Modena, 8 luglio 2026 – Incrementare le risorse destinate ai servizi territoriali, sviluppare la continuità assistenziale, rafforzare l’integrazione tra assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale, e adottare sistemi di valutazione basati sugli esiti di salute e sulla qualità dei percorsi assistenziali: sono i principali interventi che il Rapporto “Sussidiarietà e… salute” della Fondazione per la Sussidiarietà suggerisce per rispondere alle crescenti criticità del sistema sanitario, date dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle patologie croniche e dalla crescente domanda di percorsi di cura integrati.
Il Rapporto è stato presentato nel pomeriggio a Modena presso il Museo “Enzo Ferrari”, durante l’incontro dal titolo “Sanità e Comunità”.
Hanno partecipato all’evento il Direttore generale dell’AUSL Modena Mattia Altini, il Direttore Generale dell’AOU Modena Luca Baldino, il Presidente Provincia di Modena Fabio Braglia, il professore di Malattie dell’apparato respiratorio presso l’Università di Modena e Reggio Enrico Clini, la Responsabile Case della Comunità Sassuolo dell’Azienda USL Modena Rossella Di Feo, l’Assessore alle Politiche per la salute Regione Emilia–Romagna Massimo Fabi, il Direttore Ifel Pierciro Galeone, il Sindaco di Modena Massimo Mezzetti, il Professore di Diritto Amministrativo presso l’Università di Bologna Giovanni Mulazzani, il Sindaco di Carpi Riccardo Righi, il Presidente Comitato consultivo misto della Provincia di Modena e Comitato consultivo regionale Qualità dei servizi Regione Emilia-Romagna Luciano Sighinolfi, e il Presidente Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini.

Durante l’incontro è stato approfondito il modello sanitario dell’Emilia-Romagna, che si caratterizza nel contesto nazionale per l’investimento sulla sanità di prossimità e per la presa in carico dei cittadini. Un modello che ha fatto registrare performance tra le migliori del Paese, tanto da superare ampiamente la soglia di sufficienza (60) in tutte le aree di valutazione in termini di qualità dell’assistenza, capacità di attrazione dei pazienti e soddisfazione degli utenti.
In Emilia-Romagna sono attive 141 Case della Comunità, che garantiscono assistenza a quasi 3 milioni di residenti, affiancate da 24 Ospedali di Comunità, 47 Centrali Operative Territoriali e 46 Centri di Assistenza e Urgenza (CAU).
Il sistema si trova oggi a dover fronteggiare profonde trasformazioni demografiche ed epidemiologiche. Risaltano in particolar modo l’accelerato processo di invecchiamento della popolazione – con gli over 64 che ormai rappresentano il 24,7% della stessa – e la crescente incidenza delle patologie croniche (dal 45,6% al 47,8% tra il 2015 e il 2021).
Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, ha commentato: «La salute è un diritto fondamentale e un servizio sanitario universalistico rappresenta una delle più importanti infrastrutture sociali del nostro Paese. Anche i sistemi più avanzati sono chiamati a misurarsi con bisogni sempre più complessi. È necessario un salto di qualità nella governance pubblica, perché il sistema sia veramente universale e capace di garantire equità nell’accesso ai servizi, coordinare i diversi soggetti coinvolti, valorizzare le risorse presenti sul territorio, con approccio sussidiario».

Mattia Altini, Direttore generale Ausl Modena, ha osservato: «Il modello di tutela della salute in Emilia-Romagna, e in particolare nel territorio modenese, si fonda su una visione chiara: la salute delle persone è frutto di molti fattori determinanti che interagiscono tra loro. Per questo la risposta del sistema non può essere solo sanitaria e le nostre aziende, insieme alle istituzioni, al mondo del volontariato, ai pazienti stessi, sono al lavoro per ripensare l’offerta sanitaria sull’intera provincia, rafforzando il legame tra ospedale e territorio, mettendo al centro la prossimità e continuità della relazione di cura lungo tutte le fasi della vita. È in questa direzione che il sistema sanitario pubblico conferma il proprio ruolo: assicurare equità, appropriatezza, sicurezza e qualità, attraverso un impegno condiviso con le comunità locali. Continueremo a investire nel dialogo tra istituzioni, professionisti e cittadini, perché solo così possiamo rispondere in modo sostenibile ai nuovi bisogni di salute e rafforzare la fiducia delle persone nel servizio sanitario».
Il Rapporto “Sussidiarietà e… salute”, diciannovesimo Rapporto annuale della Fondazione per la Sussidiarietà è stato realizzato in collaborazione con accademici e ricercatori di:
BReCHS Bicocca Research Centre in Health Services dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, Università Bocconi, Università Brunel University of London, Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (IFEL), Università Ca’ Foscari Venezia, University of York, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Parma, Università di Pavia, Laboratorio Management e Sanità (MeS) dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università di Verona.
[Modena, 8 luglio 2026]