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La Conferenza Sanitaria Aperta del 29 gennaio 2001 - Interventi
Dallassistenza
alla promozione della salute: il ruolo del Medico di famiglia
Ghassan Daya, Medico di Medicina Generale, Segretario FIMG
Ringrazio anchio
lorganizzatore di questa mattina che ci permette anche
a noi, M.M.G. di dire la nostra.
Mi presento:
sono della FIMMG sindacato dei medici di famiglia modenesi; leggendo
il piano per la salute ci siamo accorti che la programmazione e
le idee che sono in esso contenute sicuramente vanno molto più
veloci, della mente degli operatori della sanità; il programma
rappresenta il futuro a cui dobbiamo assolutamente correre dietro
per prendere il così detto treno del piano per la salute.
Va detto che
noi abbiamo appoggiato dallinizio sia il piano sanitario nazionale
che regionale al quale abbiamo dato il nostro contributo; aggiungo
che il nostro ruolo nello scenario del servizio sanitario nazionale
è cambiato e sta cambiando. A Modena, stanno nascendo i nuclei
di cure primarie, quindi la medicina integrata. Se pensiamo che
solo 20 anni fa un tempo relativamente breve - eravamo considerati
solo il medico di mutua, o delle mutue, siamo passati, attraverso
il medico del servizio sanitario nazionale, al medico del distretto
che attualmente è il medico delléquipe territoriale.
Non solo, siamo passati dal medico singolo, che lavora nel suo studio,
al medico in associazione. Nella Provincia di Modena le forme associative
coinvolgono il 50% dei medici di famiglia.
Inoltre, con la legge 229 e con il contratto di lavoro nostro firmato
alcuni mesi fa e pubblicato, è prevista una nostra presenza
nell Ufficio di Coordinamento del Distretto. Sono daccordo
con chi mi ha preceduto, con Razzoli, sul discorso che la presenza
di una realtà distrettuale rafforza e migliora quella che
è lassistenza sanitaria. Quindi, siamo passati da un
concetto dellassistenza al cittadino al concetto che il cittadino
deve essere esso stesso al centro della nostra assistenza, del nostro
sistema e della nostra attenzione.
Dalla cura della
malattia al mantenimento, alla prevenzione, al mantenimento della
salute stessa, non torno ad Alma ATA che prevedeva per il 2000 un
obiettivo per la salute per tutti, però, sicuramente dobbiamo
riferirci ad alcuni concetti che la prevenzione ed il mantenimento
della salute devono essere il nostro obiettivo, oltre che curare
le malattie. Permangono sicuramente alcuni problemi che dobbiamo
affrontare e siamo indietro: letica, la stessa ecologia di
cui si parla veramente poco, lo stile di vita, per non parlare dellequità
delle prestazioni, lappropriatezza degli interventi, degli
accessi alla prestazione stessa. Perché questi non rimangano
solo concetti, io, in due tre minuti, vorrei parlare dei nostri
progetti, della nostra esperienza e quello "che bolle in pentola"
per i prossimi due anni a Modena, per quanto riguarda la nostra
categoria.
Siamo
partiti due tre anni fa da una fase di ricerca per individuare sia
i fabbisogni sanitari dei pazienti, ma anche i fabbisogni professionali
dei medici, quindi parto già da un fatto che a noi interessa
sicuramente in primis, sicuramente i fabbisogni sanitari del paziente,
ma anche far lavorare meglio i medici, perché, come abbiamo
detto, lavorando meglio si riesce a produrre meglio. Abbiamo avuto
diversi incontri prima di formulare le nostre proposte specialmente
con i sindacati dei pensionati che, ho visto, qua hanno una larga
rappresentanza, e abbiamo avuto incontri con le due aziende, devo
dire che grazie alla lungimiranza dei loro dirigenti ci hanno sostenuto
in questo. Abbiamo quindi selezionato, elaborato proposto i progetti.
Infine sono stati tradotti in accordi aziendali, e quindi siamo
in fase di attuazione. Cosa abbiamo prodotto ? siamo partiti
per stare nellargomento di oggi - da un progetto contro il
fumo quando ancora non se ne parlava di questo, nel 96
97-98 con il valido aiuto del dottor Roversi abbiamo
spedito 40.000 questionari sul fumo ad altrettanti pazienti. Il
progetto si è arenato prima del raggiungimento dellobiettivo
per mancanza di fondi. Il progetto prevedeva lindividuazione
dei fumatori e, se hanno lintenzione di smettere di fumare,
per mettere in atto tutte le procedure necessarie per un aiuto
Stiamo organizzando
corsi intensivi per leducazione della malattia diabetica,
assistiamo in ambulatorio i pazienti diabetici e, per la prima volta,
siamo sottoposti a valutazione del risultato.
Abbiamo
migliorato, o cercato di migliorare anche le modalità di
erogazione dellassistenza: il progetto di Tele CUP di Modena,
dove vengono inviati circa 60.000 richieste allanno dagli
studi dei medici di famiglia al CUP per il Tele CUP, così
il paziente riesce con una telefonata a prenotare le sue richieste.
I medici sono organizzati in gruppi minimi in rete per avere un
ambulatorio aperto tutto il giorno nel caso di urgenza o in caso
di fabbisogno del paziente quando il suo medico non cè,
abbiamo unéquipe territoriale integrata a Modena, è
partita la prima esperienza italiana il 6 maggio del 2000: un medico
di famiglia ha un ambulatorio aperto nel pre-festivo e nel festivo
a disposizione della guardia medica e dei cittadini per non correre
al pronto soccorso o per avere un punto di riferimento sul territorio
come studio aperto; per ultimo la vaccinazione anti-influenzale,
vi fornisco un dato: nel 1995 solo il 17% della popolazione over
65 anni veniva vaccinata, questanno abbiamo toccato il 70%
perché le vaccinazioni vengono fatte, negli ultimi tre anni,
come sapete, dai medici di famiglia.
Quindi,
non parlerò dellassistenza domiciliare, e di altre
cose che voi tutti ben conoscete.
Per concludere,
come dicevo, siamo in ritardo sicuramente nella cultura e nelleducazione
e nello stile di vita dellecologia; per questa a livello nazionale
abbiamo un progetto che è già partito. Entro il 2001
nella provincia di Modena 100 medici di famiglia avranno un televisore
con antenna satellitare legata ad un portale nostro nazionale che
trasmette nelle sale dattesa delle persone programmi di educazione
sanitaria, di stili di vita, di ecologia e quantaltro che
riteniamo necessario trasmettere ai nostri pazienti. Cento medici
vuol dire il 20% della popolazione medica, entro 5 anni abbiamo
lintenzione, comunque, di coprire tutti i medici di famiglia
a livello italiano, che sono quasi 55.000.
Stiamo
lavorando, quindi per migliorare quello che è lassistenza,
tutto è migliorabile, ma perché abbiamo visto che
in questa maniera il cittadino è curato meglio, è
soddisfatto e il medico è soddisfatto anchesso del
suo lavoro; convergenza, quindi, di obiettivi, di interesse di risultato
è quello che cerchiamo.
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