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Distretto di Carpi, la Medicina Interna del Ramazzini diventa Covid free

Trasferita l’ultima paziente: sabato la sanificazione dei locali, ieri la riapertura con il ritorno alla vocazione originaria del reparto. La riorganizzazione riguarda anche gli OsCo: da inizio giugno quello di Novi sospende l’attività, mentre Soliera accoglierà esclusivamente pazienti negativi

Il reparto di Medicina Interna dell’Ospedale Ramazzini di Carpi, continuativamente da 7 mesi area Covid, si svuota e riapre le porte ai pazienti negativi.

Venerdì scorso l’ultima paziente positiva al virus è stata trasferita in Medicina d’urgenza - che attualmente è l’unica area dedicata ai Covid positivi nell’ospedale carpigiano - e sabato il reparto è stato oggetto di sanificazione, per poi riaprire, ieri, con il ritorno alla vocazione originaria, ovvero i ricoveri internistici. Tornano quindi a disposizione della Medicina Interna, diretta dalla dottoressa Adele Palomba, ulteriori 22 posti letto (aggiuntivi rispetto ai 16 presenti in Medicina2) per l’assistenza a pazienti Covid negativi affetti da patologie internistiche.

 
L'equipe della Medicina Interna di Carpi

Il risultato è frutto della recente rimodulazione della rete ospedaliera, che tiene conto del netto calo dei ricoveri e della minore pressione epidemiologica esercitata nelle ultime settimane dal virus sul territorio modenese.

La riorganizzazione prevede novità anche per i due Ospedali di Comunità (OsCo) presenti sul Distretto di Carpi: quello di Soliera ha sospeso il ricovero dei Covid positivi, in vista della riconversione a OsCo per pazienti negativi prevista per inizio giugno, mentre quello di Novi sospende l’attività, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse economiche e di organico.

“L’attuale evoluzione della pandemia – spiegano Stefania Ascari e Andrea Ziglio, Direttrice del Distretto di Carpi e responsabile della Direzione sanitaria del Ramazzini – ci consente di rimodulare la rete, preservando sempre più posti letto per le attività di assistenza non legate al Covid. Il nostro ringraziamento va agli operatori che, con grandi doti di competenza, professionalità e spirito di servizio, hanno lavorato ininterrottamente per assicurare una gestione ottimale dell’assistenza anche in questa ulteriore ondata pandemica”.

Altre riorganizzazioni sono in corso negli altri ospedali gestiti dall’Azienda USL di Modena, con la progressiva riduzione dei posti letto dedicati all’emergenza Covid, ampliando la disponibilità a favore delle altre attività assistenziali. Al Santa Maria Bianca di Mirandola è stata ridotta la disponibilità di posti letto Covid da 18 a 8.

 
 

[24 maggio 2021]

Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2021