Comincia da Fanano il ciclo di incontri nei Comuni della montagna: focus su prossimità dei servizi, rete dell’emergenza e coinvolgimento della comunità
Comunicato stampa congiunto Ausl, Comune di Fanano, Comitato Salute della Montagna
Si è tenuto oggi, lunedì 23 febbraio, a Fanano, un incontro per fare il punto sul Progetto Salute della Montagna, alla presenza del Direttore Generale dell’Azienda USL di Modena, Mattia Altini, del Direttore del Distretto di Pavullo, Massimo Brunetti, insieme a Stefano Muzzarelli, Sindaco di Fanano, ai Consiglieri del Comune di Fanano e a rappresentanti del Comitato Consultivo Misto di Pavullo e del Comitato Salute della Montagna di Fanano.
L’incontro, organizzato su richiesta del Sindaco di Fanano, è stato il primo di una serie di appuntamenti che l’Azienda USL di Modena realizzerà nei 18 Comuni coinvolti dal Progetto Salute della Montagna, con l’obiettivo di condividere in modo trasparente lo stato di avanzamento delle azioni previste e raccogliere osservazioni e contributi dai territori.
Nel corso della mattinata sono stati presentati e approfonditi i dati e gli indirizzi già illustrati nei giorni scorsi al Presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, e ai Sindaci capidistretto dei territori interessati dal progetto. Un quadro che tiene conto delle specificità della montagna modenese: popolazione più anziana, elevata incidenza di cronicità, distanze geografiche, difficoltà di reperimento dei professionisti sanitari e presenza di flussi turistici stagionali.
È stato così possibile illustrare in modo puntuale le progettualità in fase di sviluppo, che rappresentano i sei assi portanti del Progetto Salute della Montagna: il rafforzamento della rete territoriale di prossimità, con ambulatori per le urgenze a bassa complessità e team medici e infermieristici dedicati; lo sviluppo della telemedicina e della rete digitale integrata, per ridurre gli spostamenti e migliorare la continuità delle cure; il consolidamento della rete dell’emergenza-urgenza, inserita in una logica di sistema e di integrazione provinciale; l’approccio “one health” sul rapporto tra salute, ambiente e comunità; il coinvolgimento attivo dei cittadini nei percorsi di partecipazione; l’avvio di una vera e propria “Scuola della Salute” nei territori montani, in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia.
Sul tema specifico della riorganizzazione dell’emergenza-urgenza, l’Azienda USL ha ribadito l’impegno, già previsto all’interno del Progetto Salute della Montagna, a mettere in atto tutte le azioni propedeutiche al reperimento delle risorse mediche di emergenza-urgenza necessarie a garantire la copertura di un turno aggiuntivo con automedica in Alto Frignano nel periodo estivo di maggior affluenza turistica. Un impegno pensato per tenere in debita considerazione, in modo equo per tutti i Comuni montani, l’impatto dei flussi turistici stagionali sulla domanda di assistenza.
Nel corso del confronto è stato inoltre sottolineato come la riorganizzazione dei servizi di emergenza si inserisca in una visione complessiva di rete, che integra mezzi di soccorso avanzato e mezzi di base, elisoccorso, telemedicina e monitoraggio continuo dei tempi e degli esiti degli interventi, con l’obiettivo di garantire sicurezza, appropriatezza ed efficacia su tutto il territorio montano.
Le progettualità espresse nel Progetto Salute della Montagna rappresentano un percorso strutturato e di lungo periodo, orientato a rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario regionale, affrontando in modo concreto e progressivo le criticità evidenziate nei mesi scorsi. In questo quadro, è stata riscontrata la disponibilità al confronto e alla partecipazione sia da parte delle associazioni rappresentate dal Comitato Consultivo Misto sia da parte del Comitato Salute della Montagna, confermando l’importanza di un dialogo continuo tra istituzioni sanitarie, amministrazioni locali e comunità.
[23 febbraio 2026]