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Struttura del profilo di salute

• Indice
• Presentazione (Giuseppe Fattori)
• Prefazione (Eva Buiatti)
• Sintesi: come stiamo in provincia di Modena?
• Schede tecniche di approfondimento
        • Il contesto
        • Le principali patologie
• Conclusioni (Alessandro Liberati)
• Gruppo di lavoro (Giuliano Carrozzi)
• Appendice
          • Agenda 21
          • La rete "Città Sane" - OMS
          • La rete HPH - Ospedali che promuovono la salute
          • I flussi informativi del profilo

 


Copertina del Profilo di Salute della provincia di Modena

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Indice del profilo di salute

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Tutto il Profilo   (PDF - 3.578 kb)

Copertina   (PDF - 91 kb)
Collaboratori   (PDF - 7 kb)

Indice   (PDF - 14 kb)
Presentazione   (PDF - 9 kb)
Prefazione   (PDF - 12 kb)

SINTESI
    Come stiamo in provincia di Modena   (PDF - 36 kb)

SCHEDE TECNICHE DI APPROFONDIMENTO

A - IL CONTESTO

  A1. Contesto generale   (PDF - 5 kb)
    Il territorio   (PDF - 114 kb)
    La popolazione   (PDF - 30 kb)
    Le famiglie   (PDF - 68 kb)
    L'immigrazione   (PDF - 43 kb)
    L'economia   (PDF - 124 kb)
    Il lavoro   (PDF - 111 kb)
    Le diseguaglianze nella salute   (PDF - 53 kb)
    L'istruzione   (PDF - 112 kb)
    I mezzi di informazione   (PDF - 65 kb)
    Gli spettacoli   (PDF - 57 kb)
    Il volontariato   (PDF - 64 kb)
  A2. Il contesto sanitario
    La rete ospedaliera provinciale   (PDF - 93 kb)
    L'utilizzo dell'ospedale   (PDF - 44 kb)
    L'uso dei farmaci   (PDF - 45 kb)
  A3. Il contesto ambientale
    L'aria   (PDF - 16 kb)
    Le acque superficiali   (PDF - 94 kb)
    Le acque sotterranee   (PDF - 372 kb)
    I rifiuti   (PDF - 74 kb)
    Le radiazioni ionizzanti   (PDF - 47 kb)
    I campi elettromagnetici   (PDF - 122 kb)
    Il rumore   (PDF - 175 kb) Nuovo Ottobre 2001
  A4. Gli stili di vita
    L'alimentazione   (PDF - 24 kb) Aggiornato Maggio 2002
    L'attività fisica   (PDF - 35 kb) Aggiornato Maggio 2002
    Il fumo di tabacco   (PDF - 35 kb) Aggiornato Maggio 2002
    Il consumo di alcolici   (PDF - 35 kb) Aggiornato Maggio 2002
  A5. Per saperne di più   (PDF - 16 kb) Aggiornato Maggio 2002

B - LE PRINCIPALI PATOLOGIE
  B1. Inquadramento generale   (PDF - 5 kb)
    Le principali cause di morte   (PDF - 23 kb)
    La salute percepita   (PDF - 102 kb)
  B2. Le patologie a maggior incidenza e mortalità
    Le malattie del sistema circolatorio   (PDF - 147 kb)
    Le malattie ischemiche di cuore   (PDF - 166 kb)
    I disturbi circolatorio dell'encefalo   (PDF - 184 kb)
    I tumori   (PDF - 42 kb)
    Il tumore del polmone   (PDF - 160 kb)
    Il tumore della mammella   (PDF - 93 kb)
    Il tumore dello stomaco   (PDF - 155 kb)
    I tumori del colon e del retto   (PDF - 131 kb)

    Le malattie respiratorie   (PDF - 39 kb)
Nuovo Novembre 2003
    Le malattie infettive   (PDF - 43 kb)
    L'AIDS e l'infezione da HIV   (PDF - 46 kb) Aggiornato Luglio 2002
    Le malattie dell'apparato locomotore   (PDF - 154 kb)
    Il sovrappeso e l'obesità   (PDF - 85 kb)
    Gli incidenti stradali   (PDF - 80 kb)
    Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali   (PDF - 55 kb)
  B3. La salute in alcuni gruppi di popolazione
    La salute degli anziani   (PDF - 42 kb)
    La salute dei bambini   (PDF - 21 kb)
    La salute delle donne   (PDF - 86 kb)
    Le tossicodipendenze   (PDF - 32 kb) Nuovo Maggio 2002
  B4. Per saperne di più   (PDF - 21 kb)

CONCLUSIONI   (PDF - 14 kb)

APPENDICE 1
Le altre iniziative in provincia di Modena di tutela e promozione della salute secondo la strategia OMS-Health for All

    Agenda 21   (PDF - 67 kb)
    La rete "Città Sane" - OMS   (PDF - 112 kb)
    La rete HPH - Ospedali che promuovono la salute   (PDF - 20 kb)

APPENDICE 2
Metodologie di realizzazione del profilo

    Flussi informativi del profilo   (PDF - 48 kb)

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Presentazione

Dr Giuseppe Fattori*

Il Piano Sanitario Regionale 1999-2001 ha come obiettivo principale la promozione della salute perseguita attraverso il "Patto locale di solidarietà" tra Aziende Sanitarie, Enti Locali, Università, imprenditori, sindacati, terzo settore.
Il percorso del Piano per la Salute prevede preliminarmente l'analisi dei bisogni e successivamente la definizione degli obiettivi di salute. A tal fine sono state raccolte le informazioni necessarie per l'individuazione delle priorità locali mediante un "Profilo di salute" della provincia di Modena caratterizzato da:
- un quadro epidemiologico di dimensione provinciale, con alcuni riferimenti distrettuali;
- l'analisi dei determinanti della salute (condizioni socio-economiche, stato dell'ambiente, contesto sanitario e stili di vita);
- l'analisi dei bisogni espressi dai cittadini.
Il profilo inizia con un'introduzione metodologica della Dr.ssa Eva Buiatti e si conclude le valutazioni del Prof. Alessandro Liberati. Dopo una breve sintesi, sono presentate schede tecniche di approfondimento, raggruppate in alcuni capitoli. Il primo capitolo, accanto ad un'analisi del contesto (territoriale, demografico, socio-economico e sanitario) della provincia di Modena, analizza i principali stili di vita condizionanti lo stato di salute sia in positivo che in negativo. Il secondo capitolo descrive le principali patologie della provincia di Modena attraverso l'analisi delle cause di morte e di ospedalizzazione, con particolare attenzione a certi gruppi di popolazione; il capitolo contiene anche una breve sintesi sullo stato di salute percepita dai cittadini. In appendice vengono riportate sinteticamente le altre iniziative di tutela e promozione della salute esistenti in Provincia di Modena secondo la strategia Health for All dell'OMS ed i flussi informativi che hanno permesso la realizzazione di questo profilo di salute.
Le schede tematiche prevedono molte tabelle e grafici ed un breve testo descrittivo per facilitarne la lettura. Il profilo di salute, per sua natura e precisa scelta progettuale, è in continua evoluzione sia per l'aggiornamento dei dati che per seguire l'evoluzione ed il miglioramento delle conoscenze, inoltre verranno aggiunte nelle future edizioni quelle schede che non è stato possibile completare per questa prima edizione.
Si ringraziano tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del lavoro con la speranza di avere fornito informazioni utili per orientare le politiche per la salute in provincia di Modena.

* Coordinatore della Commissione Tecnica Piano per la Salute

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Prefazione

La lunga strada dai dati alle decisioni

Eva Buiatti, epidemiologo*

Gli ultimi anni hanno segnato un progresso straordinario nella disponibilità ed accessibilità di dati: sui servizi sanitari, sull'uso di prestazioni, sui bisogni sanitari della popolazione, persino sulla percezione che i cittadini hanno del sistema sanitario e del lavoro dei professionisti. Interi settori di conoscenza fino a poco tempo fa improbabili si stanno sviluppando a seguito della informatizzazione e sempre maggiore complessità dei dati correnti e della possibilità di trasmetterli e fruirli in rete. Si apre quindi la possibilità (finalmente!) di utilizzare sistematicamente notizie certe e dati quantitativi per decidere le strategie di sviluppo e di organizzazione dei servizi e del territorio secondo principi razionali, trasparenti, condivisibili. Ma ecco che proprio qui iniziano i problemi: quali dati, come organizzati ed espressi, rivolti a chi? Si tratta di tematiche centrali, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, che richiedono una non semplice elaborazione metodologica. I principali punti in discussione sono:

· Individuare correttamente gli interlocutori, tenuto conto che, come hanno dimostrato almeno 100 anni di ricerche epidemiologiche, la quantità di salute della popolazione non dipende certo solo dalla organizzazione dei servizi sanitari.
· rendere coerente la massa enorme di informazioni potenzialmente disponibili, con la necessità di arrivare al "centro" delle questioni.
· rendere coerente la complessità dei metodi di analisi con la necessità di raggiungere per ogni punto una sintesi.
· trasmettere correttamente l'incertezza insita nei dati epidemiologici, senza con questo paralizzare l'interpretazione dei risultati.
· "parlare" in modo comprensibile a soggetti caratterizzati da una estrema variabilità di retroterra culturale, mantenendo tutto il rigore necessario ai dati scientifici.
· esprimere i dati in modo "attraente", nel senso letterale del termine.

Se in passato si poteva pensare che per incorporare i dati e le conoscenze nei processi decisionali bastasse averle, oggi sappiamo che non è così, ma al contrario proprio la ricchezza di conoscenze apre un lungo percorso di ricerca e lavoro per costruire il "ponte", che è materiale (gli strumenti), ma soprattutto culturale (i contenuti e le loro modalità di comunicazione), fra il mondo dei produttori di dati e quello dei decisori.
E' in questo campo di ricerca che si inseriscono le esperienze, sempre più numerose e più sofisticate, di costruzione di "Profili di salute" delle diverse popolazioni. I progressi della elaborazione rispetto ai punti sopra elencati sono testimoniati dalla sempre maggiore adeguatezza di questi strumenti, sia dal punto di vista della ricchezza e complessità dei dati, che in termini, appunto, della loro qualità comunicativa. I nuovi profili di salute, fra i quali si colloca a pieno titolo ed in ottima posizione questo "Profilo di Salute della popolazione della Provincia di Modena", si presentano veramente come una generazione più matura ed avanzata rispetto ai prodotti tradizionali. Essi testimoniano appieno l'accresciuta competenza ed il percorso già fatto dai produttori di dati sulla strada che conduce verso l'uso dei dati per le decisioni.

* Agenzia Regionale di Sanità della Toscana

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Sintesi

Come stiamo in provincia di Modena

"Non c'è male, grazie" verrebbe da dire.

Le statistiche offrono ormai molti dati sullo stato di salute della popolazione in provincia di Modena a coloro che se ne occupano per professione, ma è possibile tentare una sintesi fra sensazioni soggettive e disponibilità di servizi, esposizioni a fattori di rischio e frequenza di malattie che permetta di orientarsi fra numeri, tabelle e grafici, anche a chi ha poco tempo e non molte competenze specifiche.

Ciò che chiamiamo "salute" è un complesso di fattori che comprende sia l'assenza di malattie che l'adattamento soggettivo all'ambiente sociale in cui ci veniamo a trovare. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la salute in senso positivo come una condizione di completo benessere fisico, psichico e sociale e non solo come assenza di malattia. La salute comprende quindi aspetti che hanno a che fare con: gli stili di vita, l'ambiente, la popolazione, le famiglie, l'economia ed il lavoro, l'istruzione, l'informazione e anche la disponibilità di occasioni di divertimento oltre che le principali malattie e cause di morte, i servizi sanitari (ospedali, case di cura, ambulatori, servizi territoriali) che cercano di contrastarle curandole. La salute ha dunque a che fare con una serie di determinanti che, in maniera diretta o indiretta, possono proteggere dalle malattie o, al contrario, causarle. A complicare il quadro si aggiunge una complessa interazione dinamica tra tutti questi aspetti: fattori di rischio, condizioni sociali, patologie e disponibilità di mezzi per curarle non agiscono singolarmente, ma si intrecciano tra loro. Per definire lo stato di salute quindi non si può prescindere da un'analisi il più possibile completa dei vari determinanti che formano quel contesto generale in cui tutti noi siamo inseriti e che con le nostre azioni noi stessi contribuiamo a definire e modificare. Ecco perché il Profilo di salute della provincia di Modena si apre con una breve panoramica dei contesti:

  • Territoriale: fornisce un breve sintesi delle caratteristiche morfo-geografiche della nostra provincia. Conoscere dove viviamo è fondamentale per l'influenza che esercita sul nostro modo di vivere. Ad esempio, abitare in montagna o in pianura piuttosto che in una città comporta un diverso modo di spostarsi, un clima meteorologico differente e probabilmente un diverso rapporto con gli altri.

  • Demografico: fornisce indicazioni sulla composizione e sulla struttura della nostra popolazione. La nostra popolazione sta progressivamente invecchiando ed è caratterizzata da flussi migratori, attualmente di prevalente provenienza extracomunitaria. Le famiglie stanno diventando sempre più piccole ed è in aumento il numero di quelle costituite da una sola persona. Questi aspetti comportano una modificazione dei bisogni socio-sanitari della popolazione. Ad esempio, l'invecchiamento della popolazione fa sì che nella nostra realtà le malattie cardio-circolatorie, neoplastiche, degli apparati respiratorio e osteomuscolare siano in aumento, a discapito delle malattie esantematiche tipiche delle età infantili. Allo stesso modo, l'immigrazione straniera, oltre ad aspetti positivi (forza lavoro, arricchimenti culturali, ecc.), richiede di porre l'attenzione su alcuni problemi (povertà, accessibilità ai servizi, abitudini e stili di vita diversi, ecc.), soprattutto in chi presenta difficoltà di integrazione.

  • Culturale: il livello di istruzione e il grado di fruizione dei mezzi di comunicazione di massa esercitano una grossa influenza sullo stato di salute. Essi, ad esempio, condizionano da un lato la sensibilità verso stili di vita sani e verso comportamenti sanitari appropriati (tempestivo ed appropriato ricorso ai servizi sanitari, ecc.), dall'altro costituiscono essi stessi uno degli aspetti costitutivi del concetto di salute.

  • Economico: rilevante, ma complesso, il rapporto tra sviluppo economico e salute. Da un lato il benessere economico ed il lavoro sono importanti determinanti di salute. Molti studi hanno evidenziato che le fasce sociali più svantaggiate (poveri, disoccupati, meno istruiti.) si ammalano e muoiono di più. Questo contraddice il sentire comune di alcuni cittadini che pensano che negli ultimi decenni le disuguaglianze di salute siano andate riducendosi; recenti ricerche dimostrano il contrario soprattutto in conseguenza del maggior guadagno di salute che si è avuto da parte delle fasce sociali più alte e più istruite. Dall'altro lato lo sviluppo economico non equilibrato può avere ripercussioni negative sulla salute (inquinamento, stress lavorativo, ecc.). Ne consegue che lo sviluppo economico dovrebbe rispondere ai criteri della "sostenibilità".

  • Ambientale: fondamentale e complesso è anche il ruolo dell'ambiente; dal momento che tutte le attività umane interagiscono con l'ambiente, spesso modificandolo, ciò inevitabilmente ha influenze positive o negative su tutti gli organismi viventi, uomo compreso. Molte attività umane tendono a compromettere la qualità dell'aria che noi stessi poi respiriamo, contribuendo così all'insorgenza di alcune patologie, come quelle respiratorie. Analoghe considerazioni possono essere fatte per le acque superficiali e profonde. Le prime, oltre ad avere risvolti dal punto di vista ecologico (vivibilità per l'uomo e per le varie specie animali e vegetali), sono in equilibrio ed influenzano la qualità delle acque profonde, che costituiscono la principale fonte di approvvigionamento idrico potabile. Entrambe risentono fortemente dei vari carichi inquinanti provenienti dalle diverse attività umane civili e produttive, nonché dagli allevamenti di animali. Anche questi esempi, così come la tematica della gestione dei rifiuti e degli agenti fisici (rumori, campi elettromagnetici, ecc.), richiamano il concetto della sostenibilità dello sviluppo delle attività umane.

  • Sanitario: comprende l'analisi sia dell'offerta dei servizi sanitari sia dei consumi delle prestazioni sanitarie ospedaliere e di farmaci. Anche l'assistenza sanitaria infatti esercita una forte influenza sullo stato di salute. Da un lato, la disponibilità di servizi sanitari di elevata qualità (per la prevenzione, la diagnosi e la terapia) è indispensabile per fornire una risposta adeguata ai problemi di salute. D'altro lato, un uso inappropriato dei servizi sanitari produce malattia piuttosto che salute. Ad esempio, l'uso di farmaci non necessari può produrre effetti collaterali anche rilevanti; troppi esami diagnostici, così come ricoveri ospedalieri non necessari, prolungano il tempo occorrente per giungere ad una corretta diagnosi ed espongono il cittadino al rischio di potenziali errori diagnostici, generando ansia, preoccupazione e falsi allarmi. Pertanto la ricerca dell'appropriatezza in sanità contribuisce da un lato ad aumentare l'efficacia, dall'altro ad eliminare sprechi economici. Evitare esami o trattamenti non necessari è utile non solo per il singolo cittadino che non corre i cosiddetti rischi "iatrogeni" (effetti negativi degli stessi) ma anche per la collettività: se le risorse sono limitate, lo spreco di alcuni significa non disponibilità per altri.

Oltre a questi contesti generali, la salute è fortemente influenzata dai comportamenti individuali. Uno stato di salute non può quindi prescindere dall'analisi degli stili di vita che, quando non corretti (alimentazione ricca di grassi animali o di zuccheri, povera di frutta e verdura o comunque eccessiva; fumo e alcol; sedentarietà), sono causa o concausa di numerose malattie. Viceversa stili di vita sani (seguire una dieta equilibrata in termini quantitativi e qualitativi, praticare attività fisica costante, non fumare, moderare il consumo di alcolici, ecc...), avere interessi culturali, relazionarsi positivamente con il prossimo (famiglia, amici, colleghi, ecc..) favoriscono il mantenimento di un buono stato di salute evitando l'insorgenza di malattie e permettono di affrontare in modo positivo eventuali patologie facilitandone la guarigione.

Tutte le variabili di contesto e gli stili di vita sono in un equilibrio dinamico e cambiano nel corso degli anni; inoltre essi hanno effetti non solo immediati (traffico/incidenti stradali), ma anche a lungo termine (fumo/tumore del polmone). I profili di salute vivono questo dualismo: da un lato fotografano il contesto ed i determinanti attuali, che spesso influenzano le patologie che misureremo tra qualche decennio, dall'altro lato registrano le malattie esito di comportamenti e contesti del passato. Quindi, occorrono alcune avvertenze:

  • è necessario valutare i fenomeni patologici mediante tendenze temporali (trend), sapendo che però essi sono spesso la conseguenza di determinanti che hanno agito nel passato;

  • occorre prudenza nell'effettuare confronti geografici tra realtà diverse, perché determinate da contesti diversi (economici, sociali, culturali, ambientali, sanitari o da diversi stili di vita);

  • bisogna rapportare, quando possibile, i fenomeni patologici ai loro determinanti (es. il numero di infortuni lavorativi in un territorio al numero di addetti ed alle tipologie lavorative prevalenti). Da ciò emerge la necessità dell'utilizzo di tassi (rapporto tra evento e popolazione che lo genera) e delle tecniche della standardizzazione, che permettono di distinguere gli effetti dovuti ai determinati naturali (come l'invecchiamento) da quelli dovuti ai fattori di rischio;

  • occorre molta prudenza nel leggere le varie "classifiche" provinciali per i motivi che sono stati sopra ricordati;

  • il profilo di salute della provincia di Modena esamina la realtà provinciale nel suo complesso e non necessariamente fotografa le peculiarità di tutti gli ambiti territoriali della provincia. D'altronde non sempre è possibile fare analisi su piccoli ambiti geografici per la mancanza di dati o perché su piccoli numeri, come spesso si verifica per molte patologie in ambiti subprovinciali, l'effetto della variabilità dovuta al caso è molto alto ed altera i fenomeni che si vorrebbero osservare, impedendo di raggiungere significatività statistiche.

Ma allora come stanno i residenti in provincia di Modena? Non male, verrebbe proprio da dire, dati alla mano. Eppure, chiedendolo direttamente a loro, ci accorgiamo che i cittadini non ritengono di stare così bene e riferiscono di soffrire di diverse malattie; anche queste informazioni però vanno interpretate con prudenza: come il cittadino sente di stare dipende dalle variabili di contesto che, essendo differenti da una realtà all'altra, rendono difficili i confronti tra le diverse province.

Da queste considerazioni, nel Profilo di salute della provincia di Modena non può mancare l'analisi dello stato di salute "oggettivo" e "soggettivo" dei cittadini:

  • è lo stato di salute oggettivo, cioè quello che si ricava dai dati epidemiologici e che rappresenta la "parola del professionista", analizza diversi indicatori:

    >   Speranza di vita: è una delle più elevate del Paese; i modenesi alla nascita hanno un'attesa di vita di oltre 77 anni per gli uomini e di oltre 83 per le donne.

    >   Principali patologie e cause di morte. Quali sono le malattie più frequenti e di che cosa muoiono i cittadini nella provincia di Modena? Se il Profilo vuole essere una fotografia dello stato di salute, l'analisi delle principali malattie (morbosità) e cause di morte (mortalità) ne costituisce il negativo. Malattie cardiovascolari (che nel 1999 rappresentavano il 41% dei decessi), tumori (29%), patologie dell'apparato respiratorio (7%) e di quello digerente (4%) sono le principali cause di morte nella nostra provincia; tuttavia nelle fasce d'età inferiori ai 40 anni, diventano più frequenti le morti per incidenti stradali, tumori e overdose (rispettivamente con il 32%, l'11% e il 7% nel 1999). Per molte patologie non è possibile avere un dato preciso di morbosità (per averli servirebbero o registri di patologia o sistemi di notifica obbligatoria); pertanto ci si deve accontentare, al momento, di stime desunte dall'analisi dei ricoveri ospedalieri. Questo ovviamente induce una distorsione in quanto in questo contesto vengono analizzate solo le malattie che comportano un ricovero ospedaliero. Anche lo studio delle dimissioni ospedaliere (circa 128.700 nel 1999) conferma che sono ai primi posti per frequenza le patologie cardiovascolari (14% del totale nel 1999), i tumori (11,3%), le malattie muscolo-scheletriche (12%), degli apparati digerente (6,6%) e respiratorio (5,8%) nonché del sistema nervoso (6,1%). Il progressivo invecchiamento della nostra popolazione spiega in parte l'aumento di queste malattie cronico-degenerative (malattie cardiocircolatorie, tumori, malattie croniche dagli apparati respiratorio e digerente) e ne influenza la dinamica. Lo stato di salute di una popolazione non può essere definito solo in base ai dati di morbosità e mortalità, ma deve prendere in considerazione anche il carico sociale che le diverse malattie invalidanti o mortali hanno sulla popolazione (ad esempio le morti da incidenti stradali sono quelle che provocano il maggior numero di anni di vita perduta, le non autosufficienze e le invalidità acquisite e congenite comportano un elevato carico assistenziale socio-sanitario).

  • è lo stato di salute soggettivo, ottenuto attraverso le indagini Multiscopo ISTAT, rappresenta un sondaggio sulla "parola del cittadino". Circa il 70% delle persone residenti nella provincia di Modena esprime una valutazione buona o molto buona del proprio stato di salute. Non disponendo attualmente di dati provinciali relativi alle patologie di cui i modenesi dichiarano di soffrire con maggiore frequenza, dobbiamo riferirci all'intera Emilia-Romagna. I cittadini della regione riferiscono di essere affetti più frequentemente dalle seguenti malattie: ipertensione arteriosa, infarto, angina pectoris e altre malattie cardiache, bronchite, asma, malattie allergiche, tumori, ulcera, calcolosi del fegato, artrosi, osteoporosi e disturbi nervosi.

Infine, alcuni gruppi di popolazione, per le loro peculiari caratteristiche di vulnerabilità, richiedono un'analisi più approfondita del loro stato di salute: si tratta di anziani, bambini e donne.

  • Per gli anziani è particolarmente importante il tema della non autosufficienza e delle malattie cronico-degenerative, molte delle quali sono invalidanti.

  • Per i bambini, è importante approfondire alcune tematiche specifiche (malformazioni congenite, disabilità, abuso, ecc.), nonché la mortalità infantile che in provincia di Modena appare storicamente un po' più elevata della media regionale.

  • Le donne hanno fasi e momenti importanti della loro vita in cui sono particolarmente vulnerabili (gravidanza, allattamento, menopausa, aborto spontaneo e interruzioni volontarie di gravidanza, neoplasie ed altre patologie dell'apparato riproduttivo); inoltre, come abbiamo visto, le donne hanno una spettanza di vita alla nascita maggiore degli uomini e pertanto sono soggette ad una maggiore frequenza di disabilità.

Dal quadro così delineato emerge la complessità insita nel tentativo di fotografare lo stato di salute e del perché è così difficile rispondere alla domanda iniziale: "come stanno i modenesi?"
Le successive del profilo di salute descrivono brevemente i vari fattori coinvolti in quanto non è possibile dare risposta a questa domanda con un quadro sintetico, perché come abbiamo visto, le dinamiche tra i vari determinanti coinvolti sono molteplici e complesse.

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Conclusioni

I "profili di salute": strumento di conoscenza e di dialogo


Prof. Alessandro Liberati*

Il quadro socio-sanitario della Provincia di Modena che emerge da questo "profilo di salute" è nel complesso positivo, soprattutto se confrontato con quello di altre province italiane. La nostra area è caratterizzata da un'aspettativa di vita superiore alla media nazionale, dalla possibilità di svolgere un'ampia gamma di attività ricreative e culturali, da una forte propensione all'impegno sociale e al volontariato, da un elevato tasso di occupazione e da un reddito medio pro-capite tra i più alti del Paese.

Un quadro tutto "rose e fiori"? Naturalmente no. La provincia di Modena e' ai primi posti in Italia per numero di incidenti stradali, di cui e' ben noto il costo sociale (costituiscono la prima causa di morte sotto i 40 anni). La notevole produttività nella nostra area si accompagna purtroppo a un elevato tasso di incidenti sul lavoro, tra i più alti del Paese. Sempre in tema di lavoro, la forte immigrazione pone il problema della corretta integrazione dei lavoratori stranieri, sempre più importanti per la nostra economia. Infine, e' importante sottolineare come la provincia di Modena abbia valori di mortalità potenzialmente evitabile con interventi di prevenzione primaria che sono superiori alla media nazionale. Questo dato e' in realtà in larga parte dovuto al problema degli incidenti stradali ma non bisogna sottovalutare l'importanza di abitudini e stili di vita legati all'alimentazione e al consumo di tabacco ed alcool. Quelle aree cioè che più di tutte richiederebbero interventi di tipo coordinato ed intersettoriale.

Qual è lo scopo di questo "profilo di salute"? Anzitutto quello di permettere la condivisione di tutte queste informazioni con i cittadini, utilizzando un linguaggio comprensibile e dati oggettivi. Una corretta informazione e' uno dei capisaldi del "patto di solidarietà per la salute" promosso dai piani sanitari nazionale e regionale, che sottolineano l'importanza della maturazione di una coscienza civile e della assunzione da parte di tutti i cittadini di una responsabilità personale diretta e consapevole nei confronti del proprio benessere fisico, psichico e sociale. La disseminazione regolare di informazioni sanitarie attraverso strumenti come i "profili di salute" mette i singoli cittadini - oltre che i loro rappresentanti - in grado di conoscere i vari problemi e capire quali azioni e quali scelte possono essere effettuate - a livello individuale e collettivo - per migliorare il proprio stato di salute.

Questo "Profilo di salute" evidenzia possibili aree di intervento, fornendo informazioni utili a chi assume decisioni che - direttamente o indirettamente - possono influire sullo stato di salute della popolazione della provincia. La salute deriva da una complessa interazione di fattori socio-ambientali e genetici oltre che dall'organizzazione dei servizi sanitari. Considerando tale ventaglio di influenze, il miglioramento della salute non passa semplicemente attraverso il miglioramento dell'assistenza sanitaria, ma richiede una forte partnership tra settore sanitario ed altri settori della società come la politica e l'amministrazione locale, l'educazione, il mondo della produzione e le varie organizzazioni sociali. Questa integrazione di competenze - con il coordinamento del governo locale - potrebbe avere un forte impulso dalla realizzazione dei "Piani per la Salute", attraverso la definizione di interventi specifici sulla popolazione. I "Profili di Salute" sono quindi uno strumento di comunicazione importante in quanto forniscono un quadro di insieme della situazione socio-sanitaria, facilitano la comunicazione tra i vari soggetti coinvolti nella promozione della salute e, specificamente, indicano quali interventi possono essere effettuati per migliorare il benessere della popolazione, nel senso più ampio del termine.

* Università degli studi di Modena e Reggio Emilia Cattedra di statistica Medica e Biometria - Direttore scientifico Ce.V.E.A.S

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Gruppo di lavoro

Il Profilo di salute della provincia di Modena è stato realizzato dal gruppo di lavoro "Profilo di salute" costituito nel gennaio 2001 e coordinato da Giuliano Carrozzi.

Per eventuali ulteriori informazioni, suggerimenti o richieste di copie, e-mail: g.carrozzi@ausl.mo.it.

Hanno collaborato a vario titolo:

Paola Artoni - Scuola di Specializzazione in Igiene - Università di Modena e Reggio Emilia
Federico Barbani - Servizio Committenza Azienda USL Modena
Lara Bolognesi -
Sistema Comunicazione e Marketing Azienda USL Modena
Vittorio Boraldi - ARPA - Sezione provinciale di Modena
Vanni Borghi - Clinica Malattie Infettive Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena
Silvana Borsari - Dipartimento O.G. Salute Donna Azienda USL Modena
Massimo Brunetti - CeVEAS
Gian Piero Buonaugurelli - CSA Azienda USL Modena
Roberto Buzzetti - CeVEAS
Giovanni Bursi - Amministrazione Comunale di Modena
Roberto Cagarelli - Dipartimento Sanità Pubblica Azienda USL Modena
Nicola Caranci - Dipartimento Sanità Pubblica Azienda USL Modena
Giuliano Carrozzi - Sistema Comunicazione e Marketing Azienda USL Modena
Susanna Casari - Coordinatore Distretti Sanitari - Direzione Sanitaria Azienda USL Modena
Paola Cavazzuti - Sistema Comunicazione e Marketing Azienda USL Modena
Gianfranco De Girolamo - Dipartimento Sanità Pubblica Azienda USL Modena
Giuseppe Fattori - Sistema Comunicazione e Marketing Azienda USL Modena
Maria Cristina Florini - Sistema Comunicazione e Marketing Azienda USL Modena
Stefano Galavotti - Dipartimento Sanità Pubblica Azienda USL Modena
Rinaldo Ghersi - Dipartimento Sanità Pubblica Azienda USL Modena
Carlo Alberto Goldoni - Dipartimento Sanità Pubblica Azienda USL Modena
Paolo Lauriola - ARPA - Sezione di Epidemiologia Ambientale
Alessandro Liberati - Cattedra di Statistica e Biometria Università di Modena e Reggio Emilia - Direttore Scientifico CeVEAS
Loredana Luisi - Sistema Comunicazione e Marketing Azienda USL Modena
Giorgio Mazzi - Direttore Presidio Ospedaliero Azienda USL Modena
Antonella Messori - Direttore Servizio Committenza Azienda USL Modena
Natalino Michelini - Direttore Stabilimento Ospedaliero S.Agostino-Estense Azienda USL Modena
Gianni Morandi - Servizio Dipendenze Patologiche Azienda USL Modena
Maria Pia Ricchieri - Direzione Sanitaria Azienda USL Modena
Anne Marie Pietrantonio - Direttore Stabilimento Ospedale di Carpi Azienda USL Modena
Giovanni Rompianesi - Settore Ambiente Amministrazione Provinciale Modena
Giovanni Tonto - CSA Azienda USL Modena
Paolo Tori - Amministrazione Comunale di Modena
Federico Tosatti - Assessorato politiche sociali e delle famiglie Amministrazione Provinciale Modena
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