Si amplia la collaborazione col terzo settore: grazie alla Run4Care raggiunte moltissime comunità e un’alta partecipazione dei professionisti sanitari
Comunicato stampa congiunto dell’Azienda Usl di Modena, dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e dell’Ospedale di Sassuolo Spa
In occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e socio‑sanitari, le tre Aziende sanitarie modenesi – Azienda USL di Modena, Azienda Ospedaliero‑Universitaria di Modena e Ospedale di Sassuolo SpA – si uniscono al messaggio lanciato dalla Regione Emilia‑Romagna, ribadendo l’impegno comune per prevenire e contrastare un fenomeno che continua a rappresentare una criticità grave per la sicurezza del personale e per la qualità dell’assistenza ai cittadini.
I dati confermano che il fenomeno delle aggressioni è tutt’altro che marginale: in Emilia‑Romagna sono state registrate 2.715 segnalazioni, con un lieve incremento rispetto al 2024 e anche sul territorio provinciale i dati sono in aumento. Un fenomeno “inaccettabile e incomprensibile”, come ha dichiarato l’Assessore Fabi, che necessita di un impegno congiunto tra istituzioni, servizi sanitari e comunità.
Le azioni messe in campo a livello provinciale
In linea con le indicazioni regionali, anche nel territorio modenese vengono adottate misure per aumentare la sicurezza del personale e migliorare la capacità di prevenzione e gestione degli episodi di violenza. Le tre Aziende hanno lavorato su più fronti: potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e degli impianti di sicurezza, installazione di pulsanti di allarme rapido, revisione dei layout degli spazi più critici, formazione specifica per il personale, gruppi di ascolto e supporto psicologico per gli operatori coinvolti.
Un’attenzione particolare è stata dedicata ai contesti più esposti, come i Pronto Soccorso, i CAU, i servizi di Salute Mentale e la Medicina Penitenziaria, dove nel 2025 si è registrato un incremento significativo degli episodi. In quest’ultimo ambito, l’Azienda USL ha avviato un confronto strutturato con la Direzione della Casa Circondariale di Modena, ottenendo un rafforzamento delle misure di sicurezza e una revisione delle procedure interne, oltre alla creazione di un coordinamento medico e infermieristico dedicato. Le Aziende modenesi stanno inoltre lavorando per avviare un protocollo formale con Prefettura e Questura, come previsto dalla normativa nazionale, per garantire una risposta ancora più tempestiva ed efficace agli episodi di violenza.
Il contributo della comunità: il successo della Run4Care
Accanto alle misure organizzative, le Aziende modenesi hanno sostenuto iniziative rivolte alla cittadinanza per diffondere una cultura del rispetto e della cura reciproca. Tra queste, spicca il successo della recente Run4Care, organizzata a Sassuolo dal CSI Modena con la collaborazione della sanità provinciale e degli ordini provinciali. L’evento, dedicato proprio al tema della non violenza verso gli operatori sanitari, ha registrato oltre 3.000 partecipanti, confermando la forte sensibilità della comunità modenese e la volontà condivisa di sostenere chi ogni giorno lavora per la salute di tutti.
I dati delle Aziende sanitarie modenesi nel 2025
Nel 2025, sull’applicativo SegnalER, l’Azienda USL di Modena ha registrato 339 episodi di violenza, un dato in crescita rispetto agli anni precedenti (195 nel 2023, 282 nel 2024) e che può differire leggermente dai dati regionali per via del consolidamento delle segnalazioni avvenuto anche dopo la chiusura della rilevazione ministeriale.
Gli episodi hanno coinvolto 355 operatori, in prevalenza infermieri e donne, con una distribuzione per età concentrata nelle fasce 30‑39 e 50‑59 anni. Le aggressioni verbali restano la forma più frequente, mentre gli episodi con componente fisica risultano in aumento rispetto all’anno precedente. Nel 2025, 25 episodi hanno comportato un infortunio sul lavoro, per un totale di 255 giornate di assenza, con un impatto significativo sul benessere psicofisico degli operatori. Le aree più colpite sono state Emergenza‑Urgenza, Cure Primarie e Salute Mentale, confermando un trend costante negli ultimi anni. Particolarmente rilevante l’aumento delle segnalazioni in Medicina Penitenziaria, passate da 19 a 49 episodi in un anno.
Nel 2025, sull’applicativo SegnalER, l’AOU di Modena ha registrato 112 episodi di violenza, un dato in crescita rispetto agli anni precedenti (101 nel 2023, 108 nel 2024). Gli episodi hanno coinvolto 119 operatori, in prevalenza infermieri e donne, con una distribuzione per età concentrata nelle fasce 30-39 anni e 40-49 anni. Le aggressioni verbali restano la forma più frequente, mentre gli episodi con componente fisica risultano in aumento rispetto all’anno precedente. Nel 2025, 21 episodi hanno comportato un infortunio sul lavoro, per un totale di 56 giornate di assenza, con un impatto significativo sul benessere psicofisico degli operatori. L’area più colpita è stata l’Emergenza‑Urgenza, confermando un trend costante negli ultimi anni.
L’Ospedale di Sassuolo nel 2025 ha registrato 13 casi di aggressione verso i propri operatori, di cui 12 contro professioniste donne e una ai danni della proprietà. Rispetto al 2024, in cui le aggressioni registrate furono 34, si è registrato un calo del 62% su base annua. Tale risultato, pur non eliminando il problema, è certamente stato influenzato – positivamente – dai mezzi di dissuasione attivati in ospedale, tra cui il pulsante di collegamento diretto con le forze dell’ordine e i sistemi di videosorveglianza interna. È stato inoltre avviato un percorso per la formazione specifica degli operatori nella gestione di situazioni conflittuali. Per tutti i casi segnalati in Regione (12) si è trattato di violenze verbali.
Un impegno comune per la sicurezza e il rispetto
“Come Aziende modenesi ribadiamo che la sicurezza degli operatori è una condizione essenziale per garantire qualità, continuità e umanità dell’assistenza. La violenza contro chi cura non è solo un problema organizzativo: è un attacco al patto di fiducia che lega cittadini e sistema sanitario”, dichiarano i direttori sanitari di Ausl, Sassuolo e Aou, Romana Bacchi, Giulia Ciancia e Silvio Di Tella. “Per questo, oltre alle misure tecniche e organizzative, continuiamo a investire in formazione, ascolto, supporto psicologico e iniziative di sensibilizzazione rivolte alla comunità, nella convinzione che la prevenzione della violenza passi anche attraverso una cultura condivisa di rispetto e responsabilità”.
[11 marzo 2026]