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La Conferenza Sanitaria Aperta del 29 gennaio 2001 - Interventi
Le
politiche di salute nella comunità locale
Fabrizio Righi, Sindaco del Comune di Formigine
Buongiorno a
tutti. Chi mi ha preceduto ha già delineato con molta attenzione
e anche con molta precisione i contenuti, i percorsi che questo
piano per la salute dovrà svolgere nella nostra regione e
nella nostra provincia in particolare e questo mi permette di soffermarmi,
brevemente, con un intervento molto rapido, su un aspetto solo,
che è quello che io ritengo fondamentale, interrogandomi
proprio sul tema in occasione di questa giornata.
Per questo
riprendo soltanto la definizione contenuta nelle linee guida regionali,
la definizione, tra virgolette, è proprio questa: il patto
per la salute costituisce il patto locale di solidarietà
per la salute, per la salute dei cittadini e, subito dopo, nelle
linee guida regionali, il compito di coordinare questo piano, di
coordinare questo patto viene attribuito agli enti locali. E qui
nasce il mio interrogativo, quale sarà il vero ruolo che
riusciremo a giocare, che riusciremo a svolgere? E già
stato ricordato anche negli interventi del sig. Chiesi e della signora
Piccinini; cosa riusciremo, come riusciremo veramente a incidere
nella determinazione di questo piano? Io credo che sia di fondamentale
importanza interrogarsi su questo perché altrimenti si rischia
di fare una discussione che rimane sulla superficie e non entra
nella profondità. Io non ho le risposte, oggi, ho soltanto
una serie di interrogativi che cercherò di svolgere insieme
a voi.
Ho provato a
calare questa necessità, questo compito allinterno
del mio Comune; che ruolo riuscirà a svolgere il Comune di
Formigine in questa discussione? Il quarto Comune della provincia
come popolazione, ormai 30.000 abitanti, un Comune che, nonostante
questo, non è rappresentato allinterno dellesecutivo
della consulta provinciale. Che ruolo riusciranno a svolgere tanti
altri Comuni, anche più piccoli di quello che io rappresento?
Se dovessimo trarre una conclusione dalla presenza degli amministratori
oggi, temo che la conclusione dovrebbe essere, purtroppo, negativa,
ma non voglio fermarmi a questo. Io mi chiedo, come riusciremo,
senza avere nessuna specifica tecnica al nostro interno, allinterno
delle nostre strutture, a svolgere un ruolo veramente positivo e
propositivo, questo ruolo di coordinamento che ci è assegnato.
Allora, qui nasce veramente il discorso del rapporto con le strutture
tecniche sanitarie che hanno queste competenze. Chi ha parlato prima
di me ha potuto veramente esprimere con molta precisione, anche
con molta efficacia, la complessità di questo tema, la complessità
dei temi sanitari in una società evoluta come la nostra.
Abbiamo bisogno di queste competenze tecniche, abbiamo però
bisogno che queste competenze tecniche vengano veramente messe a
disposizione degli amministratori locali e di tutti gli altri soggetti
interessati al piano per salute perché non rimangano il patrimonio
di pochi ma divengano comprensibili nellottica che abbiamo
detto è quella di arrivare ..., ha detto prima il Dott. Fattori,
se vogliamo veramente avere il risultato positivo, dobbiamo arrivare
alladesione del singolo cittadino; e per far questo bisogna
certamente superare il sensazionalismo dei titoli del giornale,
di quello che si riesce a captare alla televisione, al telegiornale,
bisogna riuscire a portare i singoli cittadini ad entrare nel merito,
non certo di tutto, ma delle scelte fondamentali che staranno alla
base del piano per la salute, sì, perché, se non avremo
fatto questo non possiamo aspettarci poi nessuna forma di adesione.
Riuscire a far
questo o rimanere alla superficie dei problemi sta a noi, io credo,
sta anche alla volontà che oggi esprimiamo e mi pare importante,
sta anche nel far tesoro di alcune esperienze forse, almeno dal
mio punto di vista, sicuramente non positive come quelle svolte
negli anni passati; un riferimento molto semplice, la discussione
sul PAL 97-2000 certamente non ha avuto questi connotati,
non è riuscita a portare alla popolazione provinciale la
discussione, io credo, in modo aperto e consono alla necessità
ed anche allimportanza del problema. Se dovessimo ripetere
unesperienza di questo genere sugli stessi binari, certamente
avremmo in qualche modo limitato fortemente la nostra capacità
di intervento.
Per tutto
questo e per tutti questi motivi io credo che ci sia un luogo privilegiato
per poi poter andare avanti in questa discussione, il luogo privilegiato
è stato detto anche prima, e mi fa piacere che concordiamo
su questo punto è quello dei distretti, perché ci
sono delle specificità locali da mettere a fuoco, ci sono
delle esigenze particolari che devono essere garantite, che devono
essere tenute in considerazione, ma cè soprattutto,
io credo, un livello di discussione, dincontro che più
a livello di distretto riesce a entrare nel merito dei problemi,
riesce ad entrare nella specificità. Questo, ripeto, nellottica
di coinvolgere tutti i comuni, tutti i 47 comuni della provincia,
nellottica di coinvolgere tutti i cittadini della nostra provincia,
sia delle aree centrali, sia delle aree più periferiche a
un piano per la salute che, in qualche modo, devono anche sentire
loro. Vi ringrazio.
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