Dalla Frolleria di ANFFAS Mirandola alla Fondazione Scuola di Musica Carlo e Guglielmo Andreoli fino al progetto di ristorazione sociale La Bella Sfilza: una mattinata dedicata ai progetti che uniscono sanità, cultura e inclusione
Una mattinata dedicata all’incontro con alcune tra le più significative esperienze di inclusione sociale del Distretto di Mirandola e protagoniste di progettualità importanti per il territorio, anche in sinergia con l’Azienda USL: il Direttore Generale Mattia Altini, accompagnato dai Sindaci e dalla Direttrice del Distretto di Mirandola Annamaria Ferraresi, ha visitato ieri alcune realtà del Terzo Settore che collaborano con i servizi sanitari e sociosanitari per promuovere socializzazione, partecipazione, autonomia e benessere nella comunità.
La visita ha rappresentato un momento di conoscenza e confronto con associazioni e progetti che, attraverso attività culturali, educative e lavorative, favoriscono percorsi di integrazione per persone con disabilità e fragilità.
Prima tappa alla Frolleria promossa da ANFFAS Mirandola, laboratorio artigianale di biscotti nato nel 2023 che coinvolge circa quindici giovani con disabilità in un’esperienza concreta di lavoro inclusivo. Il progetto unisce formazione professionale, autonomia e partecipazione attiva, permettendo ai ragazzi di prendere parte a tutte le fasi della produzione e contribuendo allo sviluppo di competenze utili per il loro percorso di vita.
La visita è proseguita alla Fondazione Scuola di Musica Carlo e Guglielmo Andreoli, centro culturale e formativo di riferimento per l’area nord della provincia. Qui sono stati presentati alcuni progetti realizzati in collaborazione con i professionisti dell’Ausl, tra cui Officina dei Suoni e il coro “Com’è bello cantar”, iniziative che utilizzano la musica come strumento educativo e terapeutico per favorire socializzazione, sviluppo delle capacità cognitive e riabilitazione del linguaggio.
Ultima tappa alla cooperativa sociale La Bella Sfilza, progetto di ristorazione sociale nato a Concordia sulla Secchia, dove giovani con disabilità partecipano alla preparazione dei piatti, al servizio e alla gestione delle attività del ristorante-laboratorio. Un’esperienza che coniuga formazione, lavoro e valorizzazione delle tradizioni gastronomiche del territorio.
“Queste realtà – ha sottolineato il Direttore Generale Altini – dimostrano quanto sia importante il lavoro di rete tra servizi sanitari, associazioni e comunità locali. Progetti come questi creano valore anche per il sistema delle cure e trasformano competenze, creatività e solidarietà in opportunità concrete di inclusione, offrendo alle persone con disabilità spazi di crescita, autonomia e partecipazione attiva alla vita sociale. Il privato accreditato, in ogni sua forma, è parte integrante del servizio pubblico, condividendo le finalità del sistema di presa in carico”.




La collaborazione tra Terzo Settore, istituzioni e servizi dell’Azienda USL di Modena rappresenta un elemento fondamentale per costruire percorsi integrati di salute e benessere, in cui la dimensione sanitaria si intreccia con quella educativa, culturale e sociale. La giornata ha offerto anche l’occasione per incontrare volontari, educatori, operatori e ragazzi coinvolti nei diversi progetti, valorizzando il ruolo delle associazioni nel rafforzare il tessuto comunitario e promuovere una società più inclusiva e partecipata.
[12 marzo 2026]