dato buoni risultati, è stata
lattivazione degli AUDIT o meglio le verifiche di conformità
degli standard di qualità previsti dalla Carta dei Servizi
nei confronti delle Unità Operative.
Queste attività,
ma non solo queste, ci hanno permesso di confrontarci con i responsabili
dei servizi, capo sala e operatori sanitari; tutto ciò a
mio avviso, è stato utile per noi ma anche per gli stessi
operatori.
Altro
aspetto positivo è stata lattivazione e la gestione
dei reclami, dove tramite questi è stato dimostrato che la
sanità migliora anche nella misura in cui vengono evidenziate
le criticità rispetto a ciò che non va allinterno
dei servizi.
Pertanto,
rispetto a queste attività svolte e altre che svolgeremo
ancora, dovremo impegnarci tutti per far conoscere meglio quello
che abbiamo fatto e ciò che faremo o vorremmo fare, perché
non sempre questo avviene.
Occorre
inoltre qualificare ulteriormente i CCM e definire meglio anche
lidentità di essi. Su questo aspetto non intendo farla
tanto lunga, anche perché rispetto a ciò avremo modo
di discutere meglio nel merito in occasione dellincontro in
previsione con il Direttore Generale e per questo lo vogliamo ringraziare
sin da ora.
Per quanto riguarda
i piani per la salute, sono dellavviso che i CCM, in quanto
rappresentanti delle associazioni del Volontariato e dei cittadini
utenti, possono, anzi devono svolgere un ruolo relativamente a questa
importante novità che riguarda la salute delle persone.
Preciso subito a scanso di equivoci, che io non ho la presunzione
di rappresentare qui tutto il volontariato in senso lato, ci mancherebbe
altro, anche se ribadisco a mio avviso che pure tutto il volontariato,
visto che questo abbraccia tutti i settori produttivi, sociali e
culturali, deve avere un ruolo sul piano del confronto e di partecipazione
su questi temi, come per altro veniva ricordato anche dai relatori
che mi hanno preceduto.
Facendo riferimento soprattutto a quello che è il ruolo del
volontariato e dei rappresentanti dei cittadini utenti in ambito
sanitario, a mio avviso credo che, sui Piani per la salute, il tutto
vada ricondotto al ragionamento dei percorsi che questi dovranno
seguire per essere attivati.
Quindi
in questo senso la locandina prima illustrata dal Dottor Fattori
mi sembra un ragionamento utile e condivido tutto ciò.
Pertanto,
come veniva ricordato, diventa fondamentale capire e recepire bene
le determinanti per la salute e definire con quali attori queste
devono essere attivate. Perciò sono daccordo che si
debba andare nella direzione di coinvolgere gli attori cittadini
da noi rappresentati. E trattandosi di individuare, come previsto,
presupposti per progetti della salute, e non aspetti curativi in
senso scientifico, sarà più semplice e facile convincere
il cittadino ad attivarsi pure lui in positivo rispetto a tutto
ciò.
Su queste cose,
compito di tutti dovrà essere quello di adoperarci per rendere
maggiormente consapevoli e partecipi questi soggetti attori.
Sappiamo che questo non sarà facile in quanto, seppure le
cose stanno migliorando, anche per effetto dei nuovi indirizzi legislativi
che vengono avanti, la cultura del cittadino nei confronti della
sanità è ancora purtroppo incentrata sul fatto che
questa la si utilizza al bisogno e, se si rimane soddisfatti, tanto
meglio, se invece le cose vanno male, indipendentemente dalle cause,
sappiamo tutti quali sono i giudizi.
Per questo, io credo che ci sia bisogno di costruire una diversa
cultura nei confronti dei cittadini rispetto, appunto, ad un dato
di coinvolgimento e partecipazione; quindi il fattore (P) credo
sia determinante, in quanto, se i cittadini sono coinvolti, saranno
anche nella condizione di dare un giudizio ed una valutazione più
oggettiva: a questo proposito mi va molto bene il ragionamento del
cittadino competente e credo che sarà tanto più facile
riuscire a modificare questa cultura, tanto sarà possibile
trasmettere e impartire nei confronti dei cittadini il senso di
potere capire e contare rispetto a queste cose.
I cittadini
vengono menzionati ma poco coinvolti sul piano della partecipazione,
di conseguenza si sentono contare poco; questo in qualche caso vale
anche per i loro rappresentanti; quindi occorre favorire una maggiore
visibilità e rappresentatività dei CCM, perché
la rappresentatività loro si misurerà poi a seconda
di quanto questi riusciranno ad essere efficaci nei confronti di
quelli che sono i problemi che vengono posti dalla gente. Parlo
anche di problemi specifici e particolari, cose queste che, per
ovvie ragioni, non vengono toccate a livello di conferenze, mentre
la gente, si sa, ha bisogno di risposte semplici, particolari ed
efficaci.
Per questo,
credo che assieme dobbiamo riuscire a rendere produttivo ciò
che facciamo e ci proponiamo di fare, quindi, rimanendo in sintonia
con quanto appena detto, dobbiamo evitare che le cose, proposte
e ben definite sul piano degli intenti e dei programmi, restino
un fatto solo teorico e onorifico, ma trovino attivazione pratica.
E aggiungo che rispetto a tutto ciò occorre mantenere un
sistema di "feed-back" o meglio di informazione di ritorno.
A questo proposito, quando si parla di coinvolgimento e partecipazione
per quanto riguarda tutti i processi di miglioramento della qualità,
dellattivazione e realizzazione dei Piani della salute, per
dare meglio il senso, voglio mostrarvi un lucido, il quale nella
parte più in alto, secondo me, rappresenta bene ciò
che voglio dire e cioè, quando si parla del fornitore di
prestazione o prodotti della qualità offerta, della qualità
percepita e della qualità attesa, ci deve essere un sistema
appunto di informazione di ritorno. Cosa, questa, che induce e favorisce
quel sistema che dicevo prima di partecipazione e coinvolgimento
della gente; tralascio la parte più in basso del lucido,
interessante pure questa ma che non intendo approfondire in questo
momento.
Sempre in riferimento
a questo importante presupposto della partecipazione e del coinvolgimento,
credo di poter dire che lAzienda ha fatto la propria parte,
producendo un buon lavoro anche nei confronti dei CCM, in particolare
per quel che riguarda lattivazione di determinati percorsi
formativi. Mentre per quanto concerne le altre istituzioni, devo
dire che vi sono stati dei buoni propositi ma non sempre si è
realizzato tutto quello che si diceva; se escludiamo tutta una serie
di conferenze pubbliche, mi riferisco anche alla Provincia, che
mi sembra stia comunque recuperando, come qua oggi veniva ricordato;
però se facciamo riferimento allopuscolo di circa un
anno fa, appunto della provincia, dove si parlava di soggetti coinvolgibili,
destinatari degli interventi per quel che riguarda lazione
culturale partecipata, si menzionava lassociazionismo che
li rappresenta. Daccordo, di conferenze ne sono state fatte,
sono utili, sono necessarie, però in questo senso un coinvolgimento
diretto, specifico, nel merito dei piani per la salute o altro,
con i CCM non cè ancora stato.
Può anche essere che ciò non sia formalmente previsto,
che non rientri nelle nostre prerogative però se è
così, diciamocelo e vediamo, se e come possiamo recuperare
questi momenti.
Se poi parliamo di altre istituzioni, mi riferisco agli Enti Locali,
in particolare a quelli più decentrati sul territorio, spero
mi capirete, su queste cose ve li raccomando.
La riforma prevedeva tutta una serie di maggiori impegni da parte
degli enti locali relativamente all individuazione dei bisogni,
la gestione e la riorganizzazione dei Servizi Sanitari, però
per quel che riguarda il rapporto nostro con i Comuni siamo ancora
a quota zero. Quindi cè bisogno di recuperare anche
su questo, con confronti specifici per entrare assieme nel merito
di queste cose.
Allinizio
ha fatto cenno a qualche difficoltà esistenziale nostra dei
CCM, a questo proposito, voglio ricordare che, se questi saranno
coinvolti nei processi di attivazione dei piani per la salute, a
mio avviso quella potrà essere una buona occasione anche
per riqualificare e rivitalizzare i CCM stessi.
Concludendo
queste mie considerazioni, voglio esprimere un giudizio positivo
nel complesso di questa conferenza, in particolare sui lavori sin
qui svolti, e fare un ultimo passaggio, in riferimento al manifesto
del convegno con su stampato un bambino in fasce. Questo soggetto
giovane, come i piani per la salute, quindi centrato in pieno, mi
trova daccordo, allora questo giovane percorso della sanità
che viene avanti, facciamolo crescere forte insieme e ci potrà
dare dei buoni risultati, per quello che riguarda una migliore qualità
dei servizi e una maggiore salute per i cittadini.
Mi
scuso per la poco padronanza lessicale e vi ringrazio.
|
|