Dalla medicina di famiglia uno strumento innovativo per intercettare i bisogni sociali

Uno studio dei Medici di medicina generale di Modena, pubblicato su una rivista internazionale e premiato a Firenze, introduce un questionario per individuare precocemente fragilità come violenza domestica, difficoltà economiche e solitudine, prima che sfocino in problemi di salute

Intercettare i bisogni sociali degli assistiti, quali ad esempio solitudine, difficoltà economiche, isolamento, prima che sfocino in problemi di salute: è l’obiettivo del progetto nato negli ambulatori di Medicina generale di Modena, pubblicato su una rivista scientifica internazionale e premiato al Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) che si è tenuto a Firenze. Lo studio è stato realizzato da un gruppo di Medici di medicina generale modenesi, che hanno sviluppato uno strumento innovativo per intercettare precocemente i determinanti sociali di salute, fattori spesso alla base dell’insorgenza di problemi sanitari.

La ricerca, pubblicata sulla rivista specializzata internazionale Primary Health Care Research and Development, si basa sull’elaborazione e sulla sperimentazione di un questionario di screening rivolto agli assistiti, ispirato all’esperienza statunitense dell’“EveryONE Screening Tool” promosso dall’Associazione dei medici di medicina generale degli Stati Uniti d’America. Il focus è sui determinanti sociali di salute, ovvero quelle condizioni di vita che incidono profondamente sul benessere delle persone.

Tra gli ambiti esplorati dal questionario figurano la violenza domestica, le difficoltà economiche, l’isolamento e la solitudine, elementi che, se non riconosciuti in tempo, possono evolvere in problemi di salute fisica e psicologica. L’obiettivo dello strumento è proprio quello di anticipare l’emergere delle criticità, consentendo al medico di famiglia di orientare precocemente la presa in carico e l’attivazione delle reti di supporto sociosanitario.

Lo studio porta la firma di Lorenzo Campedelli, che ha sviluppato il progetto nell’ambito della sua tesi del Corso di formazione specifica in Medicina Generale, supervisionato dalla dottoressa Alice Serafini, Medico di medicina generale di Modena, insieme – tra gli altri – ai Medici di medicina generale di Modena Silvia Riccomi e Giulia Ugolini, alla dottoressa Lucia Palandri e alla Professoressa Elena Righi dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore). La fase di somministrazione del questionario si è svolta negli studi delle dottoresse Riccomi e Serafini, coinvolgendo 45 assistiti.

Il riconoscimento ottenuto a Firenze conferma il valore scientifico e innovativo del lavoro, che sottolinea ancora una volta il ruolo centrale della Medicina generale come presidio di prossimità, capace di intercettare non solo i bisogni clinici, ma anche quelli sociali, in un’ottica di salute globale e di prevenzione.

Alice Serafini e Lucia Palandri 1000

Alice Serafini e Lucia Palandri

Anche sul tema della ricerca, dunque, si conferma la solida collaborazione tra Azienda USL e la medicina generale, che si sta concretizzando su numerosi aspetti, indirizzati a migliorare la presa in carico e l’appropriatezza. “Questo studio – sottolinea Romana Bacchi, Direttrice sanitaria dell’Azienda USL di Modena – dimostra come la collaborazione tra professionisti del territorio e mondo accademico possa generare strumenti concreti a beneficio della comunità, rafforzando l’integrazione tra sanitario e sociale e ponendo le basi per modelli di cura sempre più personalizzati e sostenibili”.

 

[16 gennaio 2026]

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