I professionisti del servizio dipendenze patologiche hanno incontrato i consiglieri comunali di Modena

Una delegazione dell’amministrazione comunale insieme alla vicesindaca Francesca Maletti ha visitato alcuni dei servizi presenti sul territorio. I professionisti sanitari impegnati sulle dipendenze patologiche hanno illustrato le diverse attività di prevenzione e contrasto e i percorsi di presa in carico. Particolari attenzioni sono dedicate ai giovani e alle persone più fragili, con l’obiettivo dell’intercettazione sempre più precoce

Si è svolta questa mattina, sabato 18 aprile, la visita di una delegazione di consiglieri del Consiglio comunale di Modena ai servizi territoriali dedicati alla prevenzione e al trattamento delle dipendenze patologiche dell’Azienda USL di Modena, insieme alla vicesindaca e assessora alle Politiche per la salute e prevenzione Francesca Maletti. L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto diretto e approfondimento sul lavoro quotidiano svolto dai professionisti sanitari e sociosanitari impegnati sul territorio comunale, con particolare attenzione ai percorsi di accesso e presa in carico.

La visita ha interessato principalmente la sede di via Nonantolana 1010, uno dei punti di riferimento cittadini per le attività del Settore Dipendenze Patologiche. Qui in un momento di presentazione e confronto sono stati illustrati ai consiglieri i diversi servizi attivi: dall’accoglienza e valutazione clinica al trattamento ambulatoriale, residenziale e semiresidenziale, dai percorsi terapeutici personalizzati agli interventi di prevenzione e riduzione dei rischi delle diverse fasce di popolazione, attività che si sviluppano nella rete integrata dei servizi sociali e sanitari del territorio. Un sistema articolato che opera in stretta collaborazione, oltre che con il Comune di Modena, con il Terzo settore e le realtà del volontariato, con l’obiettivo di garantire continuità di cura, tutela della salute e ricadute positive per la comunità.
All’incontro con la delegazione comunale erano infatti presenti il direttore del Distretto di Modena Andrea Spanò e la direttrice del Settore Dipendenze Patologiche Chiara Gabrielli per l’Azienda USL di Modena; la dottoressa Annalisa Righi, responsabile del settore Welfare, salute e coesione sociale del Comune; i partner dei SerDP nella prevenzione, cura e riabilitazione delle persone con dipendenza, enti accreditati e gestori di servizi (CEIS, Cooperative sociali Angolo, Gulliver, Caleidos, Nefesh, Centro sociale Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia), che hanno contribuito a illustrare il lavoro di rete e la collaborazione con il sistema pubblico.

Nel corso della mattinata, i professionisti hanno presentato alcuni dati relativi all’attività sul territorio modenese, che confermano l’efficacia della presa in carico: ogni anno centinaia di persone vengono intercettate, valutate e accompagnate in percorsi strutturati di cura e supporto, con risultati significativi in termini di stabilizzazione clinica, riduzione dei comportamenti a rischio e aggancio ai servizi sociosanitari, fino all’uscita dalle dipendenze che rappresenta l’esito auspicato per ogni caso. Oltre 6.000 persone con problematiche legate ai consumi di sostanze hanno beneficiato di progetti di cura, realizzati dal Settore DP di Modena con privato accreditato, servizi socio-sanitari e Prefettura, tra ambulatori, residenzialità, ospedali, carcere e prossimità territoriale.

Un’attenzione particolare del Settore è quella rivolta alle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità, attraverso interventi integrati che tengono insieme dimensione sanitaria, sociale e relazionale. Tra questi rientra la realtà del “Drop-in”, oggetto di un successivo passaggio della delegazione di consiglieri, nato nel 2025 dall’esperienza che da anni la rete territoriale conduce su quel territorio con l’unità mobile. Reso possibile dalla sinergia tra Ausl, Comune, Ceis e Fondazione di Modena, contribuisce a fornire una risposta integrativa e diversa ai bisogni individuali delle persone con problemi di tossicodipendenza che vivono una situazione di marginalità ed esclusione sociale. I consiglieri hanno incontrato gli operatori presenti al suo interno, che hanno sottolineato come tale proposta rappresenti un’alternativa a ritmi e stili di vita “a rischio” attraverso l’erogazione di servizi primari (igiene personale e alimentazione) e occasione di sollievo e socializzazione per gli utenti, nonché un canale di primo accesso ai servizi più strutturati e a percorsi di presa in carico e accompagnamento.

Un’altra attenzione specifica è rivolta ai cittadini più giovani, per i quali i servizi per le dipendenze costituiscono un presidio fondamentale di prevenzione e intercettazione precoce: i dati epidemiologici mostrano infatti come comportamenti a rischio legati a fumo, alcol e gioco d’azzardo siano sempre più diffusi già in età preadolescenziale, con importanti ricadute che coinvolgono direttamente le famiglie e i contesti educativi. Per questo l’Azienda USL di Modena promuove anche qui un lavoro strutturato di prevenzione e collaborazione con le istituzioni scolastiche, i servizi sociali e la comunità educante, con l’obiettivo di sostenere i ragazzi nei percorsi di crescita e rafforzare le reti di supporto familiari e territoriali.
Nell’anno scolastico 2024–2025 sono stati coinvolti dai Servizi DP oltre 7.000 studenti delle scuole superiori e sono stati formati 455 peer, giovani appositamente preparati a promuovere e diffondere contenuti di salute tra i propri coetanei.

“Questa mattina abbiamo avuto l’occasione di approfondire il valore del lavoro svolto in collaborazione con l’Ausl, in contesti come quello del SerDp ma anche del Drop-in di via Benassi, che quotidianamente viene portato avanti da operatori e partner del Terzo settore ai quali va il mio grazie a nome di tutta l’Amministrazione comunale – ha detto la vicesindaca e assessora a Sanità, Salute e servizi connessi Francesca Maletti – Lunedì in Consiglio comunale verranno discusse due interrogazioni dedicate al Drop-in: la visita di oggi con la delegazione di consiglieri comunali è propedeutica al dibattito che si svilupperà in Aula, con l’auspicio che sia il più possibile proficuo e basato su fatti e contesti che i consiglieri oggi hanno potuto vedere e approfondire.
É nostro compito affrontare le situazioni di difficoltà, tipiche di ogni città di media o grande dimensione, cercando di assicurare dignità e supporto agli assistiti, come previsto dai Livelli essenziali di assistenza garantiti dal Servizio sanitario nazionale, ma anche attenzione ai diritti dei cittadini che con loro condividono il territorio”.

“Questa visita – ha dichiarato Chiara Gabrielli, Direttrice del Settore Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Modena – è stata per noi professionisti un’importante occasione di trasparenza e dialogo istituzionale. Abbiamo potuto mostrare concretamente alla vice-sindaca e ai consiglieri comunali il valore del lavoro che quotidianamente viene svolto dai nostri operatori e dai partner del Terzo settore, ai quali non può che andare un ringraziamento perché il loro impegno a favore della collaborazione reciproca e della creazione di una rete sempre più strutturata è ciò che dà poi i frutti sul territorio. I servizi per le dipendenze operano secondo evidenze scientifiche consolidate, con l’obiettivo di intercettare precocemente le situazioni di fragilità, accompagnare le persone verso percorsi di cura appropriati e contribuire alla tutela della salute collettiva e alla qualità della vita nei contesti urbani”.

La visita ha permesso di ribadire l’importanza di un approccio integrato e condiviso al tema delle dipendenze, fondato sulla conoscenza diretta dei servizi e sull’ascolto dei territori, in un’ottica di collaborazione istituzionale continua e di responsabilità pubblica. L’obiettivo costantemente perseguito è quello di incrementare la capacità delle diverse strutture di garantire integrazione col territorio e servizi accessibili, qualificati e costantemente monitorati, in linea con la programmazione regionale e con le esigenze della comunità modenese, rafforzando il lavoro di prevenzione e contrasto alle dipendenze come parte fondamentale della sanità territoriale.

 

[18 aprile 2026]

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