Grazie al 118, in Emilia-Romagna oltre 1.400 pazienti assistiti al giorno, più di 527mila all’anno, in forte crescita: nel 2020 erano 452mila. 15 minuti il tempo medio di intervento, 4 in meno rispetto al dato nazionale. E superano il milione le chiamate al Numero Unico Europeo di Emergenza 112, a pochi mesi dalla sua attivazione sul territorio regionale. L’assessore Fabi: “Sistema dell’emergenza-urgenza solido ed efficiente, ora pronti a nuove sfide

Il 118, nato proprio in Emilia-Romagna, ne rappresenta il cuore del sistema dell’emergenza-urgenza, capace di innovarsi e di rispondere alle sempre nuove sfide a cui è chiamato. Come quella del Numero Unico Europeo di Emergenza 112, attivo a partire dal 1^ aprile 2025 su tutto il territorio, che ha già superato il milione di chiamate ricevute con un tempo di risposta medio di circa 6 secondi.

A fare il punto sul sistema dell’emergenza-urgenza in Emilia-Romagna oggi in conferenza stampa, l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e il coordinatore della rete regionale dell’emergenza 118 e del 112, Antonio Pastori.

“Necessario, sicuro e sostenibile. Così deve essere il sistema dell’emergenza-urgenza – spiega Fabi-. Il 118, nato proprio in Emilia-Romagna, ha fatto scuola come modello di coordinamento dei soccorsi ed è poi diventato lo standard da adottare in tutta Italia. Oggi quel modello è chiamato a nuove sfide della sanità pubblica. A partire da quella del 112 Numero Unico di Emergenza, che dalla sua attivazione sta dando prova di essere un servizio molto importante per il nostro territorio e per i cittadini, con risultati in linea con le aspettative grazie anche al prezioso lavoro svolto insieme alle altre istituzioni. Siamo chiamati a far fronte alla carenza di personale sanitario e a una sempre maggiore domanda di prestazioni. Occorre- prosegue Fabi– continuare a investire in tecnologie e nella formazione del personale, ma anche in una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini e in un ruolo sempre più attivo del volontariato. I numeri sul nostro 118, certificati dal ministero, ci dicono che è sempre più un servizio di riferimento, che è cresciuto e si è rafforzato nel tempo sia come interventi effettuati, che come pazienti assistiti, ma anche per mezzi, tecnologie e personale. Siamo pronti a rispondere alle nuove sfide che abbiamo davanti, per fare ancora meglio e ancora di più”.

Le azioni future

I prossimi obiettivi a cui guarda la Regione sono l’ulteriore valorizzazione delle risorse umane, sia a leadership infermieristica che medica, e dell’associazionismo: si sta costruendo il percorso per arrivare a un accordo quadro con le Organizzazioni di volontariato per la creazione di un partenariato più efficace. Inoltre, si continuerà a investire sulla formazione per rafforzare le competenze specifiche degli operatori impegnati nel soccorso.

Saranno aumentati gli investimenti per l’interconnessione digitale tra territorio e rete ospedaliera con informazioni in real time e implementata la rete di defibrillazione. Grazie alle nuove tecnologie, l’Intelligenza Artificiale sarà integrata nei sistemi operativi di risposta all’emergenza per potenziarne l’efficienza, affiancandosi e non sostituendosi al personale, e saranno utilizzati modelli predittivi integrati (Big Data) per la gestione proattiva di eventi pandemici e maxi-emergenze, al servizio della Protezione Civile.

Infine, un ruolo importante lo avranno le cittadine e i cittadini: proseguirà e si rafforzerà la campagna di comunicazione per migliorare la conoscenza delle modalità di contatto e accesso alle strutture e ai servizi sanitari, a partire dal NUE 112.

Il 118 in Emilia-Romagna: i dati 2024

Da 35 anni il 118 è il numero che salva la vita grazie a un’intera comunità di medici, infermieri, operatori sanitari, volontari soccorritori pronti ogni giorno, 24 ore su 24, a prestare soccorso ai cittadini in situazioni di emergenza.

Il numero dei pazienti assistiti è passato dai 451.978 del 2020 ai 527.310 (1.445 al giorno) del 2024. Di questi: 303.141 (pari al 57%) in codice verde, 82.598 (16%) in codice bianco, 120.778 (23%) in codice giallo, 12.524 (2,3%) in codice rosso e 8.269 deceduti.

Con 14mila interventi per 100mila abitanti l’Emilia-Romagna è tra le regioni che svolgono il maggior numero di interventi.

Quanto ai tempi di soccorso, nel 2024 la media in Italia è stata di 19 minuti, mentre in regione continua ad essere di 15 minuti, tempo che la colloca al secondo posto a livello nazionale. Quello dell’Emilia-Romagna è un trend stabile, ma si sta osservando un recupero medio di almeno 30 secondi. Come certificano i dati del Ministero della Salute, nel 75% degli interventi effettuati il tempo è stato inferiore a 13 minuti per Emilia Ovest, a 16 per Emilia Est e a 15 per la Romagna (a livello provinciale Piacenza 13 minuti, Parma 14, Modena e la Romagna 15, Bologna 16 e Ferrara 19 minuti).

C’è, poi, un dato che mostra quanto sia importante intervenire rapidamente per salvare una vita, quando si tratta di patologie tempo dipendenti: nel 75% dei casi di ictus i minuti che passano dal primo squillo al 118 all’intervento in ospedale sono meno di 66, per l’infarto meno di 60 e per il trauma meno di 76 minuti. E anche per effetto di questa prontezza del sistema 118 nel prestare soccorso, l’Emilia-Romagna è tra le regioni con mortalità più bassa a un anno dall’evento per ictus ischemico e a 30 giorni per infarto miocardico acuto, come certificano i dati del Programma Nazionale Esiti di Agenas.

Il NUE – Numero Unico Emergenza 112

In Emilia-Romagna bastano 6,1 secondi per ricevere una risposta in caso di emergenza. Questo grazie al Numero Unico Europeo 112, che dal 3 dicembre 2024 al 1^ aprile 2025 è stato attivato progressivamente su tutto il territorio regionale, e permette di richiedere l’intervento della Polizia di Stato, dei Carabinieri, dei Vigili del fuoco, del Soccorso sanitario e del Soccorso in mare.

Il numero delle chiamate ricevute dalle due Centrali Uniche di Risposta, una a Bologna e una a Parma oltrepassa il milione. Circa il 44%, sono state filtrate, ovvero smaltite perché non riguardano vere e proprie emergenze, liberando così le centrali di secondo livello che possono, invece, dedicarsi alla gestione delle emergenze. Delle chiamate inoltrate, le richieste riguardano per principalmente Emergenza sanitaria (46%), Carabinieri (28%), Polizia di Stato (16%) e Vigili del Fuoco 7%).

Foto della conferenza stampa

A sinistra l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e a destra il coordinatore della rete regionale dell’emergenza 118 e del 112, Antonio Pastori

[Comunicato stampa della Regione Emilia-Romagna, 14/07/2025]

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