Che cos'è
la salute?. pensando a questa domanda certamente a ognuno di
noi verrà in mente una definizione per la parola "salute".
Le nostre risposte sono condizionate dalla nostra cultura, dall'educazione
che abbiamo ricevuto, dalle nostre convinzioni personali, dall'attività
lavorativa che svolgiamo e dal contesto sociale in cui viviamo.
E' ovvio quindi che possiamo trovare diverse definizioni di salute,
ma probabilmente la maggior parte di noi direbbe che la salute è
uno stato di assenza di malattia e che, quindi, essere sano (cioè
essere "in salute") vuol dire non avere malattie. Questo
in parte è vero, perché di certo chi soffre per una
malattia non è in salute! Ma possiamo dire che una persona
che non ha una casa o un lavoro, o che è seriamente preoccupata
per il proprio futuro, o che affronta una situazione familiare stressante
viva veramente in salute solo perché non è malata?
Certamente no! Il concetto di salute, infatti, è molto più
ampio e abbraccia diversi aspetti della nostra vita.
La definizione
data dall'Organizzazione Mondiale della Sanità può
aiutarci a capire meglio: secondo l'O.M.S. la salute è
"uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale
e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità".
Questa definizione risale al 1948 ma ha incontrato molte difficoltà
a diffondersi o meglio a tradursi in politiche di salute che coprano
il suo intero significato. Fino ad oggi, infatti, la maggior parte
degli interventi per migliorare la salute si è concentrata
principalmente sul benessere fisico, senza tenere conto che per
ottenere un buon livello di salute non basta combattere le malattie
attraverso le cure e l'assistenza sanitaria. Servono invece anche
altri "requisiti" fondamentali fra cui la pace, il cibo, l'istruzione,
il reddito, un'adeguata abitazione in cui vivere, un ecosistema
stabile, un uso sostenibile delle risorse, la giustizia e l'equità
sociale. La nostra salute dipende, infatti, da diversi fattori che,
in modo diretto o indiretto, possono proteggerci dalle malattie
o al contrario causarle. Bisogna tenere presente poi che questi
fattori non agiscono singolarmente, ma si intrecciano tra di loro,
rendendo così il quadro ancora più complicato.
Pensiamo ad
esempio a malattie come quelle del sistema circolatorio e ai tumori:
esse sono definite malattie multifattoriali, vale a dire che non
derivano da una singola causa ma da un insieme complesso di elementi
tra cui gli stili di vita e le condizioni ambientali e socioeconomiche.
E' chiaro, quindi, che la tutela della salute richiede il contributo
non solo del settore sanitario, ma anche di tutti i sistemi, le
organizzazioni e le strutture che con il loro agire influenzano
il benessere dell'individuo e della comunità.
La salute è
un diritto umano fondamentale e rappresenta una risorsa per la vita
quotidiana che va difesa e sostenuta. Per arrivare a uno stato di
completo benessere una persona (o un gruppo) deve essere capace
di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare
i propri bisogni e di modificare positivamente l'ambiente circostante
o di farvi fronte; deve intraprendere, cioè, un processo di promozione
della salute che la metta in grado di aumentare il controllo
sulla propria salute e di migliorarla. Questi principi sono stati
enunciati nella Carta di Ottawa
(1986) dove si auspica che i cittadini assumano un ruolo attivo
nella promozione della propria salute evitando di delegarne la tutela
al sistema sanitario in modo passivo.