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  • n.21 - Febbraio 2018 Antibioticoresistenza e corretto utilizzo degli antibiotici
 
Immagine della testata della newsletter epidemiologica Modena in Salute del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda USL di Modena

Newsletter epidemiologica n.21 - DSP Modena -  Febbraio 2018
A cura del Gruppo interaziendale "Appropriatezza Prescrittiva e Buon Uso del farmaco"

 
 

Con questo numero Modena In Salute avvia una collaborazione con lo staff della Direzione Sanitaria che si occupa di Governo dell'assistenza farmaceutica e dell'appropriatezza terapeutica ed altre strutture dell'Ausl di Modena, finalizzata alla comunicazione di temi di rilevanza aziendale

La newsletter contiene grafici e tabelle che potrebbero non essere correttamente visualizzati se il programma di posta elettronica non carica le immagini.
In questo caso, si consiglia di consultare la versione online. Possono essere inoltre consultate tutte le edizioni precedenti della newsletter Modena In Salute.

 
 

"Antibiotici. È un peccato usarli male. Efficaci se necessari, dannosi se ne abusi

 
  1. Trend del consumo di antimicrobici nella comunità in Italia, Svezia e Grecia dal 1997 al 2016 Tutti gli antimicrobici ad uso sistemico (gruppo J01) - Fluorochinoloni (gruppo J01MA)
  2. Antibioticoresistenza di E.coli in campioni di sangue e urine in Emilia Romagna - Anno 2016
  3. La Campagna della regione Emilia-Romagna sull'uso responsabile degli antibatterici
  4. Per l'ambito pediatrico la Regione Emilia-Romagna ha prodotto materiali che ricordano in maniera sintetica come comportarsi di fronte a sintomi ascrivibili a flogosi delle alte vie aeree.
  5. Messaggi chiave della gestione delle infezioni delle alte vie aeree nell'adulto
 

Introduzione al tema della resistenza batterica: nel mondo

Secondo l'OMS, l'antimicrobico-resistenza (AMR) rappresenta una delle maggiori minacce per la salute pubblica per l'incremento della morbosità e della mortalità e per un conseguente impatto economico.
La più recente ed esaustiva analisi effettuata per conto del Governo Britannico ha calcolato che gli effetti della AMR causano circa 50.000 decessi all'anno solo in Europa e negli Stati Uniti, a cui si aggiungono centinaia di migliaia di morti in altre aree del mondo.
Nella stessa analisi è stato anche stimato che, in assenza di interventi efficaci, il numero di infezioni complicate da AMR potrebbe aumentare notevolmente nei prossimi anni, arrivando nel 2050 a provocare la morte di 10 milioni di persone l'anno.
[da Piano Nazionale per il contrasto dell'antimicrobico-resistenza PNCAR 2017-2020]

In genere maggiori consumi di antimicrobici correlano con livelli di resistenza più alti nelle specie microbiche.
In Europa, tra i vari Paesi si osserva una ampia variabilità del consumo di antimicrobici.
Come paradigma del livello di resistenza antimicrobica in Italia si può fare riferimento ai dati relativi ai ceppi di Escherichia coli isolati in corso di infezioni invasive.
Questi ceppi hanno raggiunto nel 2016 alte percentuali di resistenza agli antibiotici: 30% verso le cefalosporine di terza generazione e il 43% verso i fluorochinoloni.
Nei grafici sottostanti vengono riportati i trend relativi al consumo totale di antimicrobici e per solo fluorochinoloni nelle due ultime decadi in tre diversi Paesi europei.
Il consumo di fluorochinoloni in Italia è superiore a quello della Grecia. Questo dato correla con una maggiore resistenza dei ceppi di E.coli, come riportato nell'infografica di ECDC.

Trend del consumo di antimicrobici nella comunità in Italia, Svezia e Grecia dal 1997 al 2016 Tutti gli antimicrobici ad uso sistemico (gruppo J01) - Fluorochinoloni (gruppo J01MA)


 
Tutti gli antimicrobici ad uso sistemico (gruppo J01) - Fluorochinoloni (gruppo J01MA)
 
 
 
Atlante di sorveglianza delle malattie infettive

Accedi al link ... Atlas ecdc Europa indice
Anche in Emilia Romagna la resistenza ai fluorochinoloni è comparabile al dato nazionale

 
 
 

Antibioticoresistenza di E.coli in campioni di sangue e urine in Emilia Romagna - Anno 2016


 
Schema

Fonte: Sorveglianza dell'antibiotico resistenza e uso antibiotici sistemici in Emilia Romagna - Rapporto 2016

 
 

AMR in regione Emilia-Romagna

 

Da diversi anni la nostra regione è impegnata in azioni volte a contrastare il fenomeno dell'antibiotico resistenza.
A questo fine, il primo passo è stato quello di dotarsi di un sistema di sorveglianza di popolazione capillare ed efficiente per monitorare l'andamento del fenomeno: questo sistema è alimentato dai laboratori dei presidi ospedalieri pubblici. Tale sistema, attivo da anni, evidenzia un progressivo aumento della frequenza di infezioni resistenti agli antibiotici, soprattutto in ambito ospedaliero e nelle strutture residenziali per anziani. Parallelamente, si osserva un eccessivo consumo di antibiotici sia in ambito ospedaliero che territoriale. In questi anni la tendenza dei consumi è stata in progressivo aumento in ospedale. Nel territorio si è osservata una iniziale inversione di tendenza a partire dal 2010.
Ad esempio per Escherichia coli, che rappresenta il principale uropatogeno in ambito territoriale, si è osservato un incremento progressivo delle resistenza a diverse molecole quali trimetroprim-sulfometossazolo, penicilline associate a inibitori, cefalosporine di 3° generazione e fluorochinoloni.

 
 

Luoghi comuni da sfatare
A mettere in luce la scarsa conoscenza di un campione di popolazione intervistata sul corretto utilizzo dell'antibiotico è un sondaggio commissionato a Eurobarometer dalla Commissione Europea e realizzato nel 2016.
Per quanto riguarda l'Italia:

  • il 43% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto un antibiotico nel corso degli ultimi dodici mesi.
  • il 60% è convinto che "gli antibiotici uccidano i virus"
  • il 38% crede che siano "efficaci contro raffreddori e influenza"
  • il 21% del campione italiano è convinto che si possa interrompere il trattamento con antibiotici "quando ci si sente meglio"

Per approfondimenti ... link alla pagina AIFA

 
 

Come si sviluppa il fenomeno dell'ANTIMICROBICORESISTENZA?
Si tratta di un fenomeno naturale nell'evoluzione batterica, ma indotto anche da una inappropriata prescrizione e consumo degli antibiotici in situazioni cliniche per cui l'utilizzo di questi farmaci non è necessario oppure in modalità che favoriscono la selezione di ceppi batterici resistenti all'antibiotico utilizzato.
Ad esempio, facendo riferimento a quanto riportato nel box precedente, l'utilizzo di un antibiotico in corso di una virosi, solo con l'obiettivo di prevenire una sovrainfezione batterica può indurre una selezione di batteri resistenti allo stesso antibiotico perché questo uccide popolazioni microbiche sensibili creando così un forte squilibrio del "microbioma umano", definito come l'insieme dei microrganismi, dei loro genomi e delle interazioni ambientali che questi stabiliscono in un dato ambiente e in particolare sulla cute e dentro il corpo umano.

 

Una proposta semplice e concreta
Perché non iniziamo a chiamare gli antibiotici ANTIBATTERICI eliminando fastidiosi equivoci rispetto al target eziologico di questi farmaci?

 
 

La Campagna della regione Emilia-Romagna sull'uso responsabile degli antibatterici


 
Varie immagini di un inserto di promozione della campagna "Antibioticoresistenza"
 

"Antibiotici. È un peccato usarli male. Efficaci se necessari, dannosi se ne abusi". Questo lo slogan proposto nella nuova campagna informativa, iniziativa nata nel 2014 e arrivata quest'anno alla quarta edizione.
L'uso eccessivo di antibiotici rende i microbi resistenti e riduce, nel tempo, l'efficacia di questi farmaci. Se si usano inutilmente potrebbero quindi non funzionare più in caso di reale necessità. L'invito rivolto ai cittadini è di lasciare dunque che sia il medico a decidere se gli antibiotici servono oppure no.
In Emilia-Romagna vi sono, come evidenziato dai rapporti regionali, segnali incoraggianti di riduzione dell'uso inappropriato degli antibiotici ma è necessario fare di più. La campagna informativa si propone pertanto di aumentare la consapevolezza sulla gravità del problema e di promuovere comportamenti virtuosi anche nella cittadinanza.
Come le precedenti edizioni, la nuova Campagna regionale utilizza molteplici veicoli per la diffusione dei messaggi:

  • uno spot video da utilizzare nelle sale di attesa delle strutture sanitarie e sul web;
  • un set di cartelloni con il logo della campagna esposti su autobus, pensiline delle fermate del servizio di trasporto e altri spazi di arredo urbano di 10 città nel periodo gennaio-febbraio 2018;

Inoltre, con il supporto del Ministero della salute - CCM, nel periodo 2015-2017 sono stati realizzati altri prodotti:

  • una locandina dal titolo "Che la forza sia con te. La salute dei bambini inizia dalle buone abitudini" che presenta tre messaggi chiave per prevenire le infezioni nei bambini. Ridurre la frequenza di infezioni ha infatti un effetto positivo sulla salute e anche sull'uso di antibiotici.

Le tre azioni preventive di provata efficacia sono:
- allattare i bambini al seno;
- evitare l'esposizione dei bambini al fumo di sigaretta;
- effettuare con sistematicità il lavaggio delle mani con acqua e sapone;

  • una infografica sul problema delle resistenze agli antibiotici e su come è opportuno comportarsi nell'utilizzo dei farmaci;
  • tre video di un paio di minuti ciascuno, su come nascono i batteri resistenti, sulle situazioni in cui non è opportuno usare gli antibiotici, e su come prevenire le infezioni attraverso l'igiene delle mani.

La pagina web dedicata, con tutti i materiali prodotti è reperibile al seguente ... link regionale

 
 

Per l'ambito pediatrico la Regione Emilia-Romagna ha prodotto materiali che ricordano in maniera sintetica come comportarsi di fronte a sintomi ascrivibili a flogosi delle alte vie aeree.


 
Tre immagine della campagna su Antibiotico resistenza: "Quando l'antibiotico non serve"; "Quando è meglio aspettare 2-3 giorni"; "Quando l'antibiotico serve".
 

Tutti i materiali della campagna regionale sono reperibili al ... link regionale

 
 
  • In sintonia con la campagna regionale sul buon uso degli antibatterici, l'Azienda USL di Modena dal 2017 ha avviato un percorso condiviso con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i farmacisti e gli specialisti ambulatoriali con l'obiettivo di promuovere una sempre più attenta appropriatezza terapeutica in tema di antibioticoterapia.
  • Un primo frutto del lavoro condiviso con i professionisti è stata la realizzazione di una sintesi di indicazioni o di possibili scelte terapeutiche in relazione alla presentazione clinica dei pazienti.
  • In considerazione del periodo invernale, riportiamo di seguito i messaggi chiave della cura delle infezioni delle alte vie aeree nell'adulto.
 
 
 

Messaggi chiave della gestione delle infezioni delle alte vie aeree nell'adulto

 

Mal di gola, faringite o tonsillite acuta, raffreddore, sinusite acuta, tosse acuta o bronchite acuta in genere NON richiedono il trattamento con farmaci antibatterici.
- Ai fini dell'eventuale trattamento antibatterico empirico vanno considerati i seguenti segni o sintomi suggestivi di infezione batterica (acronimo LESA)
        1) Linfoadenite (se monolaterale o asimmetrica)
        2) Essudato tonsillare (in particolare se monolaterale)
        3) Storia di febbre
        4) Assenza di tosse

- In presenza di almeno 3 condizioni: trattamento antibatterico consigliato;
- In presenza di meno di 3 condizioni: «vigile attesa» fino a risoluzione o variazione delle condizioni cliniche.

 
 
 

Ricordiamo che:

- lo Streptococcus pyogenes continua ad avere una elevatissima sensibilità all'amoxicillina per cui NON devono essere utilizzate associazioni (amoxicillina+acido clavulanico);
- la prescrizione antibiotica DEVE essere considerata in caso di infezione probabile o certa di origine batterica o se paziente ad alto rischio di sviluppare complicanze;
- è importante comunicare la durata della sintomatologia delle forme virali delle alte vie aeree per informare il paziente rispetto al decorso naturale di queste patologie:

  • Mal di gola, faringite o tonsillite acuta, raffreddore, influenza = circa 1 settimana
  • Rinosinusite acuta = circa 20 giorni
  • Tosse acuta o bronchite acuta = circa 3 settimane
 
 
 

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Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2019