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Vaiolo delle scimmie (Monkeypox - MPX)

Che cos'è

Il vaiolo delle scimmie, noto anche come Monkeypox o MPX è una malattia zoonotica causata da un virus trasmesso dall'animale (roditori e primati infetti) all'uomo attraverso un morso o un contatto diretto con il sangue, la carne, i fluidi corporei o le lesioni cutanee di un animale infetto.

Recentemente è stato dimostrata la possibilità di contagio da persona a persona.

 
  • La trasmissione del virus da persona a persona può avvenire attraverso:
    > il contatto fisico stretto (faccia a faccia, pelle a pelle, bocca a bocca o bocca a pelle), compresa l’attività sessuale, con una persona infetta (soprattutto se già presenti lesioni cutanee) e il contatto con i suoi fluidi corporei. Non è ancora noto se il virus possa essere trasmesso sessualmente attraverso i fluidi genitali. Ulcere, lesioni o piaghe della bocca possono essere infettive e il virus può diffondersi attraverso il contatto diretto con la bocca, droplet (cioè goccioline respiratorie che si emettono starnutendo, tossendo o semplicemente parlando) e probabilmente attraverso aerosol a corto raggio;
    > gli oggetti contaminati (vestiti, lenzuola, asciugamani, posate, dispositivi elettronici e superfici).

    Il periodo di infettività di una persona con MPX inizia dalla comparsa dei primi sintomi e dura fino alla caduta delle croste di tutte le lesioni presenti e la formazione di nuova pelle.

  • Chi ha contratto il vaiolo delle scimmie inizia a manifestare i sintomi solitamente tra i 6 e i 13 giorni dopo il contatto avuto con una persona infetta e sintomatica o con i suoi effetti personali, ma possono volerci anche fino a 21 giorni di incubazione.

    Chiunque avverta sintomi compatibili con la malattia o che è stato a contatto stretto con un caso confermato di MPX deve consultare subito il proprio medico di medicina generale o lo specialista di riferimento.

    I sintomi più comuni sono febbre, dolori muscolari, mal di testa, mal di schiena, mal di gola, brividi, rigonfiamento dei linfonodi, stanchezza, sonnolenza e malessere.

    Solitamente, entro 3 giorni dalla comparsa dei sintomi generici iniziali si sviluppa un'eruzione cutanea (vescicole, papule, pustole), con localizzazioni più o meno estese, che evolve in croste.

    I sintomi in genere durano da 2 a 3 settimane e di solito scompaiono da soli o con cure di supporto, come farmaci per il dolore o la febbre.

  • La persona a cui viene diagnosticata la MPX deve essere consapevole che il contatto stretto con gli altri è il fattore di rischio più significativo.

    Per tale motivo il Servizio Igiene Pubblica contatta telefonicamente l'interessato per un primo colloquio telefonico per:
    1. offrire tutti i suggerimenti del caso sulle regole da seguire durante il periodo di isolamento
    2. ottenere le informazioni utili a individuare i "contatti stretti a rischio" allo scopo di tutelare la salute pubblica e di attuare quanto più possibile tutte le misure necessarie per interrompere la diffusione del virus.
    Quanto emergerà dal colloquio è assolutamente coperto dal segreto professionale da parte degli operatori.
    3. disporre l'attestazione di isolamento domiciliare utile a giustificare in modo generico la necessità di non lasciare il proprio domicilio e fornire il supporto al medico curante per il rilascio, quando necessario, del certificato di malattia

    E' necessario rispettare il periodo di isolamento domiciliare (fino alla completa guarigione) disposto dall'Ausl dopo la telefonata ricevuta da parte del Servizio di Igiene Pubblica.

    Nella maggior parte dei casi è possibile trascorrere il periodo di isolamento presso la propria abitazione seguendo una serie di raccomandazioni utili per tutelare i propri conviventi:
    > rimanere in isolamento in stanza dedicata, quando sono a casa;
    > utilizzare oggetti domestici dedicati (vestiti, lenzuola, asciugamani, utensili per mangiare, piatti, bicchieri), che non devono essere condivisi con altri membri della famiglia;
    > evitare il contatto con persone immunocompromesse, bambini sotto i 12 anni e donne in gravidanza fino alla guarigione dell'eruzione cutanea;
    > evitare contatti stretti o intimi (abbracci, baci, contatti prolungati faccia a faccia in spazi chiusi) con altre persone fino alla completa guarigione dell'eruzione cutanea;
    > provvedere ad un'accurata igiene delle mani e respiratoria (per il caso e per tutti i membri della famiglia);
    > utilizzare una mascherina chirurgica in caso di contatto con altre persone;
    > astenersi dall'attività sessuale fino alla caduta delle croste. I casi devono essere consapevoli che l'uso del preservativo da solo non può fornire una protezione completa contro l'infezione da MPX, poiché la sua trasmissione avviene mediante il contatto con le lesioni cutanee;
    > evitare il contatto con qualsiasi mammifero da compagnia, in particolare con i roditori e lagomorfi da compagnia (topi, ratti, criceti, gerbilli, porcellini d'India, scoiattoli, conigli, ecc.). Eventuali contatti recenti con questi animali domestici devono essere comunicati all'Ausl al fine di garantire la possibilità di mettere in quarantena e testare animali con sintomi potenzialmente riferibili a MPX (febbre, mancanza di appetito, tosse, secrezioni nasali o croste, congiuntivite, eruzioni cutanee come pustole e vescicole, in particolare sulle orecchie e intorno alle labbra).

  • CHI SONO I CONTATTI STRETTI AD ALTO RISCHIO DI UNA PERSONA CON MPX
    Per "contatto stretti" a rischio si intendono le persone che vivono nella stessa abitazione di una persona positiva al MPX e/o che nei 21 giorni precedenti l'esordio dei primi sintomi hanno:
    - avuto rapporti sessuali con la persona con MPX
    condiviso indumenti, biancheria da letto/bagno o utensili con la persona con MPX
    prestato assistenza (es. caregiver) alla persona con MPX
    - avuto altri tipi di contatti fisici prolungati come, ad esempio, nel caso di viaggio per un tempo prolungato su mezzi chiusi (auto, treno, nave, aereo) e soprattutto se ravvicinati (sedili adiacenti)   

    CHI SONO I CONTATTI A BASSO RISCHIO DI UNA PERSONA CON MPX
    Per "contatti a basso rischio" si intendono le persone che:
    - condividono il luogo lavoro di una persona positiva al MPX
    - hanno condiviso lo stesso mezzo di trasporto ma non seduti accanto alla persona positiva al MPX
    - hanno avuto un contatto sociale non fisicamente ravvicinato con la persona positiva al MPX

  • Attualmente, ai contatti stretti ad alto rischio di un caso confermato di vaiolo delle scimmie non viene disposto alcun isolamento ma è per loro necessario:
    > monitorare la febbre almeno 2 volte al giorno e l'insorgenza di altri sintomi riconducibili alla malattia nei 21 giorni dall'ultimo contatto avuto con il caso confermato. In caso di comparsa dei sintomi è necessario informare subito il proprio medico di famiglia;
    > non praticare attività sessuale per 21 giorni a partire dall'ultimo contatto avuto con il caso confermato di MPX;
    > evitare di donare sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma mentre si è in regime di sorveglianza;
    > evitare il contatto stretto diretto con animali, inclusi gli animali domestici, per 21 giorni dopo l'ultima esposizione con il caso confermato;
    > evitare il contatto con persone immunocompromesse, bambini sotto i 12 anni e donne in gravidanza per 21 giorni dopo l'ultima esposizione con il caso confermato;
    > praticare un’attenta igiene delle mani e respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, con fazzoletti monouso da smaltire correttamente e lavarsi spesso le mani).

  • Attualmente si stanno verificando focolai di vaiolo delle scimmie in diversi Paesi, inclusa l'Italia, in cui il virus non è generalmente presente.
    La maggior parte dei casi segnalati di vaiolo delle scimmie è stata rilevata nei maschi tra i 18 e i 50 anni e, per ora, principalmente – ma non esclusivamente - tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM). Tuttavia, il virus può essere trasmesso a tutti.

    Le persone più a rischio sono quelle che convivono o che hanno contatti stretti (compreso il contatto sessuale) con un caso di vaiolo delle scimmie, o che hanno contatti regolari con animali che potrebbero essere infetti. 
    I neonati, i bambini piccoli e le persone immunocompromesse possono essere a rischio di forme più gravi.

  • Come si vaccina
    E’ prevista la somministrazione di due dosi di vaccino, solo a persone maggiorenni, e tra la prima e la seconda deve intercorrere un intervallo di almeno 28 giorni; per le persone vaccinate in precedenza contro il vaiolo è necessaria, invece, la somministrazione di una sola dose.

    Dove si vaccina
    Ad oggi, 9 agosto 2022, le Aziende sanitarie individuate per effettuare le vaccinazioni sono quelle di Parma, Modena, Bologna e Romagna e saranno le stesse Ausl a definire il luogo di somministrazione, in collaborazione con i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica

    Appena disponibili verranno rese note le informazioni sulla campagna vaccinale relative alla provincia di Modena.

    > Leggi il comunicato stampa della regione Emilia-Romagna del 9 agosto

Ultimo aggiornamento: 11 Agosto 2022