E' possibile
scaricare tutto il profilo in formato Acrobat PDF in una unica soluzione
o per singole parti. Per scaricare i file desiderati cliccare sul
titolo evidenziato in azzurro. Vi ricordiamo inoltre che per leggere
i file PDF occorre che sia installato sul vostro computer Acrobat
Reader 4.0 o superiore
Il Piano Sanitario Regionale 1999-2001 ha come obiettivo principale
la promozione della salute perseguita attraverso il "Patto
locale di solidarietà" tra Aziende Sanitarie, Enti Locali,
Università, imprenditori, sindacati, terzo settore.
Il percorso del Piano per la Salute prevede preliminarmente l'analisi
dei bisogni e successivamente la definizione degli obiettivi di
salute. A tal fine sono state raccolte le informazioni necessarie
per l'individuazione delle priorità locali mediante un "Profilo
di salute" della provincia di Modena caratterizzato da:
- un quadro epidemiologico di dimensione provinciale, con alcuni
riferimenti distrettuali;
- l'analisi dei determinanti della salute (condizioni socio-economiche,
stato dell'ambiente, contesto sanitario e stili di vita);
- l'analisi dei bisogni espressi dai cittadini.
Il profilo inizia con un'introduzione metodologica della Dr.ssa
Eva Buiatti e si conclude le valutazioni del Prof. Alessandro Liberati.
Dopo una breve sintesi, sono presentate schede tecniche di approfondimento,
raggruppate in alcuni capitoli. Il primo capitolo, accanto ad un'analisi
del contesto (territoriale, demografico, socio-economico e sanitario)
della provincia di Modena, analizza i principali stili di vita condizionanti
lo stato di salute sia in positivo che in negativo. Il secondo capitolo
descrive le principali patologie della provincia di Modena attraverso
l'analisi delle cause di morte e di ospedalizzazione, con particolare
attenzione a certi gruppi di popolazione; il capitolo contiene anche
una breve sintesi sullo stato di salute percepita dai cittadini.
In appendice vengono riportate sinteticamente le altre iniziative
di tutela e promozione della salute esistenti in Provincia di Modena
secondo la strategia Health for All dell'OMS ed i flussi informativi
che hanno permesso la realizzazione di questo profilo di salute.
Le schede tematiche prevedono molte tabelle e grafici ed un breve
testo descrittivo per facilitarne la lettura. Il profilo di salute,
per sua natura e precisa scelta progettuale, è in continua
evoluzione sia per l'aggiornamento dei dati che per seguire l'evoluzione
ed il miglioramento delle conoscenze, inoltre verranno aggiunte
nelle future edizioni quelle schede che non è stato possibile
completare per questa prima edizione.
Si ringraziano tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione
del lavoro con la speranza di avere fornito informazioni utili per
orientare le politiche per la salute in provincia di Modena.
* Coordinatore
della Commissione Tecnica Piano per la Salute
Prefazione
La
lunga strada dai dati alle decisioni
Eva
Buiatti, epidemiologo*
Gli ultimi anni
hanno segnato un progresso straordinario nella disponibilità
ed accessibilità di dati: sui servizi sanitari, sull'uso
di prestazioni, sui bisogni sanitari della popolazione, persino
sulla percezione che i cittadini hanno del sistema sanitario e del
lavoro dei professionisti. Interi settori di conoscenza fino a poco
tempo fa improbabili si stanno sviluppando a seguito della informatizzazione
e sempre maggiore complessità dei dati correnti e della possibilità
di trasmetterli e fruirli in rete. Si apre quindi la possibilità
(finalmente!) di utilizzare sistematicamente notizie certe e dati
quantitativi per decidere le strategie di sviluppo e di organizzazione
dei servizi e del territorio secondo principi razionali, trasparenti,
condivisibili. Ma ecco che proprio qui iniziano i problemi: quali
dati, come organizzati ed espressi, rivolti a chi? Si tratta di
tematiche centrali, non solo a livello nazionale ma anche internazionale,
che richiedono una non semplice elaborazione metodologica. I principali
punti in discussione sono:
· Individuare
correttamente gli interlocutori, tenuto conto che, come hanno dimostrato
almeno 100 anni di ricerche epidemiologiche, la quantità
di salute della popolazione non dipende certo solo dalla organizzazione
dei servizi sanitari.
· rendere coerente la massa enorme di informazioni potenzialmente
disponibili, con la necessità di arrivare al "centro"
delle questioni.
· rendere coerente la complessità dei metodi di analisi
con la necessità di raggiungere per ogni punto una sintesi.
· trasmettere correttamente l'incertezza insita nei dati
epidemiologici, senza con questo paralizzare l'interpretazione dei
risultati.
· "parlare" in modo comprensibile a soggetti caratterizzati
da una estrema variabilità di retroterra culturale, mantenendo
tutto il rigore necessario ai dati scientifici.
· esprimere i dati in modo "attraente", nel senso
letterale del termine.
Se in passato si poteva pensare che per incorporare i dati e le
conoscenze nei processi decisionali bastasse averle, oggi sappiamo
che non è così, ma al contrario proprio la ricchezza
di conoscenze apre un lungo percorso di ricerca e lavoro per costruire
il "ponte", che è materiale (gli strumenti), ma
soprattutto culturale (i contenuti e le loro modalità di
comunicazione), fra il mondo dei produttori di dati e quello dei
decisori.
E' in questo campo di ricerca che si inseriscono le esperienze,
sempre più numerose e più sofisticate, di costruzione
di "Profili di salute" delle diverse popolazioni. I progressi
della elaborazione rispetto ai punti sopra elencati sono testimoniati
dalla sempre maggiore adeguatezza di questi strumenti, sia dal punto
di vista della ricchezza e complessità dei dati, che in termini,
appunto, della loro qualità comunicativa. I nuovi profili
di salute, fra i quali si colloca a pieno titolo ed in ottima posizione
questo "Profilo di Salute della popolazione della Provincia
di Modena", si presentano veramente come una generazione più
matura ed avanzata rispetto ai prodotti tradizionali. Essi testimoniano
appieno l'accresciuta competenza ed il percorso già fatto
dai produttori di dati sulla strada che conduce verso l'uso dei
dati per le decisioni.
* Agenzia
Regionale di Sanità della Toscana
Sintesi
Come
stiamo in provincia di Modena
"Non c'è
male, grazie" verrebbe da dire.
Le statistiche
offrono ormai molti dati sullo stato di salute della popolazione
in provincia di Modena a coloro che se ne occupano per professione,
ma è possibile tentare una sintesi fra sensazioni soggettive e disponibilità
di servizi, esposizioni a fattori di rischio e frequenza di malattie
che permetta di orientarsi fra numeri, tabelle e grafici, anche
a chi ha poco tempo e non molte competenze specifiche.
Ciò che chiamiamo
"salute" è un complesso di fattori che comprende sia l'assenza di
malattie che l'adattamento soggettivo all'ambiente sociale in cui
ci veniamo a trovare. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
definisce la salute in senso positivo come una condizione di completo
benessere fisico, psichico e sociale e non solo come assenza di
malattia. La salute comprende quindi aspetti che hanno a che fare
con: gli stili di vita, l'ambiente, la popolazione, le famiglie,
l'economia ed il lavoro, l'istruzione, l'informazione e anche la
disponibilità di occasioni di divertimento oltre che le principali
malattie e cause di morte, i servizi sanitari (ospedali, case di
cura, ambulatori, servizi territoriali) che cercano di contrastarle
curandole. La salute ha dunque a che fare con una serie di determinanti
che, in maniera diretta o indiretta, possono proteggere dalle malattie
o, al contrario, causarle. A complicare il quadro si aggiunge una
complessa interazione dinamica tra tutti questi aspetti: fattori
di rischio, condizioni sociali, patologie e disponibilità di mezzi
per curarle non agiscono singolarmente, ma si intrecciano tra loro.
Per definire lo stato di salute quindi non si può prescindere da
un'analisi il più possibile completa dei vari determinanti che formano
quel contesto generale in cui tutti noi siamo inseriti e che con
le nostre azioni noi stessi contribuiamo a definire e modificare.
Ecco perché il Profilo di salute della provincia di Modena
si apre con una breve panoramica dei contesti:
Territoriale:
fornisce un breve sintesi delle caratteristiche morfo-geografiche
della nostra provincia. Conoscere dove viviamo è fondamentale
per l'influenza che esercita sul nostro modo di vivere. Ad esempio,
abitare in montagna o in pianura piuttosto che in una città comporta
un diverso modo di spostarsi, un clima meteorologico differente
e probabilmente un diverso rapporto con gli altri.
Demografico:
fornisce indicazioni sulla composizione e sulla struttura della
nostra popolazione. La nostra popolazione sta progressivamente
invecchiando ed è caratterizzata da flussi migratori, attualmente
di prevalente provenienza extracomunitaria. Le famiglie stanno
diventando sempre più piccole ed è in aumento il numero di quelle
costituite da una sola persona. Questi aspetti comportano una
modificazione dei bisogni socio-sanitari della popolazione. Ad
esempio, l'invecchiamento della popolazione fa sì che nella nostra
realtà le malattie cardio-circolatorie, neoplastiche, degli apparati
respiratorio e osteomuscolare siano in aumento, a discapito delle
malattie esantematiche tipiche delle età infantili. Allo stesso
modo, l'immigrazione straniera, oltre ad aspetti positivi (forza
lavoro, arricchimenti culturali, ecc.), richiede di porre l'attenzione
su alcuni problemi (povertà, accessibilità ai servizi, abitudini
e stili di vita diversi, ecc.), soprattutto in chi presenta difficoltà
di integrazione.
Culturale:
il livello di istruzione e il grado di fruizione dei mezzi di
comunicazione di massa esercitano una grossa influenza sullo stato
di salute. Essi, ad esempio, condizionano da un lato la sensibilità
verso stili di vita sani e verso comportamenti sanitari appropriati
(tempestivo ed appropriato ricorso ai servizi sanitari, ecc.),
dall'altro costituiscono essi stessi uno degli aspetti costitutivi
del concetto di salute.
Economico:
rilevante, ma complesso, il rapporto tra sviluppo economico e
salute. Da un lato il benessere economico ed il lavoro sono importanti
determinanti di salute. Molti studi hanno evidenziato che le fasce
sociali più svantaggiate (poveri, disoccupati, meno istruiti.)
si ammalano e muoiono di più. Questo contraddice il sentire comune
di alcuni cittadini che pensano che negli ultimi decenni le disuguaglianze
di salute siano andate riducendosi; recenti ricerche dimostrano
il contrario soprattutto in conseguenza del maggior guadagno di
salute che si è avuto da parte delle fasce sociali più alte e
più istruite. Dall'altro lato lo sviluppo economico non equilibrato
può avere ripercussioni negative sulla salute (inquinamento, stress
lavorativo, ecc.). Ne consegue che lo sviluppo economico dovrebbe
rispondere ai criteri della "sostenibilità".
Ambientale:
fondamentale e complesso è anche il ruolo dell'ambiente; dal momento
che tutte le attività umane interagiscono con l'ambiente, spesso
modificandolo, ciò inevitabilmente ha influenze positive o negative
su tutti gli organismi viventi, uomo compreso. Molte attività
umane tendono a compromettere la qualità dell'aria che noi stessi
poi respiriamo, contribuendo così all'insorgenza di alcune patologie,
come quelle respiratorie. Analoghe considerazioni possono essere
fatte per le acque superficiali e profonde. Le prime, oltre ad
avere risvolti dal punto di vista ecologico (vivibilità per l'uomo
e per le varie specie animali e vegetali), sono in equilibrio
ed influenzano la qualità delle acque profonde, che costituiscono
la principale fonte di approvvigionamento idrico potabile. Entrambe
risentono fortemente dei vari carichi inquinanti provenienti dalle
diverse attività umane civili e produttive, nonché dagli allevamenti
di animali. Anche questi esempi, così come la tematica della gestione
dei rifiuti e degli agenti fisici (rumori, campi elettromagnetici,
ecc.), richiamano il concetto della sostenibilità dello sviluppo
delle attività umane.
Sanitario:
comprende l'analisi sia dell'offerta dei servizi sanitari sia
dei consumi delle prestazioni sanitarie ospedaliere e di farmaci.
Anche l'assistenza sanitaria infatti esercita una forte influenza
sullo stato di salute. Da un lato, la disponibilità di servizi
sanitari di elevata qualità (per la prevenzione, la diagnosi e
la terapia) è indispensabile per fornire una risposta adeguata
ai problemi di salute. D'altro lato, un uso inappropriato dei
servizi sanitari produce malattia piuttosto che salute. Ad esempio,
l'uso di farmaci non necessari può produrre effetti collaterali
anche rilevanti; troppi esami diagnostici, così come ricoveri
ospedalieri non necessari, prolungano il tempo occorrente per
giungere ad una corretta diagnosi ed espongono il cittadino al
rischio di potenziali errori diagnostici, generando ansia, preoccupazione
e falsi allarmi. Pertanto la ricerca dell'appropriatezza in sanità
contribuisce da un lato ad aumentare l'efficacia, dall'altro ad
eliminare sprechi economici. Evitare esami o trattamenti non necessari
è utile non solo per il singolo cittadino che non corre i cosiddetti
rischi "iatrogeni" (effetti negativi degli stessi) ma anche per
la collettività: se le risorse sono limitate, lo spreco di alcuni
significa non disponibilità per altri.
Oltre a questi
contesti generali, la salute è fortemente influenzata dai comportamenti
individuali. Uno stato di salute non può quindi prescindere dall'analisi
degli stili di vita che, quando non corretti (alimentazione ricca
di grassi animali o di zuccheri, povera di frutta e verdura o comunque
eccessiva; fumo e alcol; sedentarietà), sono causa o concausa di
numerose malattie. Viceversa stili di vita sani (seguire una dieta
equilibrata in termini quantitativi e qualitativi, praticare attività
fisica costante, non fumare, moderare il consumo di alcolici, ecc...),
avere interessi culturali, relazionarsi positivamente con il prossimo
(famiglia, amici, colleghi, ecc..) favoriscono il mantenimento di
un buono stato di salute evitando l'insorgenza di malattie e permettono
di affrontare in modo positivo eventuali patologie facilitandone
la guarigione.
Tutte le variabili
di contesto e gli stili di vita sono in un equilibrio dinamico e
cambiano nel corso degli anni; inoltre essi hanno effetti non solo
immediati (traffico/incidenti stradali), ma anche a lungo termine
(fumo/tumore del polmone). I profili di salute vivono questo dualismo:
da un lato fotografano il contesto ed i determinanti attuali, che
spesso influenzano le patologie che misureremo tra qualche decennio,
dall'altro lato registrano le malattie esito di comportamenti e
contesti del passato. Quindi, occorrono alcune avvertenze:
è necessario
valutare i fenomeni patologici mediante tendenze temporali (trend),
sapendo che però essi sono spesso la conseguenza di determinanti
che hanno agito nel passato;
occorre prudenza
nell'effettuare confronti geografici tra realtà diverse, perché
determinate da contesti diversi (economici, sociali, culturali,
ambientali, sanitari o da diversi stili di vita);
bisogna rapportare,
quando possibile, i fenomeni patologici ai loro determinanti (es.
il numero di infortuni lavorativi in un territorio al numero di
addetti ed alle tipologie lavorative prevalenti). Da ciò emerge
la necessità dell'utilizzo di tassi (rapporto tra evento e popolazione
che lo genera) e delle tecniche della standardizzazione, che permettono
di distinguere gli effetti dovuti ai determinati naturali (come
l'invecchiamento) da quelli dovuti ai fattori di rischio;
occorre molta
prudenza nel leggere le varie "classifiche" provinciali per i
motivi che sono stati sopra ricordati;
il profilo
di salute della provincia di Modena esamina la realtà provinciale
nel suo complesso e non necessariamente fotografa le peculiarità
di tutti gli ambiti territoriali della provincia. D'altronde non
sempre è possibile fare analisi su piccoli ambiti geografici per
la mancanza di dati o perché su piccoli numeri, come spesso si
verifica per molte patologie in ambiti subprovinciali, l'effetto
della variabilità dovuta al caso è molto alto ed altera i fenomeni
che si vorrebbero osservare, impedendo di raggiungere significatività
statistiche.
Ma allora come
stanno i residenti in provincia di Modena? Non male, verrebbe proprio
da dire, dati alla mano. Eppure, chiedendolo direttamente a loro,
ci accorgiamo che i cittadini non ritengono di stare così bene e
riferiscono di soffrire di diverse malattie; anche queste informazioni
però vanno interpretate con prudenza: come il cittadino sente di
stare dipende dalle variabili di contesto che, essendo differenti
da una realtà all'altra, rendono difficili i confronti tra le diverse
province.
Da queste considerazioni,
nel Profilo di salute della provincia di Modena non può mancare
l'analisi dello stato di salute "oggettivo" e "soggettivo" dei cittadini:
è lo stato
di salute oggettivo, cioè quello che si ricava dai dati epidemiologici
e che rappresenta la "parola del professionista", analizza diversi
indicatori:
> Speranza
di vita: è una delle più elevate del Paese; i modenesi alla
nascita hanno un'attesa di vita di oltre 77 anni per gli uomini
e di oltre 83 per le donne.
> Principali
patologie e cause di morte. Quali sono le malattie più frequenti
e di che cosa muoiono i cittadini nella provincia di Modena?
Se il Profilo vuole essere una fotografia dello stato
di salute, l'analisi delle principali malattie (morbosità) e
cause di morte (mortalità) ne costituisce il negativo. Malattie
cardiovascolari (che nel 1999 rappresentavano il 41% dei decessi),
tumori (29%), patologie dell'apparato respiratorio (7%) e di
quello digerente (4%) sono le principali cause di morte nella
nostra provincia; tuttavia nelle fasce d'età inferiori ai 40
anni, diventano più frequenti le morti per incidenti stradali,
tumori e overdose (rispettivamente con il 32%, l'11% e il 7%
nel 1999). Per molte patologie non è possibile avere un dato
preciso di morbosità (per averli servirebbero o registri di
patologia o sistemi di notifica obbligatoria); pertanto ci si
deve accontentare, al momento, di stime desunte dall'analisi
dei ricoveri ospedalieri. Questo ovviamente induce una distorsione
in quanto in questo contesto vengono analizzate solo le malattie
che comportano un ricovero ospedaliero. Anche lo studio delle
dimissioni ospedaliere (circa 128.700 nel 1999) conferma che
sono ai primi posti per frequenza le patologie cardiovascolari
(14% del totale nel 1999), i tumori (11,3%), le malattie muscolo-scheletriche
(12%), degli apparati digerente (6,6%) e respiratorio (5,8%)
nonché del sistema nervoso (6,1%). Il progressivo invecchiamento
della nostra popolazione spiega in parte l'aumento di queste
malattie cronico-degenerative (malattie cardiocircolatorie,
tumori, malattie croniche dagli apparati respiratorio e digerente)
e ne influenza la dinamica. Lo stato di salute di una popolazione
non può essere definito solo in base ai dati di morbosità e
mortalità, ma deve prendere in considerazione anche il carico
sociale che le diverse malattie invalidanti o mortali hanno
sulla popolazione (ad esempio le morti da incidenti stradali
sono quelle che provocano il maggior numero di anni di vita
perduta, le non autosufficienze e le invalidità acquisite e
congenite comportano un elevato carico assistenziale socio-sanitario).
è lo stato
di salute soggettivo, ottenuto attraverso le indagini Multiscopo
ISTAT, rappresenta un sondaggio sulla "parola del cittadino".
Circa il 70% delle persone residenti nella provincia di Modena
esprime una valutazione buona o molto buona del proprio stato
di salute. Non disponendo attualmente di dati provinciali relativi
alle patologie di cui i modenesi dichiarano di soffrire con maggiore
frequenza, dobbiamo riferirci all'intera Emilia-Romagna. I cittadini
della regione riferiscono di essere affetti più frequentemente
dalle seguenti malattie: ipertensione arteriosa, infarto, angina
pectoris e altre malattie cardiache, bronchite, asma, malattie
allergiche, tumori, ulcera, calcolosi del fegato, artrosi, osteoporosi
e disturbi nervosi.
Infine, alcuni
gruppi di popolazione, per le loro peculiari caratteristiche di
vulnerabilità, richiedono un'analisi più approfondita del loro stato
di salute: si tratta di anziani, bambini e donne.
Per gli
anziani è particolarmente importante il tema della non autosufficienza
e delle malattie cronico-degenerative, molte delle quali sono
invalidanti.
Per i bambini,
è importante approfondire alcune tematiche specifiche (malformazioni
congenite, disabilità, abuso, ecc.), nonché la mortalità infantile
che in provincia di Modena appare storicamente un po' più elevata
della media regionale.
Le donne
hanno fasi e momenti importanti della loro vita in cui sono particolarmente
vulnerabili (gravidanza, allattamento, menopausa, aborto spontaneo
e interruzioni volontarie di gravidanza, neoplasie ed altre patologie
dell'apparato riproduttivo); inoltre, come abbiamo visto, le donne
hanno una spettanza di vita alla nascita maggiore degli uomini
e pertanto sono soggette ad una maggiore frequenza di disabilità.
Dal quadro
così delineato emerge la complessità insita nel tentativo di fotografare
lo stato di salute e del perché è così difficile rispondere alla
domanda iniziale: "come stanno i modenesi?"
Le successive del profilo di salute descrivono brevemente i vari
fattori coinvolti in quanto non è possibile dare risposta a questa
domanda con un quadro sintetico, perché come abbiamo visto, le dinamiche
tra i vari determinanti coinvolti sono molteplici e complesse.
Conclusioni
I
"profili di salute": strumento di conoscenza e di dialogo
Prof. Alessandro Liberati*
Il quadro socio-sanitario
della Provincia di Modena che emerge da questo "profilo di
salute" è nel complesso positivo, soprattutto se confrontato
con quello di altre province italiane. La nostra area è caratterizzata
da un'aspettativa di vita superiore alla media nazionale, dalla
possibilità di svolgere un'ampia gamma di attività
ricreative e culturali, da una forte propensione all'impegno sociale
e al volontariato, da un elevato tasso di occupazione e da un reddito
medio pro-capite tra i più alti del Paese.
Un quadro tutto
"rose e fiori"? Naturalmente no. La provincia di Modena
e' ai primi posti in Italia per numero di incidenti stradali, di
cui e' ben noto il costo sociale (costituiscono la prima causa di
morte sotto i 40 anni). La notevole produttività nella nostra
area si accompagna purtroppo a un elevato tasso di incidenti sul
lavoro, tra i più alti del Paese. Sempre in tema di lavoro,
la forte immigrazione pone il problema della corretta integrazione
dei lavoratori stranieri, sempre più importanti per la nostra
economia. Infine, e' importante sottolineare come la provincia di
Modena abbia valori di mortalità potenzialmente evitabile
con interventi di prevenzione primaria che sono superiori alla media
nazionale. Questo dato e' in realtà in larga parte dovuto
al problema degli incidenti stradali ma non bisogna sottovalutare
l'importanza di abitudini e stili di vita legati all'alimentazione
e al consumo di tabacco ed alcool. Quelle aree cioè che più
di tutte richiederebbero interventi di tipo coordinato ed intersettoriale.
Qual è
lo scopo di questo "profilo di salute"? Anzitutto quello
di permettere la condivisione di tutte queste informazioni con i
cittadini, utilizzando un linguaggio comprensibile e dati oggettivi.
Una corretta informazione e' uno dei capisaldi del "patto di
solidarietà per la salute" promosso dai piani sanitari
nazionale e regionale, che sottolineano l'importanza della maturazione
di una coscienza civile e della assunzione da parte di tutti i cittadini
di una responsabilità personale diretta e consapevole nei
confronti del proprio benessere fisico, psichico e sociale. La disseminazione
regolare di informazioni sanitarie attraverso strumenti come i "profili
di salute" mette i singoli cittadini - oltre che i loro rappresentanti
- in grado di conoscere i vari problemi e capire quali azioni e
quali scelte possono essere effettuate - a livello individuale e
collettivo - per migliorare il proprio stato di salute.
Questo "Profilo
di salute" evidenzia possibili aree di intervento, fornendo
informazioni utili a chi assume decisioni che - direttamente o indirettamente
- possono influire sullo stato di salute della popolazione della
provincia. La salute deriva da una complessa interazione di fattori
socio-ambientali e genetici oltre che dall'organizzazione dei servizi
sanitari. Considerando tale ventaglio di influenze, il miglioramento
della salute non passa semplicemente attraverso il miglioramento
dell'assistenza sanitaria, ma richiede una forte partnership tra
settore sanitario ed altri settori della società come la
politica e l'amministrazione locale, l'educazione, il mondo della
produzione e le varie organizzazioni sociali. Questa integrazione
di competenze - con il coordinamento del governo locale - potrebbe
avere un forte impulso dalla realizzazione dei "Piani per la
Salute", attraverso la definizione di interventi specifici
sulla popolazione. I "Profili di Salute" sono quindi uno
strumento di comunicazione importante in quanto forniscono un quadro
di insieme della situazione socio-sanitaria, facilitano la comunicazione
tra i vari soggetti coinvolti nella promozione della salute e, specificamente,
indicano quali interventi possono essere effettuati per migliorare
il benessere della popolazione, nel senso più ampio del termine.
* Università
degli studi di Modena e Reggio Emilia Cattedra di statistica Medica
e Biometria - Direttore scientifico Ce.V.E.A.S
Gruppo
di lavoro
Il Profilo
di salute della provincia di Modena è stato realizzato dal gruppo
di lavoro "Profilo di salute" costituito nel gennaio 2001 e coordinato
da Giuliano Carrozzi.
Per eventuali ulteriori informazioni, suggerimenti o richieste di
copie, e-mail: g.carrozzi@ausl.mo.it.
Hanno collaborato a vario titolo:
Paola Artoni - Scuola di Specializzazione in Igiene - Università
di Modena e Reggio Emilia Federico Barbani - Servizio Committenza Azienda USL Modena Lara Bolognesi - Sistema
Comunicazione e Marketing Azienda USL Modena Vittorio Boraldi - ARPA - Sezione provinciale di Modena Vanni Borghi - Clinica Malattie Infettive Azienda Ospedaliera
Policlinico di Modena Silvana Borsari - Dipartimento O.G. Salute Donna Azienda
USL Modena Massimo Brunetti - CeVEAS Gian Piero Buonaugurelli - CSA Azienda USL Modena Roberto Buzzetti - CeVEAS Giovanni Bursi - Amministrazione Comunale di Modena Roberto Cagarelli - Dipartimento Sanità Pubblica Azienda
USL Modena Nicola Caranci - Dipartimento Sanità Pubblica Azienda USL
Modena Giuliano Carrozzi - Sistema Comunicazione e Marketing Azienda
USL Modena Susanna Casari - Coordinatore Distretti Sanitari - Direzione
Sanitaria Azienda USL Modena Paola Cavazzuti - Sistema Comunicazione e Marketing Azienda
USL Modena Gianfranco De Girolamo - Dipartimento Sanità Pubblica Azienda
USL Modena Giuseppe Fattori - Sistema Comunicazione e Marketing Azienda
USL Modena Maria Cristina Florini - Sistema Comunicazione e Marketing
Azienda USL Modena Stefano Galavotti - Dipartimento Sanità Pubblica Azienda
USL Modena Rinaldo Ghersi - Dipartimento Sanità Pubblica Azienda USL
Modena Carlo Alberto Goldoni - Dipartimento Sanità Pubblica Azienda
USL Modena Paolo Lauriola - ARPA - Sezione di Epidemiologia Ambientale Alessandro Liberati - Cattedra di Statistica e Biometria
Università di Modena e Reggio Emilia - Direttore Scientifico CeVEAS Loredana Luisi - Sistema Comunicazione e Marketing Azienda
USL Modena Giorgio Mazzi - Direttore Presidio Ospedaliero Azienda USL
Modena Antonella Messori - Direttore Servizio Committenza Azienda
USL Modena Natalino Michelini - Direttore Stabilimento Ospedaliero S.Agostino-Estense
Azienda USL Modena Gianni Morandi - Servizio Dipendenze Patologiche Azienda
USL Modena Maria Pia Ricchieri - Direzione Sanitaria Azienda USL Modena Anne Marie Pietrantonio - Direttore Stabilimento Ospedale
di Carpi Azienda USL Modena Giovanni Rompianesi - Settore Ambiente Amministrazione Provinciale
Modena Giovanni Tonto - CSA Azienda USL Modena Paolo Tori - Amministrazione Comunale di Modena Federico Tosatti - Assessorato politiche sociali e delle
famiglie Amministrazione Provinciale Modena Paolo Vacondio - Sistema Comunicazione e Marketing Azienda
USL Modena Fabio Zagni - Amministrazione Comunale di Modena